Gioco
trovare i responsabili si può
«Mia madre morta per farmaci sbagliati»
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La sede della Rsa villa SerenaSua madre, Mara Bianchi, è morta un paio di mesi fa a 78 anni, dopo essere stata due anni in stato vegetativo. Lui, Sandro Goracci, che di anni ne ha 44, oggi chiede giustizia, per un caso che racconta con grandissimo dolore
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LIVORNO. Sua madre, Mara Bianchi, è morta un paio di mesi fa a 78 anni, dopo essere stata due anni in stato vegetativo. Lui, Sandro Goracci, che di anni ne ha 44, oggi chiede giustizia, per un caso che racconta con grandissimo dolore.
«Mia madre era ospite di villa Serena. Ammalata di Alzheimer, però mangiava, stava abbastanza bene. Nell'agosto del 2007 mi chiamarono dalla Rsa per dirmi che era stata portata in ospedale», dice Goracci. La signora Bianchi arrivò al pronto soccorso in coma e da quello stato non si è mai più ripresa. «Le dettero un farmaco che non le era mai stato prescritto - racconta ancora il figlio - e in dose incredibile: il doppio del massimo che si possa somministrare».
Particolare non indifferente: Goracci lavorava a villa Serena, come operatore socio sanitario, per la cooperativa Il Quadrifoglio che gestisce la struttura. «Davanti a quella situazione ho fatto querela - dice l'uomo - e da quel momento sono stato spostato al Pascoli, in una situazione lavorativa assai peggiore. Per due anni ho avuto mia madre disabile a carico, visto che la portai a casa dopo quello che era successo, con enormi difficoltà a conciliare il lavoro con l'assistenza».
Oggi, assistito dagli avvocati Angela Galli e Mario Galdieri, Sandro Goracci si dice deluso per l'esito dell'indagine aperta dalla Procura e avviata verso l'archiviazione: «Il consulente medico del magistrato ha accertato la somministrazione di questo farmaco: perché non sono riusciti a individuare i responsabili?».
«Mia madre era ospite di villa Serena. Ammalata di Alzheimer, però mangiava, stava abbastanza bene. Nell'agosto del 2007 mi chiamarono dalla Rsa per dirmi che era stata portata in ospedale», dice Goracci. La signora Bianchi arrivò al pronto soccorso in coma e da quello stato non si è mai più ripresa. «Le dettero un farmaco che non le era mai stato prescritto - racconta ancora il figlio - e in dose incredibile: il doppio del massimo che si possa somministrare».
Particolare non indifferente: Goracci lavorava a villa Serena, come operatore socio sanitario, per la cooperativa Il Quadrifoglio che gestisce la struttura. «Davanti a quella situazione ho fatto querela - dice l'uomo - e da quel momento sono stato spostato al Pascoli, in una situazione lavorativa assai peggiore. Per due anni ho avuto mia madre disabile a carico, visto che la portai a casa dopo quello che era successo, con enormi difficoltà a conciliare il lavoro con l'assistenza».
Oggi, assistito dagli avvocati Angela Galli e Mario Galdieri, Sandro Goracci si dice deluso per l'esito dell'indagine aperta dalla Procura e avviata verso l'archiviazione: «Il consulente medico del magistrato ha accertato la somministrazione di questo farmaco: perché non sono riusciti a individuare i responsabili?».
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