Gioco
Il virus colpisce di più i giovani
«Siamo in piena epidemia di influenza A»
Gianluca della Maggiore
«Il boom di influenza nelle scuole elementari? Non si può ammettere, ma nemmeno escludere che siano casi di influenza A. Anzi, il contagio così massiccio ci fa affermare che assai probabilmente il virus H1N1 è arrivato anche da noi». A dirlo è Franco Giuntini, segretario provinciale della Federazione italiana medici pediatri
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LIVORNO. «Il boom di influenza nelle scuole elementari? Non si può ammettere, ma nemmeno escludere che siano casi di influenza A. Anzi, il contagio così massiccio ci fa affermare che assai probabilmente il virus H1N1 è arrivato anche da noi». A dirlo è Franco Giuntini, segretario provinciale della Federazione italiana medici pediatri. Che subito rassicura: «Influenza pandemica o no i rischi che corre chi la contrae sono gli stessi dell'influenza stagionale. Ma poiché si tratta di un virus altamente diffusivo è assolutamente importante interrompere il circolo attraverso le vaccinazioni».
Ma perché non potete accertare con precisione se è "suina" o no?
«Perché da quando l'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato che siamo in fase pandemica conclamata i tamponi faringei non vengono più effettuati a tutti i soggetti che presentano i sintomi del virus A/H1N1: il controllo a tappeto serviva solo a scopo diagnostico-epidemiologico. Ora che è appurato che la "suina" è arrivata, non c'è più motivo di controllare tutti i pazienti. A fare i tamponi sono solo i primari dei reparti di malattie infettive, che possono decidere di effettuarli sui pazienti ricoverati, e i cosiddetti "medici sentinella", selezionati dalla Regione e incaricati di sorvegliare l'epidemia segnalando casi particolari».
E quindi come fate a dire che l'influenza A è arrivata anche a Livorno?
«Le ultime indicazioni ministeriali dicono chiaramente che qualunque malattia insorta acutamente con febbre oltre 38, con sintomi respiratori e con malessere generale potrebbe essere inquadrata, fino a prova contraria, come influenza A. L'elemento in più è che oggi siamo chiaramente di fronte ad una fase acuta: in questi giorni siamo costretti a stare in ambulatorio anche fino alle 10 di sera perché arrivano continuamente bambini malati con febbre a 39-40 che si protrae per 3-4 giorni con tutti i "classici" sintomi dell'influenza. Non è mai capitato che il boom dell'influenza stagionale arrivasse in questo periodo (in genere il picco è a dicembre-gennaio) quindi, fino a prova contraria, siamo in presenza dell'influenza A».
Lei dice però molto chiaramente: no agli allarmismi.
«Certo. In sé e per sé l'influenza A è una malattia come l'influenza stagionale: tant'è che dal punto di vista della sintomatologia sono assolutamente indistinguibili: febbre alta, sonnolenza, mal di gola, raffreddore, dolori articolari, tosse. In certi casi, nei bambini molto piccoli, l'influenza può manifestarsi in assenza di sintomi respiratori: con febbre, vomito e diarrea».
Cosa fare in caso di sospetto contagio?
«Non ingolfare il Pronto soccorso: il primo passo è rivolgersi al medico di famiglia. Anche perché il medico curante conosce il pregresso del paziente ed è quindi in grado di valutare se esistono rischi dal punto di vista respiratorio e cardiaco».
Lei insiste molto sulla vaccinazione.
«In questa fase è importante convincere i pazienti a vaccinarsi, visto che il virus si contagia assai facilmente. L'unico modo per interrompere il circolo, evitando il rischio di trovarsi tra i piedi il virus fino a maggio-giugno, è proprio quello di vaccinarsi. Da precisare che il vaccino ha efficacia dopo circa due settimane. Ecco perché noi stiamo consigliando a tutti i genitori di vaccinare i bambini. Ci tengo a dire, a dispetto delle voci che circolano, che i vaccini contro la "suina" sono assolutamente sicuri».
Ma ci sono abbastanza scorte? Negli studi pediatrici livornesi come stanno andando le vaccinazioni contro l'influenza A?
«Ad oggi sono disponibili in tutta la provincia circa 2300 vaccini Focetria contro l'influenza A. Il vaccino consiste in due dosi, da somministrarsi a distanza di un mese. Per ora, in via eccezionale, stiamo procedendo a vaccinare i bambini più a rischio: diabetici, cardiopatici, gravemente asmatici, o comunque tutti quelli che presentano patologie acute e croniche serie. I genitori di questi ultimi soggetti che non intendono far somministrare il vaccino al figlio devono firmare un documento di dissenso. Nella seconda fase, che partirà presumibilmente tra una quindicina di giorni, è previsto che siano vaccinati i soggetti da 7 mesi fino a 27 anni, a conferma del fatto che questa malattia colpisce prevalentemente i giovani.
