Gioco
Più industrie in crisi e meno "Papi" la curva livornese parla di lavoro
La tifoseria più "rossa" d'Italia sceglie i temi sociali per la partita in casa contro il Milan. Ