Toscana
IL RADDOPPIO DEL PORTO
Darsena Europa, ecco il progetto
Cristiano Meoni
Del Molo Italia si cominciò a parlare nel 1953 e si sa come è andata: è stato inaugurato l'anno scorso. Dita incrociate, perchè se finisce così anche con la Darsena Europa siamo fritti. O Livorno riuscirà a raddoppiare il porto in un tempo ragionevole o sarà emarginata dalle rotte mondiali
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LIVORNO. Del Molo Italia si cominciò a parlare nel 1953 e si sa come è andata: è stato inaugurato l'anno scorso. Dita incrociate, perchè se finisce così anche con la Darsena Europa siamo fritti. O Livorno riuscirà a raddoppiare il porto in un tempo ragionevole o sarà emarginata dalle rotte mondiali. Un rischio tuttaltro che improbabile. Nei prossimi giorni la società incaricata dall'Autorità Portuale, Modimar, consegnerà il progetto di massima dell'opera, che sarà discusso nel comitato portuale e con le categorie e, il 15 ottobre, presentato in forma solenne alla rassegna "La Toscana che va" a Firenze. La corsa per il raddoppio a mare del porto è iniziata. Ma è preoccupante che, ad oggi, nessuno sappia dire con certezza quando la Darsena Europa sarà pronta: se nel 2015, come ha sempre detto il presidente dell'Autorità Portuale Roberto Piccini, o nel 2018, come pensava Nereo Marcucci. O addirittura nel 2023, come teme il presidente di Assimprese Federico Barbera.
«L'obiettivo è il 2018 - dice Barbera - ma non mi scandalizzerei se l'opera slittasse al 2023».
La Darsena Europa, o Piattaforma Europa, con i suoi 1000 metri lineari di banchina, i 600mila metri quadrati di piazzali e i 16 metri di fondale, è un'infrastruttura decisiva per il futuro del porto. Sulla base degli indirizzi approvati dal comitato portuale il 30 luglio, Modimar ha elaborato un "progetto di prefattibilità" che, a grandi linee, possiamo riassumere. La Darsena Europa non sarà solo un terminal contenitori. Alcune banchine saranno utilizzate per le navi ro-ro che trasportano anche passeggeri, un traffico che è esploso negli ultimi anni. E altre ancora per ormeggiare petroliere e, novità assoluta, gasiere. Sì, proprio le gasiere che ora si incuneano nel porto fino al Costiero, praticamente a un tiro di schioppo da Shangay. Si sta anche esaminando l'ipotesi di aprire una seconda imboccatura del porto a nord. Il problema principale, in questo caso, è dove smaltire i materiali di escavo. Prima e seconda vasca di colmata non saranno sufficienti, per cui dovranno essere esportati.
Con il progetto di Modimar, il Comune potrà approvare la variante anticipatrice «entro un mese» assicura Piccini. Le schede progettuali saranno portate in commissione consultiva e in comitato portuale e costituiranno il fulcro della presentazione che sarà effettuata alla Fortezza da Basso il 15 ottobre, alla presenza di autorità e investitori. «Entro la fine dell'anno - dice il presidente dell'Autorità Portuale - potremo raccogliere le manifestazioni di interesse». Per realizzare la Piattaforma Europa con il project financing si sono fatti avanti per ora Dubai Port (in cordata con Zim) Gavio e Contship-Eurokai. Raccolte le offerte, ci sarà da fare una gara, e nel frattempo riempire le due vasche di colmata, consolidarle e banchinarle.
Ma, insomma, quando potrà attraccare la prima nave? Piccini non sa, o forse non vuole dirlo. «Credo che si debba procedere per gradi, una prima parte di piazzale attrezzato con la banchina potremmo averlo anche nel 2015, per tutto il progetto non so». E pensare che, andando a rileggersi i vecchi ritagli di giornale, solo due anni fa si parlava del 2013. La faremo, insomma, questa Darsena Europa ma chissà quando...
«L'obiettivo è il 2018 - dice Barbera - ma non mi scandalizzerei se l'opera slittasse al 2023».
La Darsena Europa, o Piattaforma Europa, con i suoi 1000 metri lineari di banchina, i 600mila metri quadrati di piazzali e i 16 metri di fondale, è un'infrastruttura decisiva per il futuro del porto. Sulla base degli indirizzi approvati dal comitato portuale il 30 luglio, Modimar ha elaborato un "progetto di prefattibilità" che, a grandi linee, possiamo riassumere. La Darsena Europa non sarà solo un terminal contenitori. Alcune banchine saranno utilizzate per le navi ro-ro che trasportano anche passeggeri, un traffico che è esploso negli ultimi anni. E altre ancora per ormeggiare petroliere e, novità assoluta, gasiere. Sì, proprio le gasiere che ora si incuneano nel porto fino al Costiero, praticamente a un tiro di schioppo da Shangay. Si sta anche esaminando l'ipotesi di aprire una seconda imboccatura del porto a nord. Il problema principale, in questo caso, è dove smaltire i materiali di escavo. Prima e seconda vasca di colmata non saranno sufficienti, per cui dovranno essere esportati.
Con il progetto di Modimar, il Comune potrà approvare la variante anticipatrice «entro un mese» assicura Piccini. Le schede progettuali saranno portate in commissione consultiva e in comitato portuale e costituiranno il fulcro della presentazione che sarà effettuata alla Fortezza da Basso il 15 ottobre, alla presenza di autorità e investitori. «Entro la fine dell'anno - dice il presidente dell'Autorità Portuale - potremo raccogliere le manifestazioni di interesse». Per realizzare la Piattaforma Europa con il project financing si sono fatti avanti per ora Dubai Port (in cordata con Zim) Gavio e Contship-Eurokai. Raccolte le offerte, ci sarà da fare una gara, e nel frattempo riempire le due vasche di colmata, consolidarle e banchinarle.
Ma, insomma, quando potrà attraccare la prima nave? Piccini non sa, o forse non vuole dirlo. «Credo che si debba procedere per gradi, una prima parte di piazzale attrezzato con la banchina potremmo averlo anche nel 2015, per tutto il progetto non so». E pensare che, andando a rileggersi i vecchi ritagli di giornale, solo due anni fa si parlava del 2013. La faremo, insomma, questa Darsena Europa ma chissà quando...
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