Il Tirreno

Livorno

IL PERSONAGGIO

Il vento nel cuoreLa nuova vita di Davide dall'officina all'oceano

Lara Loreti
Davide Mantovani sulla sua barca al porto Mediceo
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Davide Mantovani sulla sua barca al porto Mediceo

Attraversare l'oceano è come innamorarsi: il cuore che batte più forte, l'emozione incontrollabile che ti stringe lo stomaco, la passione, e nel contempo il timore che qualcosa non vada per il verso giusto. Sentimenti familiari a Davide Mantovani, 37 anni, skipper oceanico alla sua settima esperienza atlantica

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LIVORNO. Attraversare l'oceano è come innamorarsi: il cuore che batte più forte, l'emozione incontrollabile che ti stringe lo stomaco, la passione, e nel contempo il timore che qualcosa non vada per il verso giusto. Sentimenti familiari a Davide Mantovani, 37 anni, skipper oceanico alla sua settima esperienza atlantica. «Ma l'eccitazione è la stessa della prima volta», dice. Ieri mattina il giovane livornese ha issato le vele ed è partito con otto appassionati alla volta dei Caraibi. L'amore di Davide per il mare s'è concretizzato cinque anni fa, quando ha lasciato la ditta Omaelba, dove lavorava come tecnico, per dedicarsi interamente alla nautica. Un cambio radicale di cui non s'è mai pentito. E del suo nuovo mestiere Mantovani ha saputo fare un'occasione per un impegno sociale: ha realizzato infatti un film "Oceano dentro", che illustra la sua traversata atlantica insieme a un gruppo di disabili, che hanno usato la vela come terapia.

Dal 2004, meta privilegiata dei suoi viaggi sono diventati i Caraibi, a bordo di Margò, la barca a vela di 15 metri e mezzo che Mantovani ha cresciuto e coltivato, giorno dopo giorno, come fosse una sua creatura. Uno scafo del genere costa circa 20mila euro all'anno per la manutenzione.

Lo skipper ha deciso di affrontare di nuovo l'avventura oceanica, dopo un anno di pausa in cui s'è dedicato interamente alla barca e anche alla sua città. «Era tanto tempo che viaggiavo senza sosta - dice il trentasettenne - Ogni anno, in autunno, andavo ai Caraibi e poi facevo tante crociere nel Mediterraneo, anche in Italia. Lo scorso inverno, però, ho voluto fare un piccolo stacco. Mi sono ripreso un po' i miei spazi, la mia casa, nella piazza del Goldoni, e ho riassaporato il piacere di girare per le strade della mia città». Ma una stagione di stop è più che sufficiente per una persona che l'Oceano ce l'ha dentro, e più di tanto non resiste senza. E così, ieri mattina, ecco Davide di nuovo pronto a salpare a bordo della sua Margà verso l'Atlantico.

Tuttavia, prima di raggiungere la meta, ce n'è di strada da fare... Mantovani e i suoi clienti (due donne e sei uomini tra cui tre svizzeri) faranno varie tappe. «La prima sarà a Malaga: ottocento miglia, in circa otto giorni - spiega lo skipper - Lì, sette dei miei otto compagni di viaggio scenderanno: solo uno di loro verrà con me fino ai Caraibi. La seconda sosta sarà a Gibilterra». Lì, nel punto più a ovest del Mediterraneo, che tanti spunti ha offerto alla mitologia per la sua eccezionale collocazione, Davide attraverserà le "colonne di Ercole", e per lui e il suo equipaggio si apriranno le porte di quel mondo che per tanti secoli è stato considerato "sconosciuto". «Quello è il momento più emozionante: poi, dopo le Canarie, ci aspettano 20 giorni di solo mare», dice Mantovani.

Davide, che da cinque anni fa parte del consorzio la"Compagnia Skipper Oceanici" a Pietrasanta (www.skipperoceanici.it) insieme ad altri 4 colleghi, è uno dei pochi skipper nel Paese a sfidare i venti e raggiungere ogni anno i Caraibi. Per far ciò, Mantovani ha dovuto acquisire la patente nautica senza limiti; in più, è iscritto all'albo Gente di mare e deve avere l'abilitazione da conduttore di imbarcazioni adibite al noleggio oltre ad altri patentini, tutti riconosciuti dal Ministero dei Trasporti. Il giovane tornerà a primavera.

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di Redazione web