Il Tirreno

Livorno

«sarà più efficiente e costerà meno»

Nuovo ospedale ok, vi spiego perché

Gian Ugo Berti
Nuovo ospedale ok, vi spiego perché

Un nuovo ospedale su modelli europei, efficiente e competitivo, con alta tecnologia. E' il pensiero di Maurizio Viti, direttore dell'Unità operativa di chirurgia generale al presidio di viale Alfieri

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LIVORNO. Un nuovo ospedale su modelli europei, efficiente e competitivo, con alta tecnologia. E' il pensiero di Maurizio Viti, direttore dell'Unità operativa di chirurgia generale al presidio di viale Alfieri.

Nell'intervista al nostro giornale parla di due percorsi paralleli: continuare a rendere più efficiente quello attuale nei prossimi anni e di pari passo costruire quello nuovo in modo che possa rispondere anche alle esigenze delle generazioni future. «Da livornese sento che finalmente sarà la volta buona, perché c'è la volontà della Regione, dell'amministrazione dell'Asl, del sindaco e della giunta».

Ospedale nuovo, quindi: sì o no?
«Sì».

Perché?
«Quello attuale è un complesso edilizio non ristrutturabile. La logica del moderno ospedale si basa sulla intensità di cure. Siamo in ritardo rispetto ad altri paesi europei. Il nuovo ospedale sarà più efficiente e costerà di meno».

Si parla di cinque anni almeno per la sua realizzazione. Non sono già troppi?
«Cinque sono pochi, ma anche se ce ne volessero dieci, è utile andare avanti. La città di Livorno avrà davanti centinaia di anni. Non dobbiamo pensare che il nuovo complesso servirà solo a questa generazione, ma anche a figli e nipoti. Se la logica è la stessa che seguirono i romani quando costruirono ad esempio il Colosseo. Lo fecero anche per loro stessi, ma non solo per loro stessi».

Nel presidio di viale Alfieri dopo nove anni di ristrutturazione è stato completato solo un padiglione: il terzo. Perché continuare in questo programma se si va alla ricerca dei fondi per quello nuovo?
«Per rendere quello attuale a livelli accettabili. Sarebbe da chiudere per confort e igiene. Ma nell'attesa occorre migliorarlo il più possibile».

Di un nuovo ospedale se ne parla mediamente ogni 10-15 anni, poi tutto si ferma. Da livornese, cosa fa pensare si tratti della volta buona?
«C'è la volontà della Regione, la direzione è fortemente convinta del proprio programma, così come il sindaco.

Si parla di potenziare in quello nuovo taluni settori. Ma con la riduzione dei posti letto in viale Alfiari gli spazi vuoti disponibili sono aumentati. Perché non cominciare già subito un programma di potenziamento e miglioramento tecnologico?
«E' già iniziato».

Nelle vesti di cosigliere comunale vedrebbe positivo un coinvolgimento del consiglio comunale oppure, trattandosi di un'opera destinata alle future generazioni, un referendum?
«Il consiglio comunale svolgerà il suo ruolo istituzionale. Non c'è bisogno di altre consultazioni. Nel programma elettorale il sindaco aveva messo la costruzione del nuovo ospedale tra i punti principali. Chi lo ha votato lo avrà certo letto prima».

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