Gioco
Chalet, tutto rinviato al 2010
A›lessandro Guarducci
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Lo Chalet della Rotonda abbandonato e transennatoI lavori di restauro dello Chalet della Rotonda d'Ardenza? Nella migliore delle ipotesi ne riparleremo l'anno prossimo. Proprio così: sembra infatti che la diffida notificata dal Comune alla Frangerini-Engineering srl, per solecitare l'avvio dell'intervento, non abbia alcun effetto
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LIVORNO. I lavori di restauro dello Chalet della Rotonda d'Ardenza? Nella migliore delle ipotesi ne riparleremo l'anno prossimo. Proprio così: sembra infatti che la diffida notificata dal Comune alla Frangerini-Engineering srl, per solecitare l'avvio dell'intervento, non abbia alcun effetto.
La diffida, come si ricorderà, era stata inviata all'indomani del crollo della balaustra dello chalet, che aveva costretto il Comune a transennare l'edificio per ragioni di sicurezza. E l'amministrazione, per la seconda volta (la prima era stata nel maggio scorso), aveva intimato alla ditta che si era aggiudicata il bando di gara di produrre la documentazione necessaria per sottoscrivere la convenzione approvata dalla giunta. Il tutto con un termine perentorio di dieci giorni.
Ma la Frangerini ed Engineering ha risposto con una lettera spiegando che ciò non era possibile. Come mai?
Presto detto. Le due aziende hanno partecipato al bando di gara come associazione temporanea di impresa, ma si tratta comunque di due soggetti complementari e distinti: il restauro e l'ampliamento dello chalet spettano alla società Frangerini di Livorno mentre la successiva gestione dell'attività fa capo alla Engineering dell'Aquila. Quindi gli impegni sono divisi al 50%.
La Engineering, come detto, ha però sede a L'Aquila ed ha la base operativa inagibile per i danni del terribile terromoto del 6 aprile scorso. «E' in una situazione di grave difficoltà con il blocco di gran parte della sua attività - spiega l'avvocato Luciano Barsotti - ed è comprensibile che in questa fase non possa prendere impegni per il futuro: solo per questo motivo è stata rinviata la firma della convenzione e la produzione di tutta la documentazione necessaria (fidejussione, assicurazione per la responsabilità civile, data di inizio lavori, etc.)»
Poiché l'operazione deve andare avanti inscindibilmente, va detto che Frangerini non può farsi carico anche del 50% della Engineering e neppure prendere impegni per conto del socio in questa sua fase di difficoltà. E allora? «Tutti i termini degli adempimenti contrattuali e fiscali delle aziende danneggiate dal terremoto - sottolinea l'avvocato Barsotti - sono stati sospesi con ordinanza del presidente del consiglio dei ministri prima fino al 30 giugno e poi al 31 dicembre 2009, con la possibilità di ulteriore proroga. Questo con l'obiettivo di permettere alle aziende abruzzesi di tornare a prendere la normale attività».
«Di fronte alla diffida del Comune - aggiunge il legale - Engineering ha scritto che non intende rinunciare a compiere l'operazione, anche perché per redigere il progetto è stata spesa una cifra importante nell'ordine di due-trecentomila euro, ma spiega che è sopravvenuto un evento che impedisce di adempiere agli impegni assunti. Quindi la firma è rimandata all'anno nuovo. Questi mesi saranno utilizzati per dialogare con il Comune e giungere ad un percorso condiviso: l'impianto della convenzione proposta dal Comune è accettato, e ci sono solo alcuni elementi da rivedere». A Palazzo Civica si sta valutando le conseguenze della comunicazione di Engineering. Ma una cosa è certa: si andrà per le lunghe. Tanto lo Chalet della Rotonda può attendere, o no?
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