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LIVORNO
Copre di scritte i muri della cellamulta di 300 euro a un detenuto
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Un'immagine del carcere della DozzaScritte contro la polizia e i pisani. Un detenuto che imbratta la cella è stato punito con una multa, al termine di un vero e proprio processo. È colpevole di danneggiamenti. Era imputato anche per diffamazione, che il giudice però non ha ravvisato visto che le scritte ingiuriose erano rivolte a soggetti collettivi e non a persone specifiche
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LIVORNO. Ha imbrattato i muri della cella del carcere delle Sughere dov'era detenuto, dovrà pagare 300 euro per danneggiamenti. Lo ha stabilito il giudice del tribunale Sandra Lombardi, che ha condannato al pagamento di questa multa Stefano Esposito, che aveva riempito le pareti della sua cella con scritte di vario genere.
Esposito è arrivato a giudizio con due accuse: oltre ai danneggiamenti anche la diffamazione, visto che le scritte prendevano di mira la polizia e coloro che l'avevano fatto arrestare (per droga). Ma dai rilievi effettuati dagli uomini della polizia penitenziaria durante la loro ispezione (avvenuta nel febbraio 2007, quando Esposito era in carcere da un paio di mesi), sono saltate fuori anche alcune scritte da stadio. E in questo caso il bersaglio preferito erano i pisani.
Il pubblico ministero Antonio Giaconi ha chiesto una multa di 400 euro come pena per questo episodio. Il giudice ha sostanzialmente accolto la tesi del pm: condanna per i danneggiamenti, che emergevano chiaramente dalle foto della cella, assoluzione per la diffamazione visto che le frasi scritte sui muri non erano rivolte a persone ben definite ma solo a soggetti collettivi.
Esposito è arrivato a giudizio con due accuse: oltre ai danneggiamenti anche la diffamazione, visto che le scritte prendevano di mira la polizia e coloro che l'avevano fatto arrestare (per droga). Ma dai rilievi effettuati dagli uomini della polizia penitenziaria durante la loro ispezione (avvenuta nel febbraio 2007, quando Esposito era in carcere da un paio di mesi), sono saltate fuori anche alcune scritte da stadio. E in questo caso il bersaglio preferito erano i pisani.
Il pubblico ministero Antonio Giaconi ha chiesto una multa di 400 euro come pena per questo episodio. Il giudice ha sostanzialmente accolto la tesi del pm: condanna per i danneggiamenti, che emergevano chiaramente dalle foto della cella, assoluzione per la diffamazione visto che le frasi scritte sui muri non erano rivolte a persone ben definite ma solo a soggetti collettivi.
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