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Maltempo, nave in avaria contro gli scogli - FOTO

Lara Loreti
Maltempo, nave in avaria contro gli scogli - FOTO

L’allarme è scattato alle 6.15: «Una nave ha urtato gli scogli sulla Curvilinea, sta imbarcando acqua». Rischia d’affondare, i motori sono in avaria, l’equipaggio è in difficoltà, parte la macchina dei soccorsi. È ancora l’alba quando dalla White Sea, nave della società tedesca Sea Wos, battente bandiera slovacca, arriva la prima richiesta di aiuto. La nave mercantile, 87 metri di lunghezza, ha otto falle, alcune lunghe due metri, e rischia di affondare. Nessun ferito fra i sette membri di equipaggio. La nave è stata poi trainata al molo Italia

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LIVORNO. L’allarme scatta alle 6.15: «Una nave ha urtato gli scogli sulla Curvilinea, sta imbarcando acqua». Rischia d’affondare, l’equipaggio è in difficoltà, parte la macchina dei soccorsi. La giornata in mare ieri è iniziata prestissimo. È ancora l’alba quando dalla White Sea, nave della società tedesca Sea Wos, battente bandiera slovacca, arriva la prima richiesta di aiuto. La nave mercantile, 87 metri di lunghezza, ha otto falle, alcune lunghe due metri, e rischia di affondare. A bordo ci sono sette membri di equipaggio di nazionalità ucraina, polacca e lituana. Nessuno di loro è rimasto ferito, ma la paura è stata enorme. «L’acqua ha allagato tutti i locali delle macchine - dice Gianfranco Cini, dell’assistenza tecnica dei rimorchiatori Neri - ma per fortuna è andato tutto bene».

La nave è arrivata in porto per scaricare un carico di 3.500 tonnellate di cellulosa destinate alla ditta Neri. Sono le sei quando lascia il molo Italia e riparte per Genova. In quel momento, le condizioni meteorologiche sono terribili: è in corso una tremenda libecciata. Ma non è tutto: durante le manovre di uscita dal porto, la White Sea si trova al centro di un brutto inconveniente: fa in tempo a percorrere solo poche centinaia di metri quando il motore, alle 6.15, va in avaria. Non sono chiari i motivi del guasto, l’Autorità marittima ha aperto un’inchiesta per capire il perché. Fatto sta che le macchine non rispondono più ai comandi dell’equipaggio e la nave, in balia di onde e vento, va a sbattere sulla diga curvilinea del porto.

Subito il comandante polacco Rjszard Makiewikz chiama aiuto e immediatamente la Capitaneria di porto invia sul posto i rimorchiatori. Arrivano anche due motovedette della Guardia costiera. I rimorchiatori portuali intanto trainano la nave al molo “Italia”. Fondamentale l’intervento dei Piloti del porto, in particolare il vicecapo Gianni Molinari, che con coraggio e sangue freddo si lancia dalla pilotina sulla nave per dare assistenza all’equipaggio. Poco dopo si aggiungono i vigili del fuoco con i sommozzatori, alcuni mezzi antinquinamento, che stendono panne galleggianti, e una squadra di sei sommozzatori Lamarsub per verificare le condizioni dello scafo.

I sub della Lamarsub effettuano un’ispezione subacquea per tamponare le falle. La situazione è drammatica. Ce la descrive Alessio Anguillesi, dei sommozzatori Lamarsub: «La nave stava affondando quando siamo intervenuti al molo Italia. C’erano otto falle, il fondo era messa malissimo, si sbriciolava. Io e i miei colleghi abbiamo subito tamponato la situazione evitando il peggio». Il personale della Capitaneria e dei vigili del fuoco ha poi effettuato le operazioni di esaurimento dell’acqua imbarcata tramite una bettolina.

La messa in sicurezza proseguirà oggi e nei prossimi giorni: ci vorranno due-tre settimane prima che torni a navigare. La nave sarà poi portata in bacino per essere riparata. Sul caso è stata anche aperta un’inchiesta amministrativa da parte della Capitaneria.

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