La protesta
ETICA E DIRITTI
Biotestamento, sì al registroL'alt della Curia - SONDAGGIO
Il Consiglio comunale ha approvato il registro dei biotestamenti, quegli atti in cui i cittadini possono esprimere le loro volontà sui trattamenti fine-vita. La Curia esprime "delusione e disapprovazione" per un documento "ideologico" e "di parte"
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Il Consiglio comunale di Livorno ha approvato l'istituzione del registro dei testamenti biologici, quegli atti in cui i cittadini possono esprimere le loro volontà sui trattamenti fine-vita. La decisione è arrivata dopo una seduta-fiume del Consiglio comunale.
SONDAGGIO Siete d'accordo?
Via libera alla mozione. L'approvazione è avvenuta all'unanimità. A ricevere il via libera dell'assemblea è stata una mozione presentata dai consiglieri Dinora Mambrini, Gabriele Cantù, Adriano Tramonti, Paolo Fenzi e Alessandro Latorraca (Pd), Andrea Romano e Lorenzo Del Lucchese (IdV), Lamberto Giannini (Sin.e Lib.), Tiziano Bartimmo (Rci), Marco Cannito (Città diversa).
Hanno votato a favore 27 consiglieri appartenenti al Partito democratico, Italia dei Valori, Sinistra e Libertà, Rifondazione comunisti italiani, Città Diversa e Confronto per Livorno. Al momento del voto sono invece usciti dall’aula i consiglieri del Partito della Libertà, Partito della Libertà per Taradash e Gruppo misto.
Il malcontento della Curia. Con un documento la Curia esprime "delusione e disapprovazione". "Disapprovazione per l'inutilità giuridica di un atto simile - si legge nella nota - la cui materia rientra nella esclusiva competenza del legislatore nazionale e pertanto la predisposizione da parte del Comune del suddetto registro rappresenta un atto illegittimo e privo di effetti concreti. Disapprovazione per i contenuti, preoccupati di affermare dei presunti diritti individuali dimenticando il diritto del povero ad essere tutelato sempre. Delusione per le modalità con cui esso è stato discusso e approvato".
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Via libera alla mozione. L'approvazione è avvenuta all'unanimità. A ricevere il via libera dell'assemblea è stata una mozione presentata dai consiglieri Dinora Mambrini, Gabriele Cantù, Adriano Tramonti, Paolo Fenzi e Alessandro Latorraca (Pd), Andrea Romano e Lorenzo Del Lucchese (IdV), Lamberto Giannini (Sin.e Lib.), Tiziano Bartimmo (Rci), Marco Cannito (Città diversa).
Hanno votato a favore 27 consiglieri appartenenti al Partito democratico, Italia dei Valori, Sinistra e Libertà, Rifondazione comunisti italiani, Città Diversa e Confronto per Livorno. Al momento del voto sono invece usciti dall’aula i consiglieri del Partito della Libertà, Partito della Libertà per Taradash e Gruppo misto.
Il malcontento della Curia. Con un documento la Curia esprime "delusione e disapprovazione". "Disapprovazione per l'inutilità giuridica di un atto simile - si legge nella nota - la cui materia rientra nella esclusiva competenza del legislatore nazionale e pertanto la predisposizione da parte del Comune del suddetto registro rappresenta un atto illegittimo e privo di effetti concreti. Disapprovazione per i contenuti, preoccupati di affermare dei presunti diritti individuali dimenticando il diritto del povero ad essere tutelato sempre. Delusione per le modalità con cui esso è stato discusso e approvato".
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