Il Tirreno

Livorno

Il 5 per mille

Cure Palliative in testa

Mauro Zucchelli
Un banchetto della Associazione Cure Palliative a una fermata del bus in centro
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Un banchetto della Associazione Cure Palliative a una fermata del bus in centro

23 mila contribuenti hanno indicato nella dichiarazione Irpef una associazione locale

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LIVORNO. Non c'è dubbio: i livornesi hanno "adottato" nel loro cuore l'Associazione Cure Palliative, il gruppo di volontari che opera a sostegno dell'hospice dell'ospedale che accompagna i malati terminali a morire con dignità. Al pari di quant'era accaduto nel 2006, anche i tabulati 2007 della scelta del "5 per mille" - resi noti solo ieri - vedono l'Associazione Cure Palliative in testa alle scelte dei contribuenti riguardo ai beneficiari con sede nella nostra provincia.
E' vero che dalla nostra "classifica" sfuggono le preferenze che i contribuenti labronici hanno riservato ai grandi soggetti nazionali come Emergency, Wwf, Acli o altre realtà similari. E' comunque estremamente forte il legame che i cittadini hanno sviluppato con la rete delle associazioni territoriali: quasi in 23 mila hanno segnalato beneficiari esplicitamente livornesi senza farsi spaventare dalla procedura un po' macchinosa che, per evitare difficoltà di identificazione, prevede che il cittadino si debba procurare il codice fiscale della società prescelta per dare la propria indicazione e hanno segnalato un beneficiario esplicitamente livornese.
In effetti, è quantomai variegato l'arcipelago delle associazioni beneficiarie: un ventaglio di oltre 120 nomi figurano nell'elenco dei destinatari con targa labronica (ai quali vanno aggiunti 34 soggetti che sono stati esclusi dall'Agenzia delle Entrate). Solo tre superano il migliaio di adesioni: oltre all'Associazione Cure palliative (con 3.660 scelte dei contribuenti) c'è la Pubblica Assistenza di Livorno città (con 2.563) e la Pubblica Assistenza Cecina (con 1.225).
Altre otto sono al di sopra di quota 500: Pubblica Assistenza Piombino 733, Fondazione Iris (istituto di Castagneto sul fronte riabilitazione e integrazione) 727, Gruppo volontariato Pangono Pangono (un filo di solidarietà nato fra la parrocchia di Santa Croce a Rosignano e i borghi africani del Malawi) 720, Avis Piombino 594, Pubblica Assistenza Rosignano 568, Avis comunale Livorno 526, Amici della Zizzi (volontari livornesi al fianco dei bambini) 524, Fondazione Luigi Scotto (attiva soprattutto sul fronte dei diritti dei disabili) 523.
Ma all'opposto ne troviamo 26 che non arrivano a venti adesioni e in sei casi non ne viene totalizzata nemmeno una.
Adesso però il mondo del volontariato lancia l'allarme sulla cancellazione di questa boccata d'ossigeno per chi aiuta gli altri: a maggior ragione in una fase di crisi economica in cui tante sigle del volontariato denunciano un calo delle donazioni.
«Sono stati bocciati al Senato gli emendamenti che puntavano a evitare la cancellazione del "5 per mille"», dice Fabio Cecconi, direttore della Svs: bisogna sapere - spiega - che, in effetti, il "5 per mille" non è mai stato stabilizzato come uno strumento organico di legge a sostegno del volontariato ma dev'essere reinserito tutti gli anni nella Finanziaria. Già in passato si è andati vicini a vedere calare la mannaia, stavolta il rischio è ancor più grande.
Eppure il problema sarebbe di tutt'altro tipo: fatta la legge, apprezzata da tutti, si è finito per farla diventare - dice Giovanni Giannone, numero uno della Misericordia - «non un sostegno al volontariato che si occupa di aiutare gli altri bensì una sorta di indiretto finanziamento a pioggia all'enorme galassia dell'associazionismo sportivo e ricreativo che ha tutto il diritto ad avere un appoggio. Ma senza improprie mescolanze che servono solo a far confusione».
Giannone ricorda lo slogan con cui è stato lanciato il corso per soccorritori: "Aiutaci ad aiutarti". «Ecco, c'è bisogno di questo: il "5 per mille" non è solo una raccolta fondi ma anche un modo per coinvolgere le persone attorno a obiettivi e valori umani condivisi: è creare un paracadute di energie sociali in cui oggi tu aiuti qualcuno e domani sarai tu ad aver bisogno di una mano».

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