Gioco
Mtm va avanti con i precari«Assumerli oggi un atto di incoscienza»
Cristiano Meoni
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Una linea per l’installazione di impianti gpl autoIl responsabile dell'azienda replica alle polemiche: «Mercato incerto, per ora non possiamo permetterci posti fissi». «La nostra - riprende - non è una toccata e fuga. Non si investe così tanto in risorse umane, conoscenze, impianti se si vuole prendere e scappare»
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LIVORNO. «La cosa peggiore, adesso, sarebbe illudere i lavoratori che saranno tutti stabilizzati. Per il momento non ce lo possiamo permettere». Claudio Toscano è venuto apposta da Cuneo. Si è alzato alle tre del mattino per scendere in Toscana. Ha un ruolo importante dentro la Mtm, "responsabile produzione infrastrutture sicurezza ambiente logistica". Parla per conto della proprietà. E' amareggiato per come è stata rappresentata la situazione dell'azienda che installa gli impianti gpl sulle auto a Guasticce.
«Non ce l'ho perchè avete scritto che qui ci sono 390 precari su 400: noi rivendichiamo la scelta della flessibilità, che nel nostro settore è fondamentale. Ce l'ho per le polemiche sulla sicurezza, sui cronometri, sul fatto che non facciamo fare le ferie ai dipendenti: falsità. Siamo venuti a Livorno a investire svariati milioni di euro e guarda un po' come veniamo ripagati».
«La nostra - riprende - non è una toccata e fuga. Non si investe così tanto in risorse umane, conoscenze, impianti se si vuole prendere e scappare. Nel maggio 2008 abbiamo aperto un piccolo stabilimento con cinquanta persone. Poi è partita la corsa al gpl. Avevamo due strade davanti: rinunciare all'aumento dei volumi o accettare. Abbiamo accettato, fatto un nuovo stabilimento e assunto centinaia di persone».
Lasciandovi dietro qualche problema: turni massacranti e scarsa sicurezza sul lavoro.
«No. I ritmi di lavoro sono quelli dettati dai nostri esperti "tempi e metodi". E sono fondamentali. Se una casa automobilistica si accorge che i ritmi sono troppo bassi ci abbassa il punteggio. Ci si scandalizza perchè si lavora con i cronometri ma se li tolgo la produttività crolla del 30% e i clienti se ne vanno».
E' vero che all'inizio si facevano 10 auto per turno e adesso 15?
«E' così, si parte bassi per dare modo ai lavoratori di prendere confidenza con il lavoro».
E il filmato finito su "You Tube" che ritrae un timer che salta un secondo ogni undici?
«Un clamoroso equivoco. Come hanno potuto constatare gli stessi lavoratori, quel timer funzionava bene, c'era solo un problema di sincronizzazione tra il Plc e la linea di produzione. Alla fine del tempo il conto dei secondi tornava».
Perchè così tanti contratti a termine sul totale?
«I lavoratori devono avere il tempo di acquisire una professionalità. I contratti a termine vengono utilizzati nella fase di avvio dell'attività. Comportarsi in maniera diversa, assumendo tutti a tempo indeterminato, sarebbe un atto di incoscienza. Oggi non siamo nelle condizioni di pianificare il futuro nel medio-termine. Si dice che gli ecoincentivi per il gpl auto saranno confermati ma ad oggi la situazione è che finiscono il 31 dicembre».
Perchè questa successione di contratti a termine e di lavoro interinale? Non è forse lavoro a tempo indeterminato?
«Ce lo consente la normativa. Il contratto dei meccanici prevede fino a un massimo di 44 mesi tra interinale e contratti a termine».
State assumendo tuttora?
«Sì, decine di persone ogni mese, attraverso l'interinale»
Veniamo al punto: i vostri dipendenti saranno stabilizzati?
«Dipende da una serie di fattori. Il primo è la conferma degli incentivi per l'auto a gpl. Poi il prezzo del petrolio, che se dovesse scendere potrebbe costituire un problema. Poi le norme antinquinamento. Infine le condizioni create per favorire il gpl: in Piemonte non viene fatto pagare il bollo auto per cinque anni».
Riassumendo?
