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Navi dei veleni, parte la ricerca "Ma nei pesci nessuna anomalia"

<strong>SALVATI. </strong>La motovedetta della Guardia Costiera
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SALVATI. La motovedetta della Guardia Costiera

Le ispezioni della Guardia costiera dopo le rivelazioni del pentito della 'ndrangheta Fonti. Le indagini disposte dal ministero dell'Ambiente saranno condotte dalla motovedetta Scialoja. L'assessore regionale Bramerini rassicura: "Acqua e pesci non presentano anomalie". Ma il direttore marittimo della Toscana chiede aiuto: "I mezzi a nostra disposizione non sono sufficienti per una simile spedizione scientifica"

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Scatteranno entro la prossima settimana le ispezioni dei fondali marini della Guardia costiera davanti a Livorno alla ricerca delle cosiddette navi dei veleni, cariche di rifiuti tossici che, secondo le rivelazioni del pentito della 'ndrangheta Francesco Fonti, sarebbero state affondate al largo delle coste livornesi.

Le indagini disposte dal ministero dell'Ambiente saranno condotte dalla motovedetta Scialoja (che è ancora ferma in bacino per lavori di manutenzione ordinaria), dotata di una telecamera collegata a un sonar che rimanda in superficie in tempo reale le immagini di bersagli adagiati sul fondo del mare. Si tratta di un'attività che, ammettono fonti della procura livornese, i magistrati "seguono con interesse" e che potrebbe in qualche modo confermare ciò che Fonti ha già detto.

Il pentito, infatti, non è ancor stato ascoltato dal pm Massimo Mannucci, titolare dell'indagine livornese, che sta ancora acquisendo informazioni sulla vicenda anche da parte dei colleghi calabresi. E' possibile che il magistrato decida di interrogare Fonti soltanto dopo le conclusioni delle ispezioni della guardia costiera.

"I pesci non sono anomali".
Intanto l'assessore regionale all'Ambiente, Anna Rita Bramerini, rassicura: "Acqua e prodotti pescati, non presentano alcuna anomalia. Sgombriamo ogni dubbio e ogni allarmismo in questo senso". Dall'assessore anche la consapevolezza che le "verifiche devono essere immediate ma occorrono mezzi e risorse adeguate" e che "oltre alla denuncia, è necessario lavorare per un'impiantistica che oggi è insufficiente. In Toscana - ha aggiunto - si fatica a trovare siti per impianti per smaltire rifiuti industriali, e più rifiuti viaggiano, più si riduce la capacità di controllo".

"Servono più mezzi".
Mentre sul fronte delle ricerche l'ammiraglio e direttore marittimo della Toscana, Ilarione Dell'Anna, chiede più risorse. "L'unità scientifica "Scialoja" ha come limite operativo i 300 metri, mentre i nostri fondali superano abbondantemente i 600, abbiamo bisogno di aiuto e sono necessarie risorse economiche adeguate. Non siamo in grado diandare oltre a quella distanza per questo è necessario un supporto al nostro lavoro, che, diversamente, potrebbe risultare
vano".

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