Il Tirreno

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LIVORNO

Anche Paolo Virzì firma per i due antagonisti

Luciano De Majo
Paolo Virzì
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Paolo Virzì

Solidarietà per Alessandro Orfano e Elisabetta Cipolli, che si trovano agli arresti domiciliari. Insieme a quella del regista tantissime firme di politici, esponenti del mondo della cultura, privati cittadini. Intanto, si è svolta a Firenze l’udienza davanti al tribunale del Riesame sulla richiesta di revoca della misura cautelare avanzata dai difensori di tutti gli arrestati . Il collegio giudicante si è riservato la decisione: ha dieci giorni di tempo per depositarla

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LIVORNO. Anche Paolo Virzì chiede la liberazione dei due antagonisti livornesi arrestati a Pistoia con l’accusa di aver partecipato all’aggressione al circolo di destra “Casapound”.

La firma del regista sotto l’appello del “Comitato familiari e amici” in sostegno di Alessandro Orfano e Elisabetta Cipolli, che si trovano ancora agli arresti domiciliari, è fra le ultime, in ordine di tempo. Ma intanto ne sono arrivate altre. Il presidente provinciale dell’Anpi Vittorio Cioni e la presidente comunale della stessa organizzazione, Paola Ciardi, hanno sottoscritto l’appello chiedendo di incontrare i familiari dei due giovani militanti, incontro che avverrà nei prossimi giorni. Fra i firmatari della richiesta di liberazione, anche il direttore di Italia Wave Festival Mauro Valenti.

Oggi, intanto, si è svolta a Firenze l’udienza davanti al tribunale del Riesame sulla richiesta di revoca della misura cautelare avanzata dai difensori di tutti e tre gli arrestati (oltre a Orfano e Cipolli, anche Alessandro Della Malva, segretario regionale dei Carc). Il collegio giudicante (presidente Aldo Chiari, giudice relatore Silvio De Luca, giudice a latere Federico Boscherini) si è riservato la decisione: ha dieci giorni di tempo per depositarla.

L’avvocato Silvia Davini, che difende i due livornesi, ha depositato una memoria ribadendo l’estraneità ai fatti dei suoi assistiti e contestando le ipotesi di reato avanzate dalla Procura di Pistoia, particolarmente pesanti. Si parla di devastazione e saccheggio quando, spiega l’avvocato, «in occasione dei fatti del G8 di Genova circostanze ben più pesanti sono state configurate come danneggiamento ».

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di Redazione web