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Livorno

Baby squillo

Baby squillo, indaga la polizia

Lara Loreti
Baby squillo, indaga la polizia

Un'indagine su chi approfitta delle baby squillo, di ragazzine che senza dare evidentemente troppo peso a certi comportamenti si vendono in cambio di una ricarica telefonica o per una manciata di euro. Dopo la denuncia fatta dal pedagogista Mauro Pardini

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LIVORNO. Un'indagine su chi approfitta delle baby squillo, di ragazzine che senza dare evidentemente troppo peso a certi comportamenti si vendono in cambio di una ricarica telefonica o per una manciata di euro. Dopo la denuncia fatta dal pedagogista Mauro Pardini, che attraverso il Ciaf "Edda Fagni" si è occupato di episodi di adolescenti che fanno sesso anche con adulti in cambio di pochi soldi, la squadra mobile della polizia si è mossa per approfondire gli episodi. Lo scopo degli investigatori, guidati dal dirigente Marco Staffa, è individuare l'eventuale coinvolgimento di maggiorenni.
Il fenomeno sembra infatti non marginale. Accade spesso anche che ragazzine propongano, un po' per spavalderia un po' per dare prova di "coraggio" alle amiche, degli incontri e rapporti sessuali ad adulti. Numerose e varie risultano insomma le storie di difficile rapporto degli adolescenti col sesso e diverse famiglie ricorrono ai centri di ascolto. Il punto, però, è che non tutti escono allo scoperto: sono molti i casi "sommersi", sui quali è difficile far luce perché nessuno trova il coraggio di denunciarli.
La questura, che con l'Ufficio Minori si occupa quotidianamente dei problemi dei giovanissimi, conferma che negli ultimi anni c'è stato un aumento delle famiglie che segnalano casi di molestie, aggressioni e in generale preoccupazione per altre situazioni di disagio che riguardano il sesso. Insomma, le baby squillo sono solo una delle facce di un fenomeno più ampio, che abbraccia tutta la sfera del rapporto dei minori con l'eros. Si tratta, come dicono gli esperti, di un nuovo modo di vivere la sessualità, più disinibito, a volte inconsapevole, che però poi in alcuni casi può degenerare e portare a situazioni pericolose.
Filmati hard sul web. Internet nasconde nicchie insidiose per gli adolescenti, in cui comportamenti disinvolti possono essere sfruttati da malintenzionati che poi finiscono col commettere reato. Ne sa qualcosa la sezione livornese della polizia postale, guidata dall'ispettore capo Massimo Montuori. Gli investigatori qualche tempo fa si sono occupati del caso di una dodicenne che si è spogliata davanti alla webcam. Gli amichetti della chat hanno estrapolato delle immagini dal filmato e poi le hanno pubblicate su Messenger, dove si è scatenato un passaparola spaventoso. Il tutto, a spese della ragazzina, che si è ritrovata presa di mira e derisa. I suoi genitori sono venuti a saperlo e hanno fatto una denuncia alla polizia postale, come conferma Montuori: «In quel caso, la ragazzina frequentava le scuole medie. I genitori avevano denunciato la cosa formalmente nei nostri uffici, ma si tratta di un caso isolato: di solito infatti le famiglie preferiscono risolvere questi episodi tra le mura domestiche». Alle orecchie della Polposta sono arrivate anche altri tipi di segnalazioni: video hard girati da adolescenti sui cellulari e poi diffusi.
Molestie e aggressioni. A volte nell'interazione tra sessi, i giovanissimi possono arrivare anche alle mani per motivi banalissimi. Episodi di questo tipo, come emerge dagli interventi delle forze dell'ordine, sono in crescita. Uno dei casi più clamorosi risale all'estate, quando è scoppiata una vera e propria rissa sul lungomare, alla quale hanno partecipato una ventina di persone divise in due gruppi. Motivo: un ragazzino di 16 anni aveva guardato e attaccato bottone con la fidanzatina di un altro adolescente. Ne era scaturita un'aggressione a più riprese tra i due "schieramenti" durante la quale il sedicenne aveva staccato un orecchio a morsi al rivale. Un episodio di cui si è occupata nei mesi scorsi la squadra mobile della polizia, e che ha portato alla denuncia di quattro minori sui 16-17 anni.
Atti osceni davanti a minori. Non bisogna dimenticare che, nel nuovo modo di relazionarsi al sesso da parte dei minori, un ruolo importantissimo viene giocato anche dal mondo degli adulti. E se, come emerge dai dati della questura riferiti ai primi dieci mesi di quest'anno, le violenze sessuali ai danni dei minorenni sono diminuite, sono invece aumentati gli atti osceni. Come si evince dalle indagini della squadra mobile, nel periodo primavera-estate c'è stato un costante incremento delle denunce nei confronti di uomini che si masturbano davanti ai bambini, soprattutto al mare e nei parchi pubblici.

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