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Cosmi: "Torno in serie A per vincere"Come ripartire? I consigli per il mister

Cosmi: "Torno in serie A per vincere"Come ripartire? I consigli per il mister

"Ringrazio il presidente che mi ha concesso questa enorme possibilità, stava diventando non dico un incubo, ma motivo d'ansia la lontananza dalla serie A". Serse Cosmi ricomincia da Livorno, ritrova una panchina e soprattutto quella Serie A che da tanti anni non lo vedeva tra i protagonisti. Oggi il primo allenamento del nuovo tecnico amaranto

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"Ringrazio il presidente che mi ha concesso questa enorme possibilità, stava diventando non dico un incubo, ma motivo d'ansia la lontananza dalla serie A". Serse Cosmi ricomincia da Livorno, ritrova una panchina e soprattutto quella Serie A che da tanti anni non lo vedeva tra i protagonisti. Ecco perché il primo ringraziamento va ad Aldo Spinelli che lo ha voluto sulla panchina amaranto dopo l'esonero della coppia Ruotolo-Russo.

"Non dico che stavo malissimo fuori - continua Cosmi - ma non era una situazione che mi piaceva vivere. Ieri ho avuto la sensazione di essere l'allenatore del Livorno, la telefonata del presidente è stata una liberazione. Adesso il mio stato d'animo è particolare, ho una gran voglia di tornare in campo, ma c'è anche la consapevolezza, la rabbia e la voglia di dimostrare il mio valore. Non ho rivincite da prendermi verso nessuno, ho solo voglia di dimostrare a me stesso che posso stare in questa categoria e ottenere in questa piazza, risultati che ho già ottenuto".

Una liberazione per lui e anche per la moglie "che non ne poteva più di vedermi a casa", un momento difficile per Cosmi che non vede l'ora di tornare in campo e mettersi a lavoro in una piazza che ha sempre dimostrato "grande attaccamento alla squadra, passione e desiderio. Tutto questo mi inorgoglisce, mi dà la gioia e la forza per andare in campo e lavorare con la squadra, per uscire da una situazione che bella non è, altrimenti non sarei stato qui".

Da Gaucci a Pozzo, poi Corioni e adesso Spinelli. Di presidenti Cosmi ne ha conosciuti tanti, alcuni vulcanici e difficili come Luciano Gaucci, ma il tecnico perugino non la pensa così.

"Tutti mi parlano di Gaucci - spiega Cosmi nella conferenza stampa di presentazione -, ma non è mai stato un presidente invadente, era un personaggio diretto come altri che ho avuto. Spinelli? Lo conoscevo già, c'era stato un colloquio nel primo anno del Livorno in A, ma allora non c'erano le condizioni per lavorare insieme. Forse si è ricordato di quel colloquio. Un po' già conosco Spinelli, ma io ritengo che non è importante conoscere il carattere dei presidenti, quel che conta è il risultato".

E a proposito di risultati da ottenere, Cosmi comincia la sua avventura sulla panchina del Livorno, all'Olimpico, contro la Roma, la squadra del cuore del tecnico perugino. "Questa storia, come spesso avviene in Italia, è stata un po' troppo enfatizzata - spiega Cosmi - ho solo detto che da ragazzino tifavo Roma, tutto qui. Tra l'altro contro i giallorossi le mie squadre, per esempio Perugia e Udinese, hanno ottenuto buoni risultati. L'Olimpico non è uno stadio normale e con la Roma è ancora più particolare".

Cosmi parla anche del suo passato, le esperienze più recenti a Udine e Brescia si sono concluse con due esoneri. "In 20 anni di mestiere due esoneri possono anche starci, ma le esperienze vissute a Udine e Brescia sono state positive, sono iniziate molto bene e si sono chiuse male".

"Lucarelli è l'ultimo dei problemi di questa squadra", ha detto infine il neo-tecnico, a margine della presentazione: "Lucarelli non può essere considerato a Livorno un giocatore normale, ma nemmeno sempre capro espiatorio di quando le cose non vanno bene".

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