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Raffineria, undici giorni di sciopero

Juna Goti
Gli operai dell’Eni presidiano l’ingresso della raffineria
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Gli operai dell’Eni presidiano l’ingresso della raffineria

Niente sciopero del settore spedizioni della raffineria: l'agitazione in programma per oggi e domani è stata annullata. Ma i lavoratori dell'Eni non abbassano la guardia.

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LIVORNO. Niente sciopero del settore spedizioni della raffineria: l'agitazione in programma per oggi e domani è stata annullata. Ma i lavoratori dell'Eni non abbassano la guardia. Anzi: hanno proclamato undici giorni di sciopero, dal 24 settembre al 4 ottobre. Sono tornati in prefettura, ieri mattina, i rappresentanti sindacali e i delegati delle Rsu.
Quello col prefetto è stato, più che altro, un faccia a faccia procedurale per rivedere le operazioni di raffreddamento degli impianti in vista dello sciopero generale richiesto formalmente dai sindacati alcuni giorni fa, proprio mentre gli operai allestivano un presidio a oltranza davanti ai cancelli della raffineria.

Dopo la mattinata in prefettura e un pomeriggio di riunioni, le Rsu dello stabilimento hanno annunciato ufficialmente che lo sciopero partirà il 24 settembre e andrà avanti per ben undici giorni. Salvo, ovviamente, svolte positive che al momento non è dato prevedere.
Nel frattempo, invece, è stato bocciato lo stop del settore spedizioni che avrebbe dovuto coinvolgere oggi e domani sia il quartier generale di Livorno che il deposito Eni di Calenzano, a Firenze, impedendo agli autotrasportatori di mezza toscana di rifornirsi di gasolio e benzina.
Nel corso dell'incontro a palazzo del Governo, infatti, è emerso un "vizio" nella procedura seguita dai lavoratori: in pratica, il settore spedizioni non può essere considerato come un ramo "extra" della raffineria e per fermarlo (anche se non è in ballo la sicurezza degli impianti) occorre seguire l'iter necessario per proclamare lo sciopero generale.

Nel frattempo il gigante di proprietà del cane a sei zampe che si affaccia sull'Aurelia resta in stand by: i livelli di produzione sono praticamente a zero e tutti gli impianti (ad eccezione di quelli vitali per garantire il mantenimento degli standard di sicurezza) sono spenti. Un po' a sorpresa, però, ieri mattina è ripartito l'oleodotto che rifornisce di carburante il deposito di Calenzano e che era stato stoppato nella notte tra sabato e domenica in cambio del lasciapassare, richiesto dall'azienda, per un'autobotte carica di azoto. Il tam tam dei mezzi che raggiungono i cancelli della raffineria per poi fare dietro front non si ferma e a superare il blocco operaio sono ancora solo i camion che trasportano materiali indispensabili per garantire la sicurezza degli impianti.
Nel corso del faccia a faccia di ieri mattina il prefetto, che fino a questo momento ha portato avanti una delicata opera di mediazione, si è appellato nuovamente al senso di responsabilità di tutte le parti. Ma è ovvio che molto dipenderà dall'incontro in programma dopodomani a Roma, nel quartier generale del ministro Scajola. Incontro a cui - si è saputo ieri - non parteciperà il ministro.

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