Gioco
«Licenziamenti giusti per i furti di gasolio»
I furti di gasolio dai rimorchiatori? Giusta causa per licenziare. Il tribunale ha accolto il reclamo della società Fratelli Neri contro il provvedimento del giudice del lavoro che aveva reintegrato due dipendenti sorpresi a rubare gasolio e per questo motivo licenziati
LIVORNO. I furti di gasolio dai rimorchiatori? Giusta causa per licenziare. Il tribunale ha accolto il reclamo della società Fratelli Neri contro il provvedimento del giudice del lavoro che aveva reintegrato due dipendenti sorpresi a rubare gasolio e per questo motivo licenziati. La sentenza, che ribalta l'esito del ricorso in via d'urgenza, è stata depositata dal collegio composto dal presidente Carlo Cardi e dai giudici Franco Pastorelli (relatore) e Emilia Grassi.
Il licenziamento, anzi, i due licenziamenti, sono del 31 marzo scorso. Alessandro Galli, comandante del rimorchiatore "Francesca Neri", e Angelo Mattera, direttore di macchina della stessa unità, sono stati cacciati perché sorpresi a rubare gasolio. Pochi litri, spiccioli di carburante asportati dal serbatoio del rimorchiatore. Il fatto è del 17 marzo, due settimane dopo il provvedimento di licenziamento.
I due dipendenti Neri si sono opposti e hanno cercato di riavere il loro posto di lavoro, facendo causa all'azienda e chiedendo che il giudice del lavoro annullasse il licenziamento perché - questa era la linea del loro legale, l'avvocato Giacomo Pasquinucci - la ditta Neri ha sempre tollerato il fatto che i suoi dipendenti portassero via piccoli quantitativi di gasolio. Da qui, la decisione del giudice del lavoro (datata 14 luglio) di ordinare la reintegra all'azienda.
Ma i legali di Neri, gli avvocati Alberto Batini e Giuseppe Sorda, hanno subito annunciato reclamo, che è stato discusso in questi giorni davanti al collegio del tribunale civile. La conclusione dei giudici è che il ricorso presentato dai lavoratori va rigettato, e con esso la reintegra sul posto di lavoro, perché i fatti al centro di questo procedimento avrebbero «irrimediabilmente reciso il vincolo fiduciario che lega il datore di lavoro al lavoratore, in modo particolarmente intenso in caso di mansioni di rilievo» come quelle che svolgevano Galli e Mattera, uno comandante e uno direttore di macchina di un rimorchiatore della ditta Neri. Il provvedimento firmato dal presidente Carlo Cardi, su relazione del giudice Franco Pastorelli, richiama anche il Contratto nazionale di lavoro per il personale imbarcato sui rimorchiatori, che stabilisce il diritto per l'armatore di risolvere il contratto senza preavviso «in conseguenza di trasgressioni a disposizioni di leggi nazionali ed estere, e in particolare in conseguenza di furto, contrabbando...».
Secondo la sentenza appena depositata, non è «stata fornita la priva della circostanza che l'azienda fosse venuta a conoscenza di specifiche appropriazioni di gasolio compiute da ben individuati soggetti» e per questo «non può dirsi che il suo comportamento possa essere qalificato come tolleranza di tali comportamenti» perché la mancata adozione di provvedimenti disciplinari sarebbe giustificata «dalla mancata individuazione dei responsabili delle sottrazioni di gasolio e dunque non qualificabile come atto di tolleranza di comportamenti disciplinarmente rilevanti, attribuibili a dipendenti chiaramente individuati». E' questa la conclusione alla quale sono giunti i giudici, esaminando tutte le testimonianze che sono state rese davanti al giudice del lavoro, nelle quali peraltro c'erano state dichiarazioni che confermavano il fatto che l'azienda era a conoscenza delle appropriazioni di gasolio da parte dei dipendenti.
I giudici, perà, ricordano nel loro provvedimento che in tempi recenti è emersa «la forte volontà» della ditta Neri «di evitare qualunque furto da parte dei dipendenti». Lo dimostrerebbe la presenza di un reticolato a protezione degli ormeggi, sorvegliati anche da un circuito di telecamere, e il fatto che «l'accesso all'area è consentito unicamente ai soggetti autorizzati attraverso tornelli e servendosi del badge». Nel regolamento del nuovo ormeggio della Darsena Pisana, fa notare il tribunale, è espressamente «fatto divieto al personale di far uscire dall'ormeggio sociale qualsiasi attrezzo, pertinenza, dotazione di bordo, carburanti o lubrificanti, anche in minime quantità, nonché qualsiasi altro bene dell'azienda». Il primo ottobre 2008, infine, il comandante del rimorchiatore "Alessandro Neri" Aldo Trambusti è stato licenziato per aver preso 70 litri di gasolio. «Un fatto - concludono i giudici - che non poteva non essere conosciuto» da Alessandro Galli e Angelo Mattera «e che dimostra chiaramente che l'azienda non tollerasse furti di gasolio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
