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Parcheggi
Parcheggio a pagamento?Meglio la sosta vietata
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A sinistra il parcheggio semivuoto davanti all’acquario e sopra alcune auto lasciate in divieto di sostaIl pedaggio non va giù al popolo delle baracchine e così molti veicoli sono stati lasciati dove capitava «E' assurdo far pagare il biglietto nelle ore serali»
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LIVORNO. E' un flop il debutto nel weekend del parcheggio a pagamento dell'acquario. La maggior parte degli automobilisti si dimostra poco informata: le macchine imboccano la stradina che porta al controviale e fanno per entrare all'ingresso del parcheggio, che fino a una settimana fa era gratuito. Ma, una volta scoperta l'amara sorpresa del biglietto (1 euro la prima ora, 2 euro per il resto della notte) non esitano a ingranare la retromarcia e a tornare indietro per cercare un posto libero. «No, ma siamo pazzi, pagare di sera per lasciare l'auto in sosta...»
È sabato sera, primo test-weekend per il nuovo parcheggio a pagamento di fronte alla baracchine. Risultato intorno alle 23.30: appena 30 auto parcheggiate. Alle 22 ce n'era una soltanto. Un flop, insomma. Anche perché il clima gradevole e la serata mite invitano ad uscire, e molte persone si riversano sul lungomare. Pur di non pagare però, la gente si ingegna come può: c'è chi lascia l'auto proprio sotto il cartello di divieto di fermata, chi ignora il divieto di sosta del vicino bagno Tirreno e piazza l'auto davanti al cancello, chi usufruisce della piazzola riservata ai disabili, senza nessun titolo per posteggiarvi. E, come da consuetudine, le doppie file non mancano e nemmeno le strisce pedonali occupate.
Insomma, l'idea di dover pagare la sosta serale non va proprio giù ai livornesi. Passano coppie, giovani, e anche eleganti signori in giacca e cravatta. Tanti scorgono la scritta «parcheggio a pagamento» e allora si defilano. Chi invece arriva davanti alla sbarra, ormai a malincuore decide di entrare lo stesso. «Non lo sapevo - spiega Mirco, in compagnia di quattro amici - finché siamo in gruppo il costo del pedaggio non ci pesa, ma se fossimo stati da soli o in due non avremmo parcheggiato qui di sicuro».
Passate le undici il traffico inizia a farsi più intenso e qualcuno sceglie comunque di pagare il pedaggio. «Per comodità. Dobbiamo andare al Mauri, e qui è il posto più vicino», dicono due ragazze sui venti anni. «È l'abitudine», spiega un'altra coppia. «Almeno ho il posto sicuro senza faticare, però se la trovo graffiata m'arrabbio», dice un giovane in compagnia della ragazza. Un altro sorride amaro: «Entravo gratis fino alla scorsa settimana, pagare il biglietto è stata un brutta sorpresa. È andata così, ma la prossima settimana sai che faccio? Alle baracchine ci vengo in motorino...».
È sabato sera, primo test-weekend per il nuovo parcheggio a pagamento di fronte alla baracchine. Risultato intorno alle 23.30: appena 30 auto parcheggiate. Alle 22 ce n'era una soltanto. Un flop, insomma. Anche perché il clima gradevole e la serata mite invitano ad uscire, e molte persone si riversano sul lungomare. Pur di non pagare però, la gente si ingegna come può: c'è chi lascia l'auto proprio sotto il cartello di divieto di fermata, chi ignora il divieto di sosta del vicino bagno Tirreno e piazza l'auto davanti al cancello, chi usufruisce della piazzola riservata ai disabili, senza nessun titolo per posteggiarvi. E, come da consuetudine, le doppie file non mancano e nemmeno le strisce pedonali occupate.
Insomma, l'idea di dover pagare la sosta serale non va proprio giù ai livornesi. Passano coppie, giovani, e anche eleganti signori in giacca e cravatta. Tanti scorgono la scritta «parcheggio a pagamento» e allora si defilano. Chi invece arriva davanti alla sbarra, ormai a malincuore decide di entrare lo stesso. «Non lo sapevo - spiega Mirco, in compagnia di quattro amici - finché siamo in gruppo il costo del pedaggio non ci pesa, ma se fossimo stati da soli o in due non avremmo parcheggiato qui di sicuro».
Passate le undici il traffico inizia a farsi più intenso e qualcuno sceglie comunque di pagare il pedaggio. «Per comodità. Dobbiamo andare al Mauri, e qui è il posto più vicino», dicono due ragazze sui venti anni. «È l'abitudine», spiega un'altra coppia. «Almeno ho il posto sicuro senza faticare, però se la trovo graffiata m'arrabbio», dice un giovane in compagnia della ragazza. Un altro sorride amaro: «Entravo gratis fino alla scorsa settimana, pagare il biglietto è stata un brutta sorpresa. È andata così, ma la prossima settimana sai che faccio? Alle baracchine ci vengo in motorino...».
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