Italia
IL FUTURO DEL CORALLO
Le Terme sono in mano al Comune
Alessandro Guarducci
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Riproduzione al computer con i palazzi all’ex CoralloL'area monumentale dell'ex Corallo entra nel patrimonio del Comune. E contemporanamente la Fondiaria Apparizioni (società di Rodolfo Cagliata e Piero Bottoni) ottiene il via libera alla costruzione di 124 appartamenti nell'area dei capannoni ex Coca Cola. E' questo l'esito del consiglio comunale di lunedì sera
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LIVORNO. L'area monumentale dell'ex Corallo entra nel patrimonio del Comune. E contemporanamente la Fondiaria Apparizioni (società di Rodolfo Cagliata e Piero Bottoni) ottiene il via libera alla costruzione di 124 appartamenti nell'area dei capannoni ex Coca Cola. E' questo l'esito del consiglio comunale di lunedì sera, dove la variante al regolamento urbanistico e il piano attuativo "Terme della Salute" sono stati approvati con 23 favorevoli (Pd e Idv), 1 astenuto (Sinistra e Libertà) e 6 contrari (una parte del Pdl).
Resta da capire se l'operazione portata a termine a due anni di distanza dall'adozione della variante - e con un procedimento penale nel mezzo che si è concluso con l'assoluzione dei proprietari dell'area - sia da considerare un affare o meno per il Comune. Su questo punto, infatti, le voci che hanno alimentato il dibattito politico sono molto discordanti.
Di certo c'è che la Fondiaria Apparizioni potrà costruire oltre cento appartamenti nella zona oggi occupata dai capannni ex Coca Cola (ovviamente dopo aver sottoscritto la convenzione con il Comune): sei edifici con andamento "ad anfiteatro" degradante verso il parco. Mentre il Comune ha ricevuto a titolo gratuito dalla Fondiaria Apparizione il parco storico e gli edifici monumentali che ospitavano le terme (un'area di 21.750 metri quadrati). Sempre dagli imprenditori privati, il Comune incasserà un contributo di 330mila euro oltre a circa 1.200.000 euro di oneri di urbanizzazione, soldi destinati in parte alla riqualificazione del parco e alla messa in sicurezza degli immobili (gli interventi in questione saranno i primi ad essere eseguiti dai privati).
Detto questo, ecco che tanti dubbi si addensano - come nubi minacciosi - sul restauro della parte monumentale. L'amministrazione non ha infatti le capacità finanziarie per procedere al restauro delle terme (un'operazione da 4 milioni di euro), e anche nel dibattito in consiglio di ieri l'altro non è emersa traccia di eventuali forme di finanziamento per il recupero della storica struttura. Si è solo parlato genericamente "di progetti per attrarre finanziamenti e contributi pubblici". Intanto, come proprietario del monumento, il Comune sarà obbligato nel tempo ad impedire l'avanzare del degrado, e quindi nel prossimo futuro dovrà farsi carico degli oneri relativi alla sua messa in sicurezza e alla sua protezione. Interventi, questi, che comporteranno spese e responsabilità non indifferenti.
Resta da capire se l'operazione portata a termine a due anni di distanza dall'adozione della variante - e con un procedimento penale nel mezzo che si è concluso con l'assoluzione dei proprietari dell'area - sia da considerare un affare o meno per il Comune. Su questo punto, infatti, le voci che hanno alimentato il dibattito politico sono molto discordanti.
Di certo c'è che la Fondiaria Apparizioni potrà costruire oltre cento appartamenti nella zona oggi occupata dai capannni ex Coca Cola (ovviamente dopo aver sottoscritto la convenzione con il Comune): sei edifici con andamento "ad anfiteatro" degradante verso il parco. Mentre il Comune ha ricevuto a titolo gratuito dalla Fondiaria Apparizione il parco storico e gli edifici monumentali che ospitavano le terme (un'area di 21.750 metri quadrati). Sempre dagli imprenditori privati, il Comune incasserà un contributo di 330mila euro oltre a circa 1.200.000 euro di oneri di urbanizzazione, soldi destinati in parte alla riqualificazione del parco e alla messa in sicurezza degli immobili (gli interventi in questione saranno i primi ad essere eseguiti dai privati).
Detto questo, ecco che tanti dubbi si addensano - come nubi minacciosi - sul restauro della parte monumentale. L'amministrazione non ha infatti le capacità finanziarie per procedere al restauro delle terme (un'operazione da 4 milioni di euro), e anche nel dibattito in consiglio di ieri l'altro non è emersa traccia di eventuali forme di finanziamento per il recupero della storica struttura. Si è solo parlato genericamente "di progetti per attrarre finanziamenti e contributi pubblici". Intanto, come proprietario del monumento, il Comune sarà obbligato nel tempo ad impedire l'avanzare del degrado, e quindi nel prossimo futuro dovrà farsi carico degli oneri relativi alla sua messa in sicurezza e alla sua protezione. Interventi, questi, che comporteranno spese e responsabilità non indifferenti.
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