Gioco
IL D-DAY DELL’APERTURA
L'anti-Coop al via fra folla e delusione
Juna Goti
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L’ATTESA. Tanta gente davanti al nuovo supermercato e tra gli scaffali durante il primo giorno di apertura del punto vendita di viale PetrarcaFila alla cassa e parcheggio pieno, ma con qualche aspettativa di troppo. L'effetto curiosità ha funzionato e ieri mattina tantissimi livornesi hanno girovagato tra gli scaffali del nuovo supermercato inaugurato sul viale Petrarca, all'interno degli ex capannoni Fiat
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LIVORNO. Fila alla cassa e parcheggio pieno, ma con qualche aspettativa di troppo. L'effetto curiosità ha funzionato e ieri mattina tantissimi livornesi hanno girovagato tra gli scaffali del nuovo supermercato inaugurato sul viale Petrarca, all'interno degli ex capannoni Fiat.
Il centro commerciale - in realtà due market distinti, uno destinato all'alimentare l'altro al no food - è targato Magenta Due, una società che appartiene al gruppo Esselunga e che cinque anni fa ha aperto un negozio all'angolo con via Ferraris.
Pronti, attenti, via e Magenta Due ha fatto il pienone. La curiosità non è mancata: del resto l'area - di proprietà di Esselunga dal 2003 - è stata per anni al centro di un duro braccio di ferro con il Comune e con le associazioni dei commercianti, che ha portato alla chiusura a oltranza dei capannoni. Poi è arrivata la svolta, ma le aspettative possono giocare brutti scherzi. «Mi sembra un po' vuoto - ripetono molti clienti mentre si guardano intorno - forse devono finire i lavori. Esselunga arriva o no?». Bella domanda. L'unica certezza, per ora, è che «abbiamo semplicemente potenziato l'assortimento del minimarket Magenta Due che è stato trasferito per mantenere in vita le concessioni commerciali altrimenti a rischio scadenza». Ecco spiegato l'investimento non proprio faraonico: parte della superficie è inutilizzata, gli scaffali sono pochi e il reparto frigo quasi assente (niente frutta, verdura, carne e pesce).
«Sinceramente se restasse così mi meraviglierei - commenta Giorgio Sirello - ma sono convinto che questa apertura sia solo il primo passo verso l'arrivo di Esselunga. Ben venga la concorrenza: mia moglie è socia Coop e si lamenta perché i prezzi sono troppo alti». «Io di solito mi servo all'Eurospine e al Dico - spiega Maria Grieco, un'altra cliente - perché prima di comprare devo pensare alla mia tasca. Mi sembra che qui ci siano buone offerte sul latte e sull'acqua, meno la pasta e l'olio». C'è chi ha raggiunto gli ex capannoni Fiat convinto di trovare una nuova Ipercoop e chi a tessere e scontri tra grandi gruppi ha pensato davvero poco. Come Nadia Stelli, che mentre aspetta in fila alla cassa, dichiara: «Ho la tessera Coop, ma vado dove risparmio». Qualcuno, come Annamaria Bardini, sposa la causa «nonostante l'assortimento un po' scadente» e dichiara guerra «ai monopoli che ci sono in città».
Qualcun altro, vedi Fernanda Cioni, ammette: «Sono venuta a curiosare, ma non tradirò mai la Coop. Mia mamma c'ha lavorato per 25 anni e poi mi dà sicurezza». La segue il marito Romano: «Se da una parte non mi piace l'idea che possano nascere altri centri commerciali, dall'altra è giusto valutare le possibilità lavorative che hanno da offrire. Soprattutto per i più giovani, perché i tempi sono quelli che sono».
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