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Livorno

i fatti di pistoia

Gli antagonisti bloccano il Comune

Luciano De Majo
Gli antagonisti bloccano il Comune

Hanno appeso lo striscione con scritto «Ale, Eli e Ale liberi subito» allo scalone del Comune, poi sono entrati a palazzo Civico, interrompendo il consiglio comunale. Erano un centinaio gli antagonisti che partecipavano al corteo partito dalla prefettura per protestare contro gli arresti

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LIVORNO. Hanno appeso lo striscione con scritto «Ale, Eli e Ale liberi subito» allo scalone del Comune, poi sono entrati a palazzo Civico, interrompendo il consiglio comunale. Erano un centinaio gli antagonisti che partecipavano al corteo partito dalla prefettura per protestare contro gli arresti di Alessandro Della Malva (massese) e dei livornesi Alessandro Orfano e Elisabetta Cipolli, accusati di aver devastato la sede dell'associazione di destra "Casa Pound" di Pistoia.

Lo avevano detto a più riprese, durante il presidio svoltosi davanti a palazzo del Governo: «Sono innocenti, è stata solo una rappresaglia politica, devono uscire subito: loro stavano solo partecipando a un'assemblea contro le ronde». Poi, fra uno slogan e l'altro («Fuori i compagni dalle galere, dentro la Digos e le camicie nere»), hanno deciso di muoversi e di attraversare in corteo le vie del centro: piazza Grande, via Grande, piazza della Repubblica, viale degli Avvalorati. Stesso copione del presidio: slogan, fumogeni e qualche petardo. Davanti al Comune, quando alcuni manifestanti hanno riconosciuto il consigliere del Pdl Andrea Romiti (che di lavoro fa il poliziotto) mentre li riprendeva col suo cellulare dalla balaustra, ci sono stati momenti di tensione: accuse di provocazione, qualche spintone, poi il consigliere è stato fatto rientrare.
A quel punto anche i manifestanti, forzando un cordone alquanto blando, sono entrati in Comune sfilando fino all'aula dove era in corso il consiglio. E' ricominciata la contestazione a Romiti, dopo di che il presidente Enrico Bianchi ha sospeso la seduta, consentendo al sindaco di ricevere una delegazione di antagonisti. Il consiglio, nel quale la discussione in corso riguardava le Terme della Salute, è stato aggiornato a dopo la pausa per la cena, mentre nella sala delle cerimonie continuava il confronto fra Cosimi e i manifestanti.

«Contro Elisabetta e Alessandro è tutta una montatura», hanno detto gli antagonisti per tutta la giornata di ieri. Lo hanno fatto nei loro comunicati e negli slogan che lanciavano durante le manifestazioni. E lo hanno ripetuto anche al sindaco, nei due incontri che hanno avuto con lui: quello durante l'interruzione del consiglio e quello di due ore prima, quando ancora la manifestazione non c'era stata. «Questi due sono ragazzi che fanno politica con noi da una decina d'anni - diceva al sindaco una ragazza dell'Officina sociale del Refugio - e possiamo assicurare che sono persone tranquille. Non hanno fatto niente di quello per cui sono accusati. Ma vi pare possibile che prima devastano una sede e poi se ne vanno a un'assemblea che si svolge a pochi metri di distanza?». Il sindaco ha assicurato ai manifestanti che cercherà di avere informazioni più precise sullo svolgersi dei fatti. «Ma loro devono uscire subito - hanno fatto notare i manifestanti - anche perché Elisabetta ha alcuni problemi di salute: ci sono volute ore prima che la polizia autorizzasse l'ingresso di un medico in questura dove la stavano interrogando».

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