La protesta
LUTTO
È morto Mazzuoli,è stato il medico di Ciampi e Napolitano
Luciano De Majo
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Due immagini di Gianfranco Mazzuoli: sopra da solo e, sotto, con Ciampi e gli ex ministri della sanità Sirchia e StoraceSi è spento ieri all'alba, nella abitazione di Roma, il professor Gianfranco Mazzuoli. Livornese purosangue, aveva 82 anni e da un anno aveva scoperto di essere ammalato: solo in quel momento, lasciò il suo incarico di capo dello staff medico del Quirinale, che aveva assunto quando Capo dello Stato divenne Carlo Azeglio Ciampi
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LIVORNO. Si è spento ieri all'alba, nella abitazione di Roma, il professor Gianfranco Mazzuoli. Livornese purosangue, aveva 82 anni e da un anno aveva scoperto di essere ammalato: solo in quel momento, lasciò il suo incarico di capo dello staff medico del Quirinale, che aveva assunto quando Capo dello Stato divenne Carlo Azeglio Ciampi. Era stato confermato anche dopo la fine del settennato di Ciampi e la salita al Colle di Giorgio Napolitano, che già ieri pomeriggio è andato a rendere omaggio alla salma.
Il dolore dell'amico. «E' un livornese che ha dato lustro alla città - dice il professor Giampaolo Zucchelli, amico e compagno di studi di Mazzuoli - la sua è stata una grande carriera. Fu allievo, come me, di Cataldo Cassano. Suo padre era medico condotto. Poi lavorò a New York, al Montefiore Hospital, nel vecchio Bronx, occupandosi di ricerca sul metabolismo delle ossa, in cui si specializzò. Insieme abbiamo fatto molte pubblicazioni. Siamo stati molto amici, ci siamo sempre stimati. La notizia della sua morte mi addolora molto. Sapevo che era ammalato, ma mi dispiace immensamente sapere che non c'è più».
Torna a Livorno. I funerali di Gianfranco Mazzuoli si svolgeranno stamani a Roma alle 10,30, nella chiesa di Santa Chiara, in via dei Giochi Delfici. Alla cerimonia dovrebbe partecipare anche Carlo Azeglio Ciampi. Poi, terminata la liturgia religiosa, la salma partirà per fare ritorno qui, nella sua città di nascita, dove Mazzuoli sarà tumulato al camposanto della Misericordia. «Era un suo espresso desiderio - racconta il fratello del celebre medico - voleva essere sepolto a Livorno».
Livornese vero. Ha seguito prima Ciampi e poi Napolitano in giro per tutto il mondo. Viveva a Roma ormai da più di cinquant'anni. Eppure era rimasto legato a Livorno. Era la sua città e lui non ha mai nascosto il suo affetto per i luoghi che hanno segnato la sua giovinezza. Proprio come Ciampi. Nel luglio del 2006, il professor Mazzioli rilasciò una lunga intervista al Tirreno, soffermandosi anche sul suo rapporto con Livorno. «Una volta - raccontò - quando era ancora vivo mio padre, andavo in vacanza a Livorno, ai Bagni Pancaldi, ma ora ci vado di rado pur avendovi una sorella, un fratello, professore di geologia a Pisa, e quattro nipoti. Sono tornato dalle mie parti con il presidente Ciampi poco tempo fa e mi sono fermato al bar Civili a bere il ponce alla livornese, proprio con mio fratello e un nipote, che me ne ha regalato una bottiglia. Vado più spesso in Maremma, dove ho un casale fra Manciano e Capalbio». E concluse, rispondendo alle domande di Maria Antonietta Schiavina, proprio con un pensiero sulla sua livornesità: «I livornesi sembrano sempre scherzare, non si capisce mai quando fanno seriamente. Anch'io sono così. E in questo, pur abitando a Roma, mi sento livornese fino alla punta dei capelli».
Il dolore dell'amico. «E' un livornese che ha dato lustro alla città - dice il professor Giampaolo Zucchelli, amico e compagno di studi di Mazzuoli - la sua è stata una grande carriera. Fu allievo, come me, di Cataldo Cassano. Suo padre era medico condotto. Poi lavorò a New York, al Montefiore Hospital, nel vecchio Bronx, occupandosi di ricerca sul metabolismo delle ossa, in cui si specializzò. Insieme abbiamo fatto molte pubblicazioni. Siamo stati molto amici, ci siamo sempre stimati. La notizia della sua morte mi addolora molto. Sapevo che era ammalato, ma mi dispiace immensamente sapere che non c'è più».
Torna a Livorno. I funerali di Gianfranco Mazzuoli si svolgeranno stamani a Roma alle 10,30, nella chiesa di Santa Chiara, in via dei Giochi Delfici. Alla cerimonia dovrebbe partecipare anche Carlo Azeglio Ciampi. Poi, terminata la liturgia religiosa, la salma partirà per fare ritorno qui, nella sua città di nascita, dove Mazzuoli sarà tumulato al camposanto della Misericordia. «Era un suo espresso desiderio - racconta il fratello del celebre medico - voleva essere sepolto a Livorno».
Livornese vero. Ha seguito prima Ciampi e poi Napolitano in giro per tutto il mondo. Viveva a Roma ormai da più di cinquant'anni. Eppure era rimasto legato a Livorno. Era la sua città e lui non ha mai nascosto il suo affetto per i luoghi che hanno segnato la sua giovinezza. Proprio come Ciampi. Nel luglio del 2006, il professor Mazzioli rilasciò una lunga intervista al Tirreno, soffermandosi anche sul suo rapporto con Livorno. «Una volta - raccontò - quando era ancora vivo mio padre, andavo in vacanza a Livorno, ai Bagni Pancaldi, ma ora ci vado di rado pur avendovi una sorella, un fratello, professore di geologia a Pisa, e quattro nipoti. Sono tornato dalle mie parti con il presidente Ciampi poco tempo fa e mi sono fermato al bar Civili a bere il ponce alla livornese, proprio con mio fratello e un nipote, che me ne ha regalato una bottiglia. Vado più spesso in Maremma, dove ho un casale fra Manciano e Capalbio». E concluse, rispondendo alle domande di Maria Antonietta Schiavina, proprio con un pensiero sulla sua livornesità: «I livornesi sembrano sempre scherzare, non si capisce mai quando fanno seriamente. Anch'io sono così. E in questo, pur abitando a Roma, mi sento livornese fino alla punta dei capelli».
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