Lutto
Semina il panico al pronto soccorso
Luciano De Majo
Si è presentato al pronto soccorso dell'ospedale e ha seminato il terrore, tirando fuori un coltello e minacciando gli operatori al bancone. Poi, dopo essere stato visitato e curato, è tornato scagliando due pietre verso un'infermiera, che le ha schivate per miracolo
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Si è presentato al pronto soccorso dell'ospedale e ha seminato il terrore, tirando fuori un coltello e minacciando gli operatori al bancone. Poi, dopo essere stato visitato e curato, è tornato scagliando due pietre verso un'infermiera, che le ha schivate per miracolo.
Protagonista di una serata da dimenticare è un algerino sui quarant'anni pieno di alcol, che è arrivato all'ospedale dicendo di avere una mano dolorante. Ma era agitato e brandiva un coltello. In più, aveva la sigaretta accesa in barba a tutti i divieti e quando gli è stato fatto notare che doveva spegnerla oppure accomodarsi fuori per fumare si è arrabbiato ancora di più.
Al pronto soccorso c'erano diverse persone, in attesa di conoscere notizie sui propri parenti che venivano visitati dai medici dell'ospedale. E' facile immaginare la paura che hanno avuto vedendo il nordafricano impugnare il coltello. Poi l'uomo è stato visitato e dirottato in ortopedia, dove i medici gli hanno diagnosticato una piccola frattura a un dito e applicato una fasciatura e una steccatura. Anche al reparto - a quanto sembra - ha avuto un comportamento non irreprensibile e ha combinato qualche guaio.
Ma la serata tutta al contrario non è finita lì, perché l'uomo poi è tornato nel corridoio d'ingresso del pronto soccorso. E ha scagliato due pietre, raccolte probabilmente in uno dei cantieri aperti dentro l'ospedale, verso il bancone dove lavorano gli operatori del triage. E' andata bene a un'infermiera, che le ha schivate d'un niente. E' scattato l'allarme: dal pronto soccorso è partita la chiamata alle forze dell'ordine. Ancora qualche minuto ed è arrivata una pattuglia della Guardia di Finanza. I tre militari che la componevano hanno cercato di identificare l'algerino, che nel frattempo gli operatori del pronto soccorso erano riusciti, in qualche modo, a limitare. L'uomo però continuava a minacciarli e si agitava. Diceva di avere dolore alla mano fasciata anche se quando gli è stato dato un antidolorifico per via orale l'ha risputato. I finanzieri poi lo hanno portato via: mentre l'auto ripartiva dall'ospedale, si è visto chiaramente che dentro stava succedendo qualcosa di poco ortodosso con uno scambio di colpi fra l'algerino e i militari.
Protagonista di una serata da dimenticare è un algerino sui quarant'anni pieno di alcol, che è arrivato all'ospedale dicendo di avere una mano dolorante. Ma era agitato e brandiva un coltello. In più, aveva la sigaretta accesa in barba a tutti i divieti e quando gli è stato fatto notare che doveva spegnerla oppure accomodarsi fuori per fumare si è arrabbiato ancora di più.
Al pronto soccorso c'erano diverse persone, in attesa di conoscere notizie sui propri parenti che venivano visitati dai medici dell'ospedale. E' facile immaginare la paura che hanno avuto vedendo il nordafricano impugnare il coltello. Poi l'uomo è stato visitato e dirottato in ortopedia, dove i medici gli hanno diagnosticato una piccola frattura a un dito e applicato una fasciatura e una steccatura. Anche al reparto - a quanto sembra - ha avuto un comportamento non irreprensibile e ha combinato qualche guaio.
Ma la serata tutta al contrario non è finita lì, perché l'uomo poi è tornato nel corridoio d'ingresso del pronto soccorso. E ha scagliato due pietre, raccolte probabilmente in uno dei cantieri aperti dentro l'ospedale, verso il bancone dove lavorano gli operatori del triage. E' andata bene a un'infermiera, che le ha schivate d'un niente. E' scattato l'allarme: dal pronto soccorso è partita la chiamata alle forze dell'ordine. Ancora qualche minuto ed è arrivata una pattuglia della Guardia di Finanza. I tre militari che la componevano hanno cercato di identificare l'algerino, che nel frattempo gli operatori del pronto soccorso erano riusciti, in qualche modo, a limitare. L'uomo però continuava a minacciarli e si agitava. Diceva di avere dolore alla mano fasciata anche se quando gli è stato dato un antidolorifico per via orale l'ha risputato. I finanzieri poi lo hanno portato via: mentre l'auto ripartiva dall'ospedale, si è visto chiaramente che dentro stava succedendo qualcosa di poco ortodosso con uno scambio di colpi fra l'algerino e i militari.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
