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CONTRO IL CONTAGIO
Influenza A, le scuole chiuse con il 30% degli alunni assenti
Lara Loreti, Valeria Cappelletti
Qualora l'influenza suina contamini il 30-40 per cento degli studenti le scuole potranno essere chiuse. E' quanto emerge dagli accordi presi con l'Asl per scongiurare il diffondersi del virus tra i banchi dei vari istituti. Non c'è una regola precisa da seguire, molto dipende dalla sensibilità del preside e del provveditore
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LIVORNO. Scuole a rischio chiusura, qualora l'influenza suina contamini il 30-40 per cento degli studenti. E' quanto emerge dagli accordi presi dal mondo della scuola e Asl per scongiurare il diffondersi del virus tra i banchi dei vari istituti. Non c'è una regola precisa da seguire né una soglia rigida di numero di malati al di sopra della quale scatti la chiusura dei cancelli scolastici. Molto dipende dalla sensibilità del preside e del provveditore, ma anche dalle modalità in cui s'è diffuso il virus. C'è chi è pronto a chiudere anche con una percentuale minore di influenzati e chi invece preferisce aspettare. In ogni caso, alle prime avvisaglie di diffusione del virus negli istituti scolastici, i presidi sono invitati a consultarsi con l'ufficio Igiene dell'Asl. Lo staff medico consiglia quindi (ma non decide) alla scuola cosa fare.
Lo ha sottolineato anche il professor Mauro Mirabelli, dell'unità funzionale per l'Igiene e la sanità pubblica dell'Asl: «Se è assente il 30-40% degli alunni il docente deve fare una segnalazione al dirigente scolastico che, a sua volta, deve avvertire l'ufficio Igiene e sanità pubblica, che si trova in Borgo San Jacopo, il quale valuterà come procedere». Del tema si è parlato anche ieri mattina in un convegno voluto dall'Ufficio scolastico provinciale, guidato dalla dirigente Elisa Amato, e dall'Azienda sanitaria locale 6 al Provveditorato. Un incontro, a cui hanno partecipato circa sessanta persone tra docenti e medici, organizzato allo scopo di chiarire le linee guida da seguire a scuola in caso di pandemia.
Come dicono gli esperti, l'unica difesa contro il virus resta il vaccino. Per l'influenza suina l'Asl ha richiesta 35mila campioni, ma per iniziare la Regione ne invierà diecimila. Di questi, duemila sono già arrivati.
«E' efficace - dice Spartaco Sani, direttore dell'unità operativa Malattie infettive - e gli effetti collaterali sono minimi, come rossore locale, che può essere trattato con ghiaccio, un po' di febbre o malessere che passano dopo pochi giorni. Oltre a vaccinarsi è importante seguire le abituali norme igieniche, dettate dalla buona educazione, e non farsi prendere dalla paura. Se si contrae il virus, bisogna contattare il medico, restare a casa e uscire dopo che sono passate 24-48 ore dalla scomparsa della febbre».
Lo ha sottolineato anche il professor Mauro Mirabelli, dell'unità funzionale per l'Igiene e la sanità pubblica dell'Asl: «Se è assente il 30-40% degli alunni il docente deve fare una segnalazione al dirigente scolastico che, a sua volta, deve avvertire l'ufficio Igiene e sanità pubblica, che si trova in Borgo San Jacopo, il quale valuterà come procedere». Del tema si è parlato anche ieri mattina in un convegno voluto dall'Ufficio scolastico provinciale, guidato dalla dirigente Elisa Amato, e dall'Azienda sanitaria locale 6 al Provveditorato. Un incontro, a cui hanno partecipato circa sessanta persone tra docenti e medici, organizzato allo scopo di chiarire le linee guida da seguire a scuola in caso di pandemia.
Come dicono gli esperti, l'unica difesa contro il virus resta il vaccino. Per l'influenza suina l'Asl ha richiesta 35mila campioni, ma per iniziare la Regione ne invierà diecimila. Di questi, duemila sono già arrivati.
«E' efficace - dice Spartaco Sani, direttore dell'unità operativa Malattie infettive - e gli effetti collaterali sono minimi, come rossore locale, che può essere trattato con ghiaccio, un po' di febbre o malessere che passano dopo pochi giorni. Oltre a vaccinarsi è importante seguire le abituali norme igieniche, dettate dalla buona educazione, e non farsi prendere dalla paura. Se si contrae il virus, bisogna contattare il medico, restare a casa e uscire dopo che sono passate 24-48 ore dalla scomparsa della febbre».
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