Sicurezza
LA SCUOLA NEGATA
Asilo chiuso, bambini ancora a casa
Alessandro Guarducci
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Da sinistra: i genitori che protestano fuori dall’asilo “Lido Rossi”; la responsabile dell’asilo, suor Giuseppina; l’ingresso della scuola Maestre Pie Venerini in via LopezE' ancora lontana dal trovare una soluzione la vicenda dei bambini che sono rimasti senza aule, dopo la chiusura - disposta dai vigili del fuoco mercoledì scorso per il rischio di crollo del soffitto - dell'asilo privato "Lido Rossi" in via della Chiesa Vecchia di Salviano. E così, anche stamani, i piccoli dovranno restare a casa
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LIVORNO. E' ancora lontana dal trovare una soluzione la vicenda dei bambini che sono rimasti senza aule, dopo la chiusura - disposta dai vigili del fuoco mercoledì scorso per il rischio di crollo del soffitto - dell'asilo privato "Lido Rossi" in via della Chiesa Vecchia di Salviano. E così, anche stamani, i piccoli dovranno restare a casa. Mentre cresce la protesta dei genitori.
Per ora, infatti, non è praticabile la soluzione che era stata ipotizzata dalle stesse suore dell'asilo Rossi: il trasferimento nella scuola "Maestre Pie Venerine" di via Lopez è per il momento bloccato dalla mancanza di un'autorizzazione provvisoria.
Come spiega l'assessore comunale alle Politiche Scolastiche, Carla Roncaglia, «le scuole dell'infanzia devono svolgere la loro attività al piano terra. Solo in casi particolari è previsto che i bambini più piccoli possano trovare posto ai piani superiori, come avverrebbe nel caso del trasferimento alle Venerini. Nei giorni scorsi ho parlato di questi problemi con il provveditore Elisa Amato Nicosia e anche con l'Asl per verificare se ci fossero le condizioni di sicurezza necessarie per trasferire i bambini dell'asilo "Rossi" in quello di via Lopez».
E' infatti possibile che in via transitoria, e per un limitato periodo di tempo, il Provveditorato possa concedere alla scuola "Venerini" un'autorizzazione per accogliere i 60 bambini provenienti dall'asilo chiuso (5 piccoli sembrano aver trovato posto in altre strutture cittadine). «Le suore mi hanno garantito - prosegue Carla Roncaglia - che i lavori dureranno un mese, al massimo 45 giorni.
L'intervento riguarderà il consolidamento del soffitto, il ripristino del tetto e anche la messa a norma della struttura in base alle norme antisismiche. Durante il periodo dei lavori, i bambini potrebbero frequentare la scuola Venerini, sempreché sussistano tutte le condizioni di sicurezza e venga rilasciata questa autorizzazione provvisoria: la decisione spetta però al Provveditorato, che ha il potere di vigilanza sulla normativa edilizia di tutte le scuole paritarie, siano queste pubbliche che private».
Ma l'autorizzazione dell'Ufficio scolastico provinciale non è ancora arrivata. Almeno così lascia capire Riccardo Lucchesi, responsabile del complesso scolastico delle "Venerine". «Io sono pronto a venire incontro alle esigenze delle famiglie - spiega Lucchesi - e ho già dato la mia disponibilità. Aspetto però che mi dicano che ci sono tutte le condizioni necessarie per effettuare questo trasferimento. Bisognerà verificare quanti bambini sono, quali sono gli spazi, etc. Nell'emergenza si possono fare tante cose per individuare una soluzione, ma non sono certo io che decido. Per questo, aspetto una richiesta ufficiale e una indicazione. Di certo domani (oggi, ndr) i bambini non potranno essere accolti, ma questo già lo sanno sia le suore che i genitori».
Per ora, infatti, non è praticabile la soluzione che era stata ipotizzata dalle stesse suore dell'asilo Rossi: il trasferimento nella scuola "Maestre Pie Venerine" di via Lopez è per il momento bloccato dalla mancanza di un'autorizzazione provvisoria.
Come spiega l'assessore comunale alle Politiche Scolastiche, Carla Roncaglia, «le scuole dell'infanzia devono svolgere la loro attività al piano terra. Solo in casi particolari è previsto che i bambini più piccoli possano trovare posto ai piani superiori, come avverrebbe nel caso del trasferimento alle Venerini. Nei giorni scorsi ho parlato di questi problemi con il provveditore Elisa Amato Nicosia e anche con l'Asl per verificare se ci fossero le condizioni di sicurezza necessarie per trasferire i bambini dell'asilo "Rossi" in quello di via Lopez».
E' infatti possibile che in via transitoria, e per un limitato periodo di tempo, il Provveditorato possa concedere alla scuola "Venerini" un'autorizzazione per accogliere i 60 bambini provenienti dall'asilo chiuso (5 piccoli sembrano aver trovato posto in altre strutture cittadine). «Le suore mi hanno garantito - prosegue Carla Roncaglia - che i lavori dureranno un mese, al massimo 45 giorni.
L'intervento riguarderà il consolidamento del soffitto, il ripristino del tetto e anche la messa a norma della struttura in base alle norme antisismiche. Durante il periodo dei lavori, i bambini potrebbero frequentare la scuola Venerini, sempreché sussistano tutte le condizioni di sicurezza e venga rilasciata questa autorizzazione provvisoria: la decisione spetta però al Provveditorato, che ha il potere di vigilanza sulla normativa edilizia di tutte le scuole paritarie, siano queste pubbliche che private».
Ma l'autorizzazione dell'Ufficio scolastico provinciale non è ancora arrivata. Almeno così lascia capire Riccardo Lucchesi, responsabile del complesso scolastico delle "Venerine". «Io sono pronto a venire incontro alle esigenze delle famiglie - spiega Lucchesi - e ho già dato la mia disponibilità. Aspetto però che mi dicano che ci sono tutte le condizioni necessarie per effettuare questo trasferimento. Bisognerà verificare quanti bambini sono, quali sono gli spazi, etc. Nell'emergenza si possono fare tante cose per individuare una soluzione, ma non sono certo io che decido. Per questo, aspetto una richiesta ufficiale e una indicazione. Di certo domani (oggi, ndr) i bambini non potranno essere accolti, ma questo già lo sanno sia le suore che i genitori».
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