«La situazione del mercato è troppo incerta perchè si trasformino i lavoratori a tempo indeterminato. Dunque per ora non se ne parla. E comunque, nel caso si verifichino le condizioni sopra, sarà un processo graduale e partirà dai più meritevoli. Vorrei però ribaltare il ragionamento. La Mtm, pur in assenza di una certezza di mercato, ha investito a Livorno e ha creato lavoro. Noi siamo i primi ad augurarci che il business si consolidi, abbiamo tutto l'interesse a che i lavoratori restino in Mtm il più a lungo possibile. Pochi come noi soni attenti ai problemi del personale. A Cuneo uno dei massimi dirigenti del gruppo, alle 7 del mattino, personalmente, gira fra gli stabilimenti per accertarsi che la temperatura ambiente non sia inferiore ai 18 gradi, perchè se è freddo si ammalano le persone e le persone devono lavorare. E a Cuneo è molto più freddo che a Livorno».
«Non ce l'ho perchè avete scritto che qui ci sono 390 precari su 400: noi rivendichiamo la scelta della flessibilità, che nel nostro settore è fondamentale. Ce l'ho per le polemiche sulla sicurezza, sui cronometri, sul fatto che non facciamo fare le ferie ai dipendenti: falsità. Siamo venuti a Livorno a investire svariati milioni di euro e guarda un po' come veniamo ripagati».
«La nostra - riprende - non è una toccata e fuga. Non si investe così tanto in risorse umane, conoscenze, impianti se si vuole prendere e scappare. Nel maggio 2008 abbiamo aperto un piccolo stabilimento con cinquanta persone. Poi è partita la corsa al gpl. Avevamo due strade davanti: rinunciare all'aumento dei volumi o accettare. Abbiamo accettato, fatto un nuovo stabilimento e assunto centinaia di persone».
Lasciandovi dietro qualche problema: turni massacranti e scarsa sicurezza sul lavoro.
«No. I ritmi di lavoro sono quelli dettati dai nostri esperti "tempi e metodi". E sono fondamentali. Se una casa automobilistica si accorge che i ritmi sono troppo bassi ci abbassa il punteggio. Ci si scandalizza perchè si lavora con i cronometri ma se li tolgo la produttività crolla del 30% e i clienti se ne vanno».
E' vero che all'inizio si facevano 10 auto per turno e adesso 15?
«E' così, si parte bassi per dare modo ai lavoratori di prendere confidenza con il lavoro».
E il filmato finito su "You Tube" che ritrae un timer che salta un secondo ogni undici?
«Un clamoroso equivoco. Come hanno potuto constatare gli stessi lavoratori, quel timer funzionava bene, c'era solo un problema di sincronizzazione tra il Plc e la linea di produzione. Alla fine del tempo il conto dei secondi tornava».
Perchè così tanti contratti a termine sul totale?
«I lavoratori devono avere il tempo di acquisire una professionalità. I contratti a termine vengono utilizzati nella fase di avvio dell'attività. Comportarsi in maniera diversa, assumendo tutti a tempo indeterminato, sarebbe un atto di incoscienza. Oggi non siamo nelle condizioni di pianificare il futuro nel medio-termine. Si dice che gli ecoincentivi per il gpl auto saranno confermati ma ad oggi la situazione è che finiscono il 31 dicembre».
Perchè questa successione di contratti a termine e di lavoro interinale? Non è forse lavoro a tempo indeterminato?
«Ce lo consente la normativa. Il contratto dei meccanici prevede fino a un massimo di 44 mesi tra interinale e contratti a termine».
State assumendo tuttora?
«Sì, decine di persone ogni mese, attraverso l'interinale»
Veniamo al punto: i vostri dipendenti saranno stabilizzati?
«Dipende da una serie di fattori. Il primo è la conferma degli incentivi per l'auto a gpl. Poi il prezzo del petrolio, che se dovesse scendere potrebbe costituire un problema. Poi le norme antinquinamento. Infine le condizioni create per favorire il gpl: in Piemonte non viene fatto pagare il bollo auto per cinque anni».
Riassumendo?
«La situazione del mercato è troppo incerta perchè si trasformino i lavoratori a tempo indeterminato. Dunque per ora non se ne parla. E comunque, nel caso si verifichino le condizioni sopra, sarà un processo graduale e partirà dai più meritevoli. Vorrei però ribaltare il ragionamento. La Mtm, pur in assenza di una certezza di mercato, ha investito a Livorno e ha creato lavoro. Noi siamo i primi ad augurarci che il business si consolidi, abbiamo tutto l'interesse a che i lavoratori restino in Mtm il più a lungo possibile. Pochi come noi soni attenti ai problemi del personale. A Cuneo uno dei massimi dirigenti del gruppo, alle 7 del mattino, personalmente, gira fra gli stabilimenti per accertarsi che la temperatura ambiente non sia inferiore ai 18 gradi, perchè se è freddo si ammalano le persone e le persone devono lavorare. E a Cuneo è molto più freddo che a Livorno».
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