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Livorno

STRAGE A KABUL / FOLGORE COLPITA AL CUORE

"Con noi da 10 anni, era all'ultima missione"

"Con noi da 10 anni, era all'ultima missione"

Il volto del tenente colonnello Alessandro Lombardi, comandante del distaccamento della Folgore di stanza alla caserma Vannucci di Livorno, non nasconde il dolore per la morte di Roberto Valente, ucciso nell'attentato di Kabul. Valente da 10 anni prestava servizio alla caserma Vannucci, ad Ardenza, alla periferia sud della città, e il colonnello Lombardi lo conosceva personalmente, e bene. "Una persona incredibile, di un'educazione estrema e allo stesso tempo sempre pronto a scherzare"

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LIVORNO. «Doveva essere la sua ultima missione, poi sarebbe arrivato il trasferimento a Santa Maria Capua Vetere, e finalmente Roberto sarebbe potuto stare accanto alla sua famiglia». Il volto del tenente colonnello Alessandro Lombardi, comandante del distaccamento della Folgore di stanza alla caserma Vannucci di Livorno, non nasconde il dolore per la morte di Roberto Valente, ucciso nell'attentato di Kabul. Valente da 10 anni prestava servizio alla caserma Vannucci, ad Ardenza, alla periferia sud della città, e il colonnello Lombardi lo conosceva personalmente, e bene. «Una persona incredibile - ricorda il colonnello - di un'educazione estrema e allo stesso tempo sempre pronto a scherzare. Non era certo il tipo del rude paracadutista, ma ne aveva tutte le qualità, professionali e di carattere, un uomo che si è distinto nelle azioni ma che sapeva portare avanti anche il lavoro di tutti i giorni».

L'ufficiale della Folgore spiega che è toccato a lui, ieri mattina, chiamare a rapporto i colleghi del sergente maggiore e annunciare che era stato ucciso nella strage di Kabul. «Quando ho spiegato agli altri paracadutisti quello che era accaduto, è calato un silenzio pesantissimo - spiega il colonnello - Non è la prima volta che il reggimento subisce dei lutti durante le missioni all'estero, ma a queste cose non ci si può certo abituare».

Ma il rammarico del colonnello Lombardi è acuito dal fatto che il sottufficiale del 187º reggimento era alla sua ultima missione e poi, a novembre, si sarebbe trasferito in Campania, finalmente vicino alla famiglia. «Roberto Valente era con noi da 10 anni, e per poter stare accanto alla moglie e al figlioletto, faceva il pendolare con Napoli, dove abita la famiglia - spiega l'ufficiale - partiva il venerdì e il lunedì era di nuovo con noi in caserma». Per questo aveva chiesto il trasferimento. «Avevamo cercato di agevolarlo - ha spiegato l'ufficiale - anche perché ci aveva tante volte parlato dei problemi a dover lavorare così distante dai familiari».

E ieri Stefania Giannatasio, la moglie, ha detto al sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, di essere orgogliosa di suo marito, «un soldato che lavorava per la pace».

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