Può fare il vaccino per il virus A anche chi ha già fatto quello per l'influenza stagionale?
«Si può fare anche contemporaneamente: non c'è nessuna controindicazione. Anzi, a mio giudizio è consigliato farli tutti e due».
Ma perché non potete accertare con precisione se è "suina" o no?
«Perché da quando l'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato che siamo in fase pandemica conclamata i tamponi faringei non vengono più effettuati a tutti i soggetti che presentano i sintomi del virus A/H1N1: il controllo a tappeto serviva solo a scopo diagnostico-epidemiologico. Ora che è appurato che la "suina" è arrivata, non c'è più motivo di controllare tutti i pazienti. A fare i tamponi sono solo i primari dei reparti di malattie infettive, che possono decidere di effettuarli sui pazienti ricoverati, e i cosiddetti "medici sentinella", selezionati dalla Regione e incaricati di sorvegliare l'epidemia segnalando casi particolari».
E quindi come fate a dire che l'influenza A è arrivata anche a Livorno?
«Le ultime indicazioni ministeriali dicono chiaramente che qualunque malattia insorta acutamente con febbre oltre 38, con sintomi respiratori e con malessere generale potrebbe essere inquadrata, fino a prova contraria, come influenza A. L'elemento in più è che oggi siamo chiaramente di fronte ad una fase acuta: in questi giorni siamo costretti a stare in ambulatorio anche fino alle 10 di sera perché arrivano continuamente bambini malati con febbre a 39-40 che si protrae per 3-4 giorni con tutti i "classici" sintomi dell'influenza. Non è mai capitato che il boom dell'influenza stagionale arrivasse in questo periodo (in genere il picco è a dicembre-gennaio) quindi, fino a prova contraria, siamo in presenza dell'influenza A».
Lei dice però molto chiaramente: no agli allarmismi.
«Certo. In sé e per sé l'influenza A è una malattia come l'influenza stagionale: tant'è che dal punto di vista della sintomatologia sono assolutamente indistinguibili: febbre alta, sonnolenza, mal di gola, raffreddore, dolori articolari, tosse. In certi casi, nei bambini molto piccoli, l'influenza può manifestarsi in assenza di sintomi respiratori: con febbre, vomito e diarrea».
Cosa fare in caso di sospetto contagio?
«Non ingolfare il Pronto soccorso: il primo passo è rivolgersi al medico di famiglia. Anche perché il medico curante conosce il pregresso del paziente ed è quindi in grado di valutare se esistono rischi dal punto di vista respiratorio e cardiaco».
Lei insiste molto sulla vaccinazione.
«In questa fase è importante convincere i pazienti a vaccinarsi, visto che il virus si contagia assai facilmente. L'unico modo per interrompere il circolo, evitando il rischio di trovarsi tra i piedi il virus fino a maggio-giugno, è proprio quello di vaccinarsi. Da precisare che il vaccino ha efficacia dopo circa due settimane. Ecco perché noi stiamo consigliando a tutti i genitori di vaccinare i bambini. Ci tengo a dire, a dispetto delle voci che circolano, che i vaccini contro la "suina" sono assolutamente sicuri».
Ma ci sono abbastanza scorte? Negli studi pediatrici livornesi come stanno andando le vaccinazioni contro l'influenza A?
«Ad oggi sono disponibili in tutta la provincia circa 2300 vaccini Focetria contro l'influenza A. Il vaccino consiste in due dosi, da somministrarsi a distanza di un mese. Per ora, in via eccezionale, stiamo procedendo a vaccinare i bambini più a rischio: diabetici, cardiopatici, gravemente asmatici, o comunque tutti quelli che presentano patologie acute e croniche serie. I genitori di questi ultimi soggetti che non intendono far somministrare il vaccino al figlio devono firmare un documento di dissenso. Nella seconda fase, che partirà presumibilmente tra una quindicina di giorni, è previsto che siano vaccinati i soggetti da 7 mesi fino a 27 anni, a conferma del fatto che questa malattia colpisce prevalentemente i giovani.
Può fare il vaccino per il virus A anche chi ha già fatto quello per l'influenza stagionale?
«Si può fare anche contemporaneamente: non c'è nessuna controindicazione. Anzi, a mio giudizio è consigliato farli tutti e due».
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