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Lamberti chiede spiegazioni sui conti

Luciano De Majo
<strong>STORIA. </strong>A sinistra, giugno 2001: la Mabo basket conquista la promozione in serie A a Reggio Emilia; al centro, l’allora sindaco Gianfranco Lamberti festeggia il giorno dell’inaugurazione del nuovo palasport nel marzo del 2004; a destra, nel giugno 2004 Lamberti firma l’acquisizione delle quote della società
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STORIA. A sinistra, giugno 2001: la Mabo basket conquista la promozione in serie A a Reggio Emilia; al centro, l’allora sindaco Gianfranco Lamberti festeggia il giorno dell’inaugurazione del nuovo palasport nel marzo del 2004; a destra, nel giugno 2004 Lamberti firma l’acquisizione delle quote della società

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LIVORNO. Da sindaco ha tagliato il nastro del nuovo palasport, pochi mesi prima di consegnare la società (acquistata a un euro) al suo successore. Da consigliere di opposizione, vuol vederci chiaro nei conti del Basket Livorno.
Gianfranco Lamberti, però, pur intenzionato, come dice lui stesso a «non fare sconti», premette che la sua ricerca di chiarezza «è priva di animosità verso le persone». «Non si tratta di mettere all'indice nessuno - dice - né di fare cose antipatiche, ma mi sembra giusto che i cittadini capiscano come queste situazioni sono maturate, sulla base di quali atti dell'amministrazione cittadina».
Lamberti non dimentica gli anni nei quali, alla guida del Comune, ha seguito le vicende del basket, legate a doppio filo con quelle della costruzione del PalaLivorno, l'impianto pensato alla fine degli anni '80, quando la città aveva non una ma due squadre di pallacanestro in serie A (l'inizio della sua edificazione è del 1989), e inaugurato soltanto nel 2004, dopo che attorno al "cupolone" azzurrognolo era nata la Porta a terra a base di centri commerciali e alberghi. E premette, proprio Lamberti, che «chiudere tutto, con una tristezza profonda, è stata la peggiore delle conclusioni», dal punto di vista della passione sportiva per una disciplina di cui la città è stata una culla a livello nazionale. Ma adesso che siede sui banchi del consiglio comunale da esponente della minoranza, rappresentando la sua lista civica "Confronto", si è impegnato a fondo per cercare di ricostruire come sono andate le cose e quali sono stati i costi sostenuti dalla Livorno sport - la cui maggioranza è nelle mani del Comune - per mandare avanti la società di basket.
«Fra gli eventi che vanno capiti con certezza - spiega Lamberti - c'è anche come una società in liquidazione possa assumere iniziative che francamente sembrano anche andare oltre la sua condizione. Penso che sia interesse di tutti chiarire questi elementi: per l'amministrazione prima di tutto». L'ex sindaco parla, dunque, di «procedure improbabili» quando pensa agli ultimi due anni di gestione del basket, con il Comune che aveva ridotto la sua presenza al 5 per cento del capitale sociale eppure ha speso circa 550mila euro. «Sembra di capire - dice Lamberti - che l'amministrazione si sia fatta carico di ripianare le perdite della società di basket in misura assai maggiore rispetto a quanto le era dovuto in proporzione alla quota di capitale che deteneva. Ecco perché chiedo quali sono gli atti, della giunta o del consiglio comunale, che hanno ispirato e supportato queste scelte».

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