La protesta
LA POLEMICA
Acqua, confermato il rincaro
Alessandro Guarducci
«L'Asa non determina le tariffe del servizio idrico integrato, ma le applica e basta. A determinarla è l'Ato 5, costituito dai 33 Comuni soci, sulla base dei consumi presunti: più alti vengono previsti i consumi e più basse sono la tariffa da applicare agli utenti
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LIVORNO. «L'Asa non determina le tariffe del servizio idrico integrato, ma le applica e basta. A determinarla è l'Ato 5, costituito dai 33 Comuni soci, sulla base dei consumi presunti: più alti vengono previsti i consumi e più basse sono la tariffa da applicare agli utenti. Ma se a consuntivo i consumi risultano essere stati più contenuti delle previsioni, ecco che automaticamente l'azienda si ritrova ad aver incassare molto meno del previsto. Questo è quanto accaduto nel triennio 2005-2007, e proprio questo elemento è quello che andrà ad incidere maggiormente nell'aumento delle bollette: la legge prevede infatti una revisione triennale con la possibilità di correggere i mancati importi della tariffazione».
Parla tutto d'un fiato il presidente di Asa Fabio Del Nista. Conferma che l'aumento del 3-4% nelle bollette ci sarà. Ma non ci sta che Asa passi per l'azienda che fa pagare la morosità arretrata - che non è riuscita ad incassare - anche ai contribuenti in regola con i pagamenti. E così le sue parole diventano un atto di accusa nei confronti della gestione politica del sistema idrico. Sì, perchè in pratica Del Nista dice questo: i Comuni che fanno parte dell'Ato stabiliscono un consumo d'acqua tendenzialmente alto, in modo da tenere bassa la tariffa per non "spaventare" i cittadini. Se i consumi reali confermano le previsioni, nessun problema. Se invece, com'è accaduto, i consumi sono notevolmento più bassi, l'Asa incassa meno di quanto è stato messo in bilancio. Ed è costretta a correggere i conti, spalmando sulle bollette di tutti i contribuenti l'importo che non ha introitato.
Comunque sia, a partire dal prossimo gennaio l'Asa inizierà a recuperare i 6.250.000 euro di mancati introiti, che comporterà per il prossimo triennio un aumento medio del 3-4% della bolletta. E per gli utenti poteva andare anche peggio. L'Ato, infatti, aveva fissato in quasi 162 milioni di euro i cosiddetti "ricavi di diritto" per il periodo che va dal 2005 al 2007, derivanti dalla tariffa dell'acqua. I soldi realmente incassati dall'Asa, in questo triennio, sono stati invece di poco superiori ai 151 milioni. Ne consegue che l'azienda avrebbe dovuto avere nelle sue casse 10,5 milioni di euro in più. Grazie alla lotta alla morosità, che è stata incentivata nell'ultimo periodo, e ad oltre operazioni in entrata, Asa è riuscita però a incassare circa 4 milioni di euro di "ricavi diversi". Di conseguenza l'Asa deve recuperare 6 milioni e spiccioli e lo farà spalmando dal 2010 al 2012 sulle bollette degli utenti di tutti i comuni che fanno parte dell'Ato.
Anche Ennio Trebino, consigliere delegato di Asa, ci tiene a precisare il motivo dei prossimi aumenti. E individua tre cause principali. «L'Ato ha previsto consumi in maniera eccezionalmente ottimistica - dice confermando le parole di Del Nista - poi, a consuntivo, è stata fatta una revisione con l'azienda che deve recuperare i mancati incassi». Ma Trebino sottolinea anche un altra questione: «La tariffa prevista dall'Ato è articolata per tipologia e per fasce di consumo: basta uno sbalzo della tariffa media ponderata per avere più o meno ricavi». Infine, spiega Trebino, «l'aumento in bolletta dipende anche dagli investimenti compiuti sulla rete».
Ora però l'azienda dovrà spiegare ai contribuenti a quanto ammonta la morosità arretrata che non è riuscita a incassare. E anche come sia possibile che debbano pagare l'acqua che si perde (circa il 41%) durante il percorso nelle tubazioni colabrodo.
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