Lutto
LA CRISI DELLA RAFFINERIA
Eni deve trovare un erede affidabile
Juna Goti
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Il blocco dei camion davanti alla raffineria e a destra il mnistro Claudio ScajolaSono tutti puntati a Roma, oggi, gli occhi degli oltre quattrocento lavoratori della raffineria Eni di Stagno e dei circa 500 che ogni giorno ruotano intorno allo stabilimento con le loro ditte
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LIVORNO. Sono tutti puntati a Roma, oggi, gli occhi degli oltre quattrocento lavoratori della raffineria Eni di Stagno e dei circa 500 che ogni giorno ruotano intorno allo stabilimento con le loro ditte.
Alle 17, infatti, nel quartier generale dello Sviluppo Economico è previsto l'atteso incontro tra il governo, i vertici dell'azienda, i rappresentanti delle istituzioni e dei sindacati, arrivato dopo più di una settimana di protesta (e di blocco a oltranza dei mezzi in entrata e in uscita) davanti ai cancelli dello stabilimento. Protesta nata per capire qualcosa di più sulla volontà espressa da Eni di vendere gli impianti livornesi e, soprattutto, per bloccare le trattative in corso con il finanziere americano Gary Klesch.
Intanto ieri mattina, in Provincia, c'è stata una sorta di maxi riunione di "ricognizione" in vista del faccia a faccia di oggi, alla quale hanno partecipato Cosimi, Bacci, Kutufà, le associazioni di categoria (ad eccezione di Confindustria), i rappresentanti sindacali delle segreterie provinciali e quelli (tutti e sedici i delegati) delle Rsu interne. Nel corso dell'incontro, guidato dal presidente Kutufà, è emersa la linea con cui il fronte livornese-toscano andrà a sedersi al tavolo di oggi. Due i punti principali: «I nostri interlocutori sono solamente il governo e Eni che, se davvero lascerà il nostro territorio, dovrà assumersi impegni concreti sulle opere di bonifica». E ancora: «Nel dopo Eni ci potrà essere solo un soggetto industriale, con un piano di investimento solido e credibile». Posizioni già espresse nel documento redatto all'unanimità politica dopo l'acceso consiglio comunale di due giorni fa. «Si sta per aprire una partita importante - ha sottolineato Kutufà - ma non ci aspettiamo che l'incontro di oggi sia definitivo». I lavoratori, però, sono stati chiari: «Se da Roma arriveranno solo segnali negativi siamo pronti a bloccare, già da domani, anche il deposito Eni di Calenzano».
La solidarietà della Regione. È stata votata all'unanimità la mozione, primo firmatario Virgilio Simonti (Pd), con la quale l'aula del Consiglio Regionale esprime solidarietà alle iniziative dei lavoratori della Eni di Stagno-Livorno, finalizzate alla tutela del lavoro e alla salvaguardia dello stabilimento. Nella mozione si invita la Giunta regionale a sostenere lo sviluppo degli impianti industriali di Stagno e a seguire l'evolversi della vicenda della raffineria, uno dei punti strategici dell'apparato produttivo della costa e della Toscana. A margine dell'approvazione della mozione, il presidente Riccardo Nencini ha commentato positivamente l'unanimità espressa dall'aula su un tema così delicato. Una delegazione del consiglio regionale ha inoltre partecipato alla seduta aperta del Consiglio comunale di Collesalvetti, per esprimere la vicinanza dell'istituzione regionale.
La Chiesa con i lavoratori. «La Chiesa livornese è al fianco dei lavoratori e di tutti coloro che conducono questa battaglia per dire no al profitto a discapito della dignità della persona». Lo ha deto il vicario episcopale monsignor Paolo Razzauti intervenendo al consiglio comunale aperto di Collesalvetti dedicato alla vertenza Eni. «Noi a Roma saremo al vostro fianco - ha aggiunto Razzauti - anche se non saremo presenti e continueremo a batterci insieme a voi per un lavoro che dia speranza a tante famiglie del nostro territorio».
Alle 17, infatti, nel quartier generale dello Sviluppo Economico è previsto l'atteso incontro tra il governo, i vertici dell'azienda, i rappresentanti delle istituzioni e dei sindacati, arrivato dopo più di una settimana di protesta (e di blocco a oltranza dei mezzi in entrata e in uscita) davanti ai cancelli dello stabilimento. Protesta nata per capire qualcosa di più sulla volontà espressa da Eni di vendere gli impianti livornesi e, soprattutto, per bloccare le trattative in corso con il finanziere americano Gary Klesch.
Intanto ieri mattina, in Provincia, c'è stata una sorta di maxi riunione di "ricognizione" in vista del faccia a faccia di oggi, alla quale hanno partecipato Cosimi, Bacci, Kutufà, le associazioni di categoria (ad eccezione di Confindustria), i rappresentanti sindacali delle segreterie provinciali e quelli (tutti e sedici i delegati) delle Rsu interne. Nel corso dell'incontro, guidato dal presidente Kutufà, è emersa la linea con cui il fronte livornese-toscano andrà a sedersi al tavolo di oggi. Due i punti principali: «I nostri interlocutori sono solamente il governo e Eni che, se davvero lascerà il nostro territorio, dovrà assumersi impegni concreti sulle opere di bonifica». E ancora: «Nel dopo Eni ci potrà essere solo un soggetto industriale, con un piano di investimento solido e credibile». Posizioni già espresse nel documento redatto all'unanimità politica dopo l'acceso consiglio comunale di due giorni fa. «Si sta per aprire una partita importante - ha sottolineato Kutufà - ma non ci aspettiamo che l'incontro di oggi sia definitivo». I lavoratori, però, sono stati chiari: «Se da Roma arriveranno solo segnali negativi siamo pronti a bloccare, già da domani, anche il deposito Eni di Calenzano».
La solidarietà della Regione. È stata votata all'unanimità la mozione, primo firmatario Virgilio Simonti (Pd), con la quale l'aula del Consiglio Regionale esprime solidarietà alle iniziative dei lavoratori della Eni di Stagno-Livorno, finalizzate alla tutela del lavoro e alla salvaguardia dello stabilimento. Nella mozione si invita la Giunta regionale a sostenere lo sviluppo degli impianti industriali di Stagno e a seguire l'evolversi della vicenda della raffineria, uno dei punti strategici dell'apparato produttivo della costa e della Toscana. A margine dell'approvazione della mozione, il presidente Riccardo Nencini ha commentato positivamente l'unanimità espressa dall'aula su un tema così delicato. Una delegazione del consiglio regionale ha inoltre partecipato alla seduta aperta del Consiglio comunale di Collesalvetti, per esprimere la vicinanza dell'istituzione regionale.
La Chiesa con i lavoratori. «La Chiesa livornese è al fianco dei lavoratori e di tutti coloro che conducono questa battaglia per dire no al profitto a discapito della dignità della persona». Lo ha deto il vicario episcopale monsignor Paolo Razzauti intervenendo al consiglio comunale aperto di Collesalvetti dedicato alla vertenza Eni. «Noi a Roma saremo al vostro fianco - ha aggiunto Razzauti - anche se non saremo presenti e continueremo a batterci insieme a voi per un lavoro che dia speranza a tante famiglie del nostro territorio».
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