Il Tirreno

Livorno

Un babbo disperato

«Mensa per tutti, ma non per mia figlia»

Gianluca della Maggiore

«Se lunedì mattina mi dicono di venire a prendere la bimba alle 12.30 chiamo i carabinieri». Lo dice sul serio Leonardo Terreni, padre di una bambina di 11 anni. La sindrome di West, una grave forma di epilessia, per lei oggi vuol dire esclusione

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LIVORNO. «Se lunedì mattina mi dicono di venire a prendere la bimba alle 12.30 chiamo i carabinieri». Lo dice sul serio Leonardo Terreni, padre di una bambina di 11 anni. La sindrome di West, una grave forma di epilessia, per lei oggi vuol dire esclusione.

«Mia figlia fa il tempo pieno alle Micheli, ma manca l'insegnante specializzata. Lunedì riprenderà la mensa per tutti, per mia figlia e altri tre disabili no. Mi hanno proposto di venire a imboccarla. Nessuno vuole assumersi la responsabilità». Ora che i genitori hanno alzato la testa, si alza anche il velo sulle tante «storie di ordinaria follia» (come la definisce una mamma) nella scuola ai tempi della Gelmini. «Chiedo solo una cosa semplice - dice Terreni - che mia figlia sia trattata come gli altri bambini». C'è anche chi va oltre: «Si sta tornando a ghettizzare i nostri bambini. Che devo dire? Se è l'unico modo per vederli assistiti al 100% ritorniamoci pure». Non la nasconde proprio l'amarezza Lorella Ricottini. Emanuele, suo figlio, ha 14 anni e soffre di tetraparesi spastica: ha già fatti cinque anni alle primarie Carducci, poi ha iniziato di nuovo da capo e ora è in seconda. Anche per lui si pone il problema della mensa. «Non è autosufficiente in nessuna delle funzioni primarie - spiega la mamma - e ora, dopo 7 anni con la stessa insegnante, si vede cambiare anche i punti di riferimento».

Con i tagli della Gelmini infatti quest'anno avrà diritto solo a 15 ore di sostegno, lo scorso anno erano 22: «Per arrivare alle 40 ore settimanali del tempo pieno - spiega Ricottini - vedrà passarsi davanti una girandola d'insegnanti e educatori. Il risultato dello "spezzatino" orario a cui le scuole sono costrette con i tagli». Non ce l'ha con le maestre Lorella: «Anzi. Loro non hanno fatto mai mancare nulla. Ce l'ho con chi ci obbliga a portare i figli a scuola, senza darci servizi adeguati. Ci tolgono la dignità». I problemi dei bambini disabili, non lasciano indifferenti i genitori degli altri.

Antonio Contini, presidente del consiglio di circolo delle Carducci, venerdì sarà al loro fianco davanti al provveditorato. «È un problema di tutta la scuola - sostiene - Nessuno ha intenzione di lasciare soli i bambini disabili in questa battaglia. È una battaglia di civiltà».

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