Gioco
PORTUALI NEL MIRINO
«Tre ore di lavoro e poi se ne vanno»Scoppia il caso Ltm
◗
Veduta dall’alto della Darsena ToscanaPrima ha perso metà dei traghetti di Tirrenia, ora anche le navi di Nieddu. E così, per la prima volta dopo molti anni, Ltm - l'azienda del porto specializzata nei traghetti - ha esuberi di personale. L'azienda vorrebbe confermare i 19 contratti a termine in scadenza all'inizio del 2010 ma chiede ai lavoratori un aumento della produttività
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Prima ha perso metà dei traghetti di Tirrenia, ora anche le navi di Nieddu. E così, per la prima volta dopo molti anni, Ltm - l'azienda del porto specializzata nei traghetti - ha esuberi di personale. L'azienda vorrebbe confermare i 19 contratti a termine in scadenza all'inizio del 2010 ma chiede ai lavoratori un aumento della produttività.
«I margini ci sono» dice il presidente di Ltm Renzo Conti. «Ci sono lavoratori che escono alle 10.30 dopo tre ore di lavoro perchè hanno raggiunto quella che un tempo si chiamava "resa". Dimentichi, forse, che vengono pagati con uno stipendio e non a cottimo e che la resa non c'è più. Ma se escono tre ore prima della fine del turno, per l'azienda è un problema: se succede qualcosa fuori loro risultano in servizio». L'aveva detto già alcuni giorni fa il presidente di Assimprese Barbera che in porto si lavora ancora come 30 anni fa: con una quota di lavoro da fare, indipendentemente dal tempo che si impiega. «Ma non è questa la mia preoccupazione principale» dice Conti. «Io sto cercando di salvare 19 posti di lavoro con la collaborazione di tutti i dipendenti».
Ltm, dopo il boom degli anni scorsi, si ritrova scarica di lavoro, specialmente il lunedì, il mercoledì e il venerdì, giorni in cui arrivavano le navi di Nieddu. Da qui le proposte fatte al sindacato per tamponare l'emergenza. La prima, aumentare la produttività. Oggi i dipendenti di Ltm sono tenuti a fare non più di 25 semirimorchi a turno. «Per ragioni di sicurezza - spiega Simone Angella della Filt Cgil - Il limite dei 25 trailer tiene conto della velocità di spostamento, che in porto non può superare i 5 km/ora, e delle distanze da coprire. Ed è un numero indicato dal documento di valutazione dei rischi». Ma è, secondo Conti, un «limite vecchio, superato».
L'azienda ha chiesto di portarlo a 28 semirimorchi a turno ma il sindacato non è disponibile ad aumentare i carichi di lavoro. Per coprire le giornate di mancato avviamento, la Ltm ha chiesto ai lavoratori di utilizzare le ferie. «Proposta irricevibile - dice il sindacalista Cgil - Si parla di impiegare addirittura ferie che devono essere ancora maturate».
Che ci sia qualcosa da correggere in porto è indubbio. Ma il sindacato non vuol sentire parlare di "fannulloni". «Si entra un quarto d'ora dopo, dice Barbera. Ma lo sa che il tempo "tuta" è orario di lavoro a tutti gli effetti? Si cerca di scaricare sui lavoratori le incapacità delle aziende. Perchè Ltm non rende operativi tutti gli accosti che ha?». (c.m.)
«I margini ci sono» dice il presidente di Ltm Renzo Conti. «Ci sono lavoratori che escono alle 10.30 dopo tre ore di lavoro perchè hanno raggiunto quella che un tempo si chiamava "resa". Dimentichi, forse, che vengono pagati con uno stipendio e non a cottimo e che la resa non c'è più. Ma se escono tre ore prima della fine del turno, per l'azienda è un problema: se succede qualcosa fuori loro risultano in servizio». L'aveva detto già alcuni giorni fa il presidente di Assimprese Barbera che in porto si lavora ancora come 30 anni fa: con una quota di lavoro da fare, indipendentemente dal tempo che si impiega. «Ma non è questa la mia preoccupazione principale» dice Conti. «Io sto cercando di salvare 19 posti di lavoro con la collaborazione di tutti i dipendenti».
Ltm, dopo il boom degli anni scorsi, si ritrova scarica di lavoro, specialmente il lunedì, il mercoledì e il venerdì, giorni in cui arrivavano le navi di Nieddu. Da qui le proposte fatte al sindacato per tamponare l'emergenza. La prima, aumentare la produttività. Oggi i dipendenti di Ltm sono tenuti a fare non più di 25 semirimorchi a turno. «Per ragioni di sicurezza - spiega Simone Angella della Filt Cgil - Il limite dei 25 trailer tiene conto della velocità di spostamento, che in porto non può superare i 5 km/ora, e delle distanze da coprire. Ed è un numero indicato dal documento di valutazione dei rischi». Ma è, secondo Conti, un «limite vecchio, superato».
L'azienda ha chiesto di portarlo a 28 semirimorchi a turno ma il sindacato non è disponibile ad aumentare i carichi di lavoro. Per coprire le giornate di mancato avviamento, la Ltm ha chiesto ai lavoratori di utilizzare le ferie. «Proposta irricevibile - dice il sindacalista Cgil - Si parla di impiegare addirittura ferie che devono essere ancora maturate».
Che ci sia qualcosa da correggere in porto è indubbio. Ma il sindacato non vuol sentire parlare di "fannulloni". «Si entra un quarto d'ora dopo, dice Barbera. Ma lo sa che il tempo "tuta" è orario di lavoro a tutti gli effetti? Si cerca di scaricare sui lavoratori le incapacità delle aziende. Perchè Ltm non rende operativi tutti gli accosti che ha?». (c.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
