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Tutta colpa dell'afflusso record

Pronto soccorso: una delle sale interne per le “osservazioni brevi”
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Pronto soccorso: una delle sale interne per le “osservazioni brevi”

La lunga attesa al pronto soccorso nella mattinata di mercoledì per chi aveva bisogno di cure ortopediche? La colpa non va cercata nel fatto che lo specialista fosse altrove («era dentro il pronto soccorso ma non nella sua stanza perché era a seguire l'emergenza di un politraumatizzato»), semmai il problema vero è stato l'afflusso record: «Ben 37 persone si sono presentate per guai ortopedici al mattino, quasi tutte concentrate fra le 10 e le 11,30, se aggiungiamo poi che nel bel mezzo di quell'arco di tempo è capitata anche una situazione di emergenza...».

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LIVORNO. La lunga attesa al pronto soccorso nella mattinata di mercoledì per chi aveva bisogno di cure ortopediche? La colpa non va cercata nel fatto che lo specialista fosse altrove («era dentro il pronto soccorso ma non nella sua stanza perché era a seguire l'emergenza di un politraumatizzato»), semmai il problema vero è stato l'afflusso record: «Ben 37 persone si sono presentate per guai ortopedici al mattino, quasi tutte concentrate fra le 10 e le 11,30, se aggiungiamo poi che nel bel mezzo di quell'arco di tempo è capitata anche una situazione di emergenza...».

L'Asl non ci sta a veder finire sulla graticola ancora una volta il pronto soccorso per le lamentele dei cittadini: proteste che l'altro ieri (ma non solo l'altro ieri...) hanno portato anche all'intervento della polizia per riportare la calma in una situazione incandescente. Per dare un messaggio forte l'Azienda sanitaria manda in campo a rispondere non solo il numero uno, il direttore generale Monica Calamai, ma anche i direttori sanitario (Rosa La Mantia) e amministrativo (Luca Cei) insieme ai responsabili del pronto soccorso (Mauro Pratesi) e del dipartimento di urgenza (Francesco Genovesi).

L'Asl insiste soprattutto su alcuni aspetti. Il primo: «Nessun taglio è stato fatto né tantomeno l'ortopedico è stato tolto», viene sottolineato. Il secondo: «Stiamo mettendo in fila - avverte Calamai - i tasselli per arrivare all'inizio dell'anno con una nuova organizzazione del pronto soccorso che potrà contare finalmente su specialisti di medicina d'urgenza. Si sta stilando la graduatoria, verranno assunte tre persone (una delle quali per sostituzione)». E Pratesi aggiunge: «In questo modo al pronto soccorso, insieme a 41 infermieri e 31 operatori, arriveremo ad avere 20 medici più il primario. Sia chiaro, non è semplice trovarli: ci vorrebbero orari meno stressanti e più gratificazione ma la soluzione non la possiamo dare noi Asl, io so solo che l'abnegazione del nostro personale è incredibile».

L'afflusso record dell'altra mattina è un picco anomalo: alle 37 persone in orario antimeridiano («anzi, quasi tutti in un'ora e mezza») hanno fatto seguito appena sette nel pomeriggio. «Rivoluzionando le abitudini - dice Genovesi - attestate su uno standard di 20 prestazioni la mattina e 23-25 nelle ore pomeridiane».

Ma quest'impennata è su una base di una pressione sul pronto soccorso ben più alta che nel resto della Toscana: calcolando uno standard di un accesso ogni mille abitanti, tutta l'area di riferimento dell'ospedale di viale Alfieri ne dovrebbe avere 160-170 al giorno. Sono in realtà 220, «e quest'anno - rincara Pratesi - c'è stato un ulteriore incremento del 7,2%». All'Asl dicono che, in tutta questa super-richiesta di interventi del pronto soccorso, la differenza rispetto alle altre città toscane non riguarda le urgenze più gravi (codice rosso) ma dalla gravità media (verde) in giù (fino ai codici bianchi). E proprio i codici da bianco a verde rappresentano «il 90%» del lavoro.

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