Sicurezza
La svolta
Delphi, soluzione piemontese
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I lavoratori della Delphi in cassa integrazione da tre anniForse è la volta buona. Già in questa settimana potrebbe essere dato l'annuncio che l'operazione Rossignolo - con il conseguente salvataggio dei 170 posti di lavoro degli operai Delphi - si fa
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LIVORNO. Forse è la volta buona. Già in questa settimana potrebbe essere dato l'annuncio che l'operazione Rossignolo - con il conseguente salvataggio dei 170 posti di lavoro degli operai Delphi - si fa. Sono d'accordo il governo, la Regione Toscana, la Regione Piemonte, mentre la Fiat - che bloccò la vendita di Bertone a Rossignolo all'ultimo tuffo - avrebbe assicurato di non porre ostacoli. Manca solo l'ok di un importante istituto bancario.
Nei giorni scorsi si sono susseguiti incontri al ministero dello sviluppo economico, alla sede della Regione Toscana e a quella della Regione Piemonte che hanno affrontato i vari aspetti dell'operazione. Rossignolo avvierebbe la produzione di auto nell'immobile di Guasticce di proprietà della Spil, dove verrebbero reimpiegati i lavoratori della Delphi. Tutta la parte carrozzeria verrebbe svolta in uno stabilimento del torinese già attrezzato, probabilmente quello di Grugliasco di Pininfarina, che potrebbe essere ceduto o dato in affitto. Rispetto all'ipotesi iniziale, di nuovo c'è il coinvolgimento attivo del governo, che metterebbe a disposizione finanziamenti, anche con la formula del "contratto di programma". E c'è l'interesse della Regione Piemonte a trovare una collocazione stabile ai 900 lavoratori della Pininfarina di Grugliasco. Rossignolo avrebbe manifestato interesse per l'ipotesi, ma non intende farsi carico dei problemi finanziari di Pininfarina. Per questo sono state coinvolte le banche, da cui si attende per metà della settimana un parere a questo punto decisivo.
Il sindacato attende fiducioso gli sviluppi maturati tra Roma, Torino e Firenze. Avvertendo di essere pronto a proclamare uno sciopero generale dei metalmeccanici se la trattativa non andasse in porto. «La questione Delphi per noi è dirimente perchè indica un percorso che può essere utile anche per gli altri lavoratori espulsi dal processo produttivo» dice Enrico Pedini della Fiom Cgil. «Siamo pronti a scioperare». (c.m.)
Nei giorni scorsi si sono susseguiti incontri al ministero dello sviluppo economico, alla sede della Regione Toscana e a quella della Regione Piemonte che hanno affrontato i vari aspetti dell'operazione. Rossignolo avvierebbe la produzione di auto nell'immobile di Guasticce di proprietà della Spil, dove verrebbero reimpiegati i lavoratori della Delphi. Tutta la parte carrozzeria verrebbe svolta in uno stabilimento del torinese già attrezzato, probabilmente quello di Grugliasco di Pininfarina, che potrebbe essere ceduto o dato in affitto. Rispetto all'ipotesi iniziale, di nuovo c'è il coinvolgimento attivo del governo, che metterebbe a disposizione finanziamenti, anche con la formula del "contratto di programma". E c'è l'interesse della Regione Piemonte a trovare una collocazione stabile ai 900 lavoratori della Pininfarina di Grugliasco. Rossignolo avrebbe manifestato interesse per l'ipotesi, ma non intende farsi carico dei problemi finanziari di Pininfarina. Per questo sono state coinvolte le banche, da cui si attende per metà della settimana un parere a questo punto decisivo.
Il sindacato attende fiducioso gli sviluppi maturati tra Roma, Torino e Firenze. Avvertendo di essere pronto a proclamare uno sciopero generale dei metalmeccanici se la trattativa non andasse in porto. «La questione Delphi per noi è dirimente perchè indica un percorso che può essere utile anche per gli altri lavoratori espulsi dal processo produttivo» dice Enrico Pedini della Fiom Cgil. «Siamo pronti a scioperare». (c.m.)
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