Gioco
EX-DELPHI
Il mitico marchio De Tomaso diventerà made in Livorno
Juna Goti
Il marchio De Tomaso è uno dei nomi più nobili dell’automobilismo mondiale. Il suo più grande successo è stata senz’altro la “Pantera”. Ora le mitiche autovetture del marchio pronto a rinascere potrebbero essere prodotte da Rossignolo nella Ex-Delphi. Un mito che potrebbe essere "made in Livorno"
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LIVORNO. La notizia ha già mandato su di giri il popolo del web, rimbalzando tra i siti dedicati agli appassionati di motori: lo storico marchio De Tomaso, fondato nel 1959 del pilota argentino Alejandro, starebbe per tornare in strada. E a sfoggiarlo potrebbero essere proprio le auto made in Livorno targate Rossignolo. Secondo alcune indiscrezioni apparse ieri su Repubblica, dopo l’acquisto di un ramo aziendale di Pininfarina Gian Mario Rossignolo starebbe trattando l’acquisizione del prestigioso marchio, in vendita da quando (nel 2007) la casa modenese di auto sportive è stata messa in liquidazione: era De Tomaso la Williams impiegata nel mondiale di Formula 1 del 1971 e la Pantera, prodotta in tandem con Vallelunga.
Ora nei piani di Rossignolo ci sarebbe la produzione di una berlina, una limousine e una “sport luxury car”: tre modelli che - stando a quanto dichiarato dall’imprenditore - “saranno venduti con un marchio conosciuto a livello internazionale”. Tutto, insomma, quadra. Anche se dalla Iai si alza solo un «no comment».
Ieri mattina, intanto, nella sede della Cgil c’è stata un’assemblea partecipatissima nel corso della quale i rappresentanti sindacali hanno illustrato ai lavoratori della ex Delphi i passaggi del nuovo progetto. Tra gli operai sono apparsi i primi sorrisi, accompagnati dalla solita (comprensibile) prudenza.
Perché, come ripetono a turno i sindacalisti, per ottenere il loro passaggio definitivo e diretto nella nuova casa automobilistica che avrà sede a Livorno ci sarà da aspettare il 16 dicembre, quando saranno risolte alcune pendenze tributarie di Pininfarina. «Ora - chiarisce Enrico Pedini (Fiom Cgil) - non ci resta che chiudere i rapporti con Delphi e prepararci ad aprire una nuova cassa integrazione, questa volta per avvio di attività industriale». «Contemporaneamente - continua - avvieremo un percorso con la Provincia per i corsi di formazione. Facciamo pure i dovuti scongiuri, ma la stretta tra Rossignolo, Torino e Livorno è fatta». E il merito va al “al pressing dei lavoratori e al lavoro congiunto con le istituzioni”. Più cauto Sergio Fondi (Cisl): «Il gatto è nel sacco, ma la coda è ancora fuori. Certo questa volta il coinvolgimento della Regione Piemonte ci dà maggiori garanzie».
Nel corso dell’incontro Pedini ha confermato anche la possibilità, per i quaranta cassaintegrati della Brovedani, di essere assorbiti nel progetto. «Ormai l’operazione è chiusa» si lascia andare Maurizio Strazzullo (Cgil).
Gli operai hanno comunque deciso di tenere in piedi il gazebo davanti al Comune fino a dicembre, “per cautela e per solidarietà nei confronti dei vicini della Giolfo e Calcagno”. Qui, stamani alle 10.30, è attesa la visita del segretario regionale del Pd, Manciulli, accompagnato da Cosimi e Kutufà. Per la prossima settimana è in programma un incontro con Rossignolo che illustrerà ai sindacati il piano industriale. Le conciliazioni in vista del passaggio diretto dei lavoratori partiranno il 20 novembre: prima toccherà ai 900 operai di Pininfarina, poi ai 170 della Delphi. E da ultimo - almeno questa è la speranza - ai 40 della Brovedani.
Ora nei piani di Rossignolo ci sarebbe la produzione di una berlina, una limousine e una “sport luxury car”: tre modelli che - stando a quanto dichiarato dall’imprenditore - “saranno venduti con un marchio conosciuto a livello internazionale”. Tutto, insomma, quadra. Anche se dalla Iai si alza solo un «no comment».
Ieri mattina, intanto, nella sede della Cgil c’è stata un’assemblea partecipatissima nel corso della quale i rappresentanti sindacali hanno illustrato ai lavoratori della ex Delphi i passaggi del nuovo progetto. Tra gli operai sono apparsi i primi sorrisi, accompagnati dalla solita (comprensibile) prudenza.
Perché, come ripetono a turno i sindacalisti, per ottenere il loro passaggio definitivo e diretto nella nuova casa automobilistica che avrà sede a Livorno ci sarà da aspettare il 16 dicembre, quando saranno risolte alcune pendenze tributarie di Pininfarina. «Ora - chiarisce Enrico Pedini (Fiom Cgil) - non ci resta che chiudere i rapporti con Delphi e prepararci ad aprire una nuova cassa integrazione, questa volta per avvio di attività industriale». «Contemporaneamente - continua - avvieremo un percorso con la Provincia per i corsi di formazione. Facciamo pure i dovuti scongiuri, ma la stretta tra Rossignolo, Torino e Livorno è fatta». E il merito va al “al pressing dei lavoratori e al lavoro congiunto con le istituzioni”. Più cauto Sergio Fondi (Cisl): «Il gatto è nel sacco, ma la coda è ancora fuori. Certo questa volta il coinvolgimento della Regione Piemonte ci dà maggiori garanzie».
Nel corso dell’incontro Pedini ha confermato anche la possibilità, per i quaranta cassaintegrati della Brovedani, di essere assorbiti nel progetto. «Ormai l’operazione è chiusa» si lascia andare Maurizio Strazzullo (Cgil).
Gli operai hanno comunque deciso di tenere in piedi il gazebo davanti al Comune fino a dicembre, “per cautela e per solidarietà nei confronti dei vicini della Giolfo e Calcagno”. Qui, stamani alle 10.30, è attesa la visita del segretario regionale del Pd, Manciulli, accompagnato da Cosimi e Kutufà. Per la prossima settimana è in programma un incontro con Rossignolo che illustrerà ai sindacati il piano industriale. Le conciliazioni in vista del passaggio diretto dei lavoratori partiranno il 20 novembre: prima toccherà ai 900 operai di Pininfarina, poi ai 170 della Delphi. E da ultimo - almeno questa è la speranza - ai 40 della Brovedani.
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