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Ipercoop in tilt per lo sciopero file e caos, poi la chiusura
Cristiano Meoni
Uno sciopero ha bloccato l’Ipercoop. L’azienda ha provato ad aprire l’ipermercato mettendo alle casse i pochi lavoratori che non hanno aderito all’agitazione ma non potendo garantire il normale deflusso della clientela alla fine ha dovuto arrendersi. E così, dopo aver funzionato a singhiozzo per tutta la mattinata, a mezzogiorno e mezza l’ipermercato è stato chiuso
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LIVORNO. Uno sciopero ha bloccato ieri l’Ipercoop. L’azienda ha provato ad aprire l’ipermercato mettendo alle casse i pochi lavoratori che non hanno aderito all’agitazione ma non potendo garantire il normale deflusso della clientela alla fine ha dovuto arrendersi. E così, dopo aver funzionato a singhiozzo per tutta la mattinata, a mezzogiorno e mezza l’ipermercato è stato chiuso.
Lo sciopero è stato indetto dalla rappresentanza sindacale unitaria, egemonizzata dal sindacato di base Sdl, per protestare contro la decisione di Unicoop Tirreno di non riconoscere la prestazione straordinaria festiva per la giornata di ieri, doppiamente festiva in quanto domenica e Ognissanti. I sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil avevano invece proclamato, per la stessa ragione, mezz’ora di astensione di lavoro a fine turno.
Nell’incontro sindacale di venerdì scorso, i responsabili del personale di Unicoop Tirreno avevano annunciato che la giornata di ieri sarebbe stata pagata con la semplice maggiorazione festiva (+ 35% rispetto alla giornata feriale), respingendo la richiesta della Rsu e della Rsa di Cgil Cisl e Uil di avere la maggiorazione del 135% prevista per le doppie feste. Dopo una approfondita discussione interna, i lavoratori hanno deciso di proclamare lo sciopero.
Così, ieri mattina alle 3.30, i rappresentanti della Rsu si sono ritrovati all’ingresso dell’ipermercato per sensibilizzare i lavoratori che sarebbero entrati in servizio alle 4. L’adesione è stata massiccia. Secondo la Rsu, il 95% dei lavoratori al lavoro ieri avrebbero scioperato: hanno preso regolarmente servizio solo una quindicina fra impiegati amministrativi e quadri. E’ apparso subito evidente che sarebbe stato problematico garantire l’apertura dell’ipermercato con un simile organico ma l’azienda ha voluto comunque provare, mettendo alle casse impiegati e dirigenti.
Sono state aperte cinque casse su quarantaquattro. Poco dopo l’apertura, slittata alle 10, si sono però formate lunghe code e non pochi clienti, spazientiti, hanno abbandonato il carrello alle casse. Così, alle 11, per smaltire le file l’ipermercato è stato chiuso una prima volta. Poi, dopo che si era svuotato, è stato nuovamente riaperto ma si è nuovamente ripresentato il problema delle code e ci sono stati momenti di tensione tra addetti alla vigilanza e clienti. E dunque a mezzogiorno e mezzo la grande saracinesca che separa l’ipermercato dal centro commerciale è stata tirata giù definitivamente, tra le proteste dei livornesi che volevano fare shopping e l’esultanza dei lavoratori, consapevoli di aver vinto il braccio di ferro con l’azienda.
Pare che i manager dell’Ipercoop, a partire dalla direttrice Francesca Addis, in carica da appena due mesi, siamo rimasti sorpresi dall’adesione allo sciopero, che non si aspettavano così massiccia. «Hanno fatto peggio che meglio - commenta Diego Perez, uno dei membri della Rsu - L’azienda ha perso un incasso cospicuo e ha fatto infuriare la clientela: sarebbe stato più ragionevole riconoscere almeno per questa volta lo straordinario festivo, con l’impegno di ridiscutere la questione subito in trattativa. Ma l’hanno voluta».
Lo sciopero è stato indetto dalla rappresentanza sindacale unitaria, egemonizzata dal sindacato di base Sdl, per protestare contro la decisione di Unicoop Tirreno di non riconoscere la prestazione straordinaria festiva per la giornata di ieri, doppiamente festiva in quanto domenica e Ognissanti. I sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil avevano invece proclamato, per la stessa ragione, mezz’ora di astensione di lavoro a fine turno.
Nell’incontro sindacale di venerdì scorso, i responsabili del personale di Unicoop Tirreno avevano annunciato che la giornata di ieri sarebbe stata pagata con la semplice maggiorazione festiva (+ 35% rispetto alla giornata feriale), respingendo la richiesta della Rsu e della Rsa di Cgil Cisl e Uil di avere la maggiorazione del 135% prevista per le doppie feste. Dopo una approfondita discussione interna, i lavoratori hanno deciso di proclamare lo sciopero.
Così, ieri mattina alle 3.30, i rappresentanti della Rsu si sono ritrovati all’ingresso dell’ipermercato per sensibilizzare i lavoratori che sarebbero entrati in servizio alle 4. L’adesione è stata massiccia. Secondo la Rsu, il 95% dei lavoratori al lavoro ieri avrebbero scioperato: hanno preso regolarmente servizio solo una quindicina fra impiegati amministrativi e quadri. E’ apparso subito evidente che sarebbe stato problematico garantire l’apertura dell’ipermercato con un simile organico ma l’azienda ha voluto comunque provare, mettendo alle casse impiegati e dirigenti.
Sono state aperte cinque casse su quarantaquattro. Poco dopo l’apertura, slittata alle 10, si sono però formate lunghe code e non pochi clienti, spazientiti, hanno abbandonato il carrello alle casse. Così, alle 11, per smaltire le file l’ipermercato è stato chiuso una prima volta. Poi, dopo che si era svuotato, è stato nuovamente riaperto ma si è nuovamente ripresentato il problema delle code e ci sono stati momenti di tensione tra addetti alla vigilanza e clienti. E dunque a mezzogiorno e mezzo la grande saracinesca che separa l’ipermercato dal centro commerciale è stata tirata giù definitivamente, tra le proteste dei livornesi che volevano fare shopping e l’esultanza dei lavoratori, consapevoli di aver vinto il braccio di ferro con l’azienda.
Pare che i manager dell’Ipercoop, a partire dalla direttrice Francesca Addis, in carica da appena due mesi, siamo rimasti sorpresi dall’adesione allo sciopero, che non si aspettavano così massiccia. «Hanno fatto peggio che meglio - commenta Diego Perez, uno dei membri della Rsu - L’azienda ha perso un incasso cospicuo e ha fatto infuriare la clientela: sarebbe stato più ragionevole riconoscere almeno per questa volta lo straordinario festivo, con l’impegno di ridiscutere la questione subito in trattativa. Ma l’hanno voluta».
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