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Anche un'infermiera davanti al giudiceper la morte di Chico

lu.dem.
Anche un'infermiera davanti al giudiceper la morte di Chico

E' iniziato ieri il processo parallelo a quello ai due medici per la morte di "Chico" Biondi, il giovane motociclista morto dopo una caduta perché nessuno fu capace di diagnosticargli la rottura della milza. Stavolta l'imputata è un'infermiera del Pronto soccorso, Veronica Panariello, 42 anni, difesa dall'avvocato Paolo Bassano

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LIVORNO. E' iniziato ieri il processo parallelo a quello ai due medici per la morte di "Chico" Biondi, il giovane motociclista morto dopo una caduta perché nessuno fu capace di diagnosticargli la rottura della milza. Stavolta l'imputata è un'infermiera del Pronto soccorso, Veronica Panariello, 42 anni, difesa dall'avvocato Paolo Bassano. La donna figurava fra gli indagati, ma per lei il pubblico ministero Antonella Tenerani aveva chiesto l'archiviazione. Il giudice per le indagini preliminari, invece, l'ha mandata a giudizio formulando l'imputazione coatta di omicidio colposo.

L'udienza davanti al giudice Giovanni Zucconi ieri ha vissuto sulle deposizioni di Elena Pezzatini, collega dell'imputata, e di Claudio Biondi, padre del ragazzo morto. L'infermiera Pezzatini ha ricostruito il quadro di una giornata definita «anomala». Anomalo il fatto che «il paziente fosse arrivato dal pronto soccorso ortopedico con un referto già chiuso», anomalo il fatto che «fosse stato disposto il trasporto al pronto soccorso generale attraverso un'ambulanza», cosa che peraltro poi non avvenne. La testimone ha affermato poi che fu il medico Luigi Ciompi ad assegnare il codice verde a Federico.

Il padre del ragazzo, Claudio Biondi, ha ripercorso ancora una volta con grandissimo dolore (era avvenuto nei mesi scorsi anche nel processo ai due medici) quella che per lui è stata una giornata terribile. Ha ricordato, spesso con la voce rotta per la commozione, i momenti nei quali Chico, in preda alle sofferenze, gli chiedeva aiuto. «Neppure io ho capito la gravità della condizione - è arrivato a dire il padre - e non posso che pentirmene: avrei dovuto intuire che quando mi chiedeva da bere perché aveva la gola secca tanto da non riuscire più a respirare, la situazione stava precipitando. Quando riuscii a portargli qualcosa da bere, fu tutto inutile, perché lui ormai era già svenuto».  Oltre a Pezzatini e Biondi hanno deposto anche alcuni volontari delle ambulanze.

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