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NAVI DEI VELENI
La motovedetta "Scialoia" a caccia dei relitti
La zona di mare (davanti a Livorno) perlustrata dalla motovedetta era stata scelta in seguito ad alcune segnalazioni pervenute anche dai pescatori, ma la strumentazione di cui è dotata la 'Scialoja' potrebbe risultare insufficiente a condurre verifiche più approfondite
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Si sono concentrate in un tratto di mare al largo della costa di San Vincenzo (Livorno) le ricerche condotte dalla motovedetta Scialoja della Guardia costiera a caccia delle cosiddette 'navi dei veleni' che sarebbero state affondate al largo della costa livornese negli anni Novanta, secondo quanto aveva riferito il pentito della 'ndrangheta Francesco Fonti. Le ricerche però finora non hanno dato esito.
La zona di mare perlustrata dalla motovedetta era stata scelta in seguito ad alcune segnalazioni pervenute anche dai pescatori, ma la strumentazione di cui è dotata la 'Scialoja' potrebbe risultare insufficiente a condurre verifiche più approfondite. Il sonar dell'imbarcazione della capitaneria di porto è in grado di percepire bersagli solo fino a 250 metri di profondità e il sospetto e che i relitti possano essere a profondità molto maggiori. Le ricerche della 'Scialoja' si concluderanno sabato.
La zona di mare perlustrata dalla motovedetta era stata scelta in seguito ad alcune segnalazioni pervenute anche dai pescatori, ma la strumentazione di cui è dotata la 'Scialoja' potrebbe risultare insufficiente a condurre verifiche più approfondite. Il sonar dell'imbarcazione della capitaneria di porto è in grado di percepire bersagli solo fino a 250 metri di profondità e il sospetto e che i relitti possano essere a profondità molto maggiori. Le ricerche della 'Scialoja' si concluderanno sabato.
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