Gioco
LIVORNO
È morto Piero Scardino - Fotolutto nel mondo del pugilato
Mario Orsini
È morto nella notte Piero Scardino, gloria del pugilato italiano. Aveva 86 anni. I funerali saranno celebrati a Livorno domani alle 15. Sessant’anni di boxe vissuti in prima linea. Come pugile, allenatore, istruttore e organizzatore. Al suo nome sono legati aneddoti e episodi di un pugilato eroico
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Addio a Piero Scardino. Con lui se ne va un pezzo di storia del pugilato italiano di tutti i tempi. Il prossimo due novembre avrebbe compiuto ottantasei anni. Le esequie domani (martedì 13 ottobre) dalle ore 15 presso la camera mortuaria. Seguirà la tumulazione al cimitero della Misericordia. Il decesso nella notte alle ore tre e trenta all'ospedale di Livorno, in seguito ad un violento attacco di broncopolmonite. Lascia l'amata moglie Teresa, i due figli Alessandro e Giuseppe (per tutti Pino) e tre nipoti: Federico, Tommaso e Giulia.
Il lento ed inesorabile declino fisico di quest'uomo, dal fisico minuto ma forte come una quercia, la tempra d'acciaio e lo sguardo buono e dolce, inizia sei o sette mesi fa. Complice il morbo d'alzheimer: un processo degenerativo che distrugge progressivamente le cellule cerebrali, rendendo a poco a poco l'individuo che n'è affetto incapace di una vita normale. A ricordarcelo il figlio Alessandro che con il babbo aveva condiviso, negli anni ottanta, anche lo stesso amore per il ring. "Quando ha iniziato a manifestarsi l'alzheimer babbo non è stato più lui. Ultimamente non mangiava praticamente più niente".
Appena la notizia della morte di Piero Scardino ha iniziato a circolare in città in tanti hanno voluto manifestare il loro segno di affetto e riconoscenza verso quest'uomo buono, leale e generoso che tanto ha dato alla noble art non solamente cittadina. "Mi ha telefonato anche il presidente della federazione pugilistica italiana Franco Falcinelli.Le sue sono state davvero parole toccanti. Mi ha detto tra l'altro che con il mio babbo se n'è andato il pezzo più importante della storia del pugilato italiano", ci dice Alessandro. Uno dei primi ad accorrere, alla camera mortuaria, è stato il grandissimo Remo Golfarini ex campione europeo ed italiano di medi e superwelter negli anni sessanta. "Piero Scardino per me è stato un secondo babbo. Durante la mia carriera non mi ha lasciato un momento solo.
Era un uomo onesto, generoso, altruista. Ha sempre fatto del bene a tutti i ragazzi e non ha mai sfruttato nessuno". Romo Golfarini ricorda anche due aneddoti. "A Roma quando ho combattuto contro il campione del mondo Emile Griffith gli organizzatori volevano mettermi all'angolo Golinelli. Io ho detto che senza Piero Scardino non avrei combattuto. Un'altra volta avevo un combattimento a Siracusa. Lui per starmi vicino ha fatto ventitrè ore di treno. Anche sul ring era un grandissimo e non aveva paura di nessuno". "A Parigi era diventato un idolo -aggiunge Franco Priami ex grandissimo arbitro internazionale di pugilato con ben duemila incontri all'attivo dei quali ben ventinove mondiali- . I francesi lo adoravano. Lo chiamavano Pierré Scardinì. Una volta disputò tre incontri durissimi in una settimana. Davvero un leone del ring".
I vostri ricordi
Il lento ed inesorabile declino fisico di quest'uomo, dal fisico minuto ma forte come una quercia, la tempra d'acciaio e lo sguardo buono e dolce, inizia sei o sette mesi fa. Complice il morbo d'alzheimer: un processo degenerativo che distrugge progressivamente le cellule cerebrali, rendendo a poco a poco l'individuo che n'è affetto incapace di una vita normale. A ricordarcelo il figlio Alessandro che con il babbo aveva condiviso, negli anni ottanta, anche lo stesso amore per il ring. "Quando ha iniziato a manifestarsi l'alzheimer babbo non è stato più lui. Ultimamente non mangiava praticamente più niente".
Appena la notizia della morte di Piero Scardino ha iniziato a circolare in città in tanti hanno voluto manifestare il loro segno di affetto e riconoscenza verso quest'uomo buono, leale e generoso che tanto ha dato alla noble art non solamente cittadina. "Mi ha telefonato anche il presidente della federazione pugilistica italiana Franco Falcinelli.Le sue sono state davvero parole toccanti. Mi ha detto tra l'altro che con il mio babbo se n'è andato il pezzo più importante della storia del pugilato italiano", ci dice Alessandro. Uno dei primi ad accorrere, alla camera mortuaria, è stato il grandissimo Remo Golfarini ex campione europeo ed italiano di medi e superwelter negli anni sessanta. "Piero Scardino per me è stato un secondo babbo. Durante la mia carriera non mi ha lasciato un momento solo.
Era un uomo onesto, generoso, altruista. Ha sempre fatto del bene a tutti i ragazzi e non ha mai sfruttato nessuno". Romo Golfarini ricorda anche due aneddoti. "A Roma quando ho combattuto contro il campione del mondo Emile Griffith gli organizzatori volevano mettermi all'angolo Golinelli. Io ho detto che senza Piero Scardino non avrei combattuto. Un'altra volta avevo un combattimento a Siracusa. Lui per starmi vicino ha fatto ventitrè ore di treno. Anche sul ring era un grandissimo e non aveva paura di nessuno". "A Parigi era diventato un idolo -aggiunge Franco Priami ex grandissimo arbitro internazionale di pugilato con ben duemila incontri all'attivo dei quali ben ventinove mondiali- . I francesi lo adoravano. Lo chiamavano Pierré Scardinì. Una volta disputò tre incontri durissimi in una settimana. Davvero un leone del ring".
I vostri ricordi
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