Gioco
PROCESSO CORAT
La difesa riprova a chiedere la perizia,il giudice dice di no
lu.dem.
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Il pubblico ministero Giuseppe Rizzo entra in aulaIl processo per i "falsi negativi" del Corat all'infermiera Susanna Fiorini volge al termine: la sentenza è prevista per il 26 novembre e dal nuovo esame dei due consulenti informatici le parti non hanno mutato il loro orientamento
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LIVORNO. Il processo per i "falsi negativi" del Corat all'infermiera Susanna Fiorini volge al termine: la sentenza è prevista per il 26 novembre e dal nuovo esame dei due consulenti informatici le parti non hanno mutato il loro orientamento.
Il giudice Giovanni Zucconi ha respinto un'altra richiesta di perizia informatica proveniente dalla difesa: l'avvocato Alberto Uccelli voleva che fosse riprodotto il processo d'inserimento dei referti nel sistema del Corat. Il pubblico ministero Giuseppe Rizzo si è opposto, ritenendo che la difesa volesse reintrodurre nel processo la questione della perizia - già affrontata e risolta nel corso delle udienze precedenti ancora con risposte negative da parte del giudice - e ha affermato che non vi sono stati conflitti insanabili nell'illustrazione e nell'interpretazione delle due consulenze tecniche.
Anche ieri, infatti, l'udienza si è incentrata sulle deposizioni dell'ingegner Fabrizio De Massis, esperto della difesa, e del dottor Riccardo Tani, consulente della Procura. La difesa ha continuato ad avanzare i suoi dubbi sull'attribuibilità certa di almeno 92 referti all'imputata, l'esperto di informatica scelto dal pubblico ministero ha continuato a ribadire che dalla combinazione fra indirizzo ip e password è possibile risalire all'infermiera oggi sotto accusa.
Intanto, nell'aula del tribunale di via Falcone e Borsellino ieri hanno preso corpo due schieramenti di una certa consistenza: al gruppo di parenti e amici che dall'inozio del processo seguono con affetto e preoccupazione le sorti dell'imputata, ha fatto da contraltare un cospicuo numero di persone in forza alla polizia che hanno partecipato all'indagine. E che hanno anche testimoniato, nelle udienze passate, in veste di ufficiali di polizia giudiziaria, confermando gli indizi a carico dell'imputata.
Il giudice Giovanni Zucconi ha respinto un'altra richiesta di perizia informatica proveniente dalla difesa: l'avvocato Alberto Uccelli voleva che fosse riprodotto il processo d'inserimento dei referti nel sistema del Corat. Il pubblico ministero Giuseppe Rizzo si è opposto, ritenendo che la difesa volesse reintrodurre nel processo la questione della perizia - già affrontata e risolta nel corso delle udienze precedenti ancora con risposte negative da parte del giudice - e ha affermato che non vi sono stati conflitti insanabili nell'illustrazione e nell'interpretazione delle due consulenze tecniche.
Anche ieri, infatti, l'udienza si è incentrata sulle deposizioni dell'ingegner Fabrizio De Massis, esperto della difesa, e del dottor Riccardo Tani, consulente della Procura. La difesa ha continuato ad avanzare i suoi dubbi sull'attribuibilità certa di almeno 92 referti all'imputata, l'esperto di informatica scelto dal pubblico ministero ha continuato a ribadire che dalla combinazione fra indirizzo ip e password è possibile risalire all'infermiera oggi sotto accusa.
Intanto, nell'aula del tribunale di via Falcone e Borsellino ieri hanno preso corpo due schieramenti di una certa consistenza: al gruppo di parenti e amici che dall'inozio del processo seguono con affetto e preoccupazione le sorti dell'imputata, ha fatto da contraltare un cospicuo numero di persone in forza alla polizia che hanno partecipato all'indagine. E che hanno anche testimoniato, nelle udienze passate, in veste di ufficiali di polizia giudiziaria, confermando gli indizi a carico dell'imputata.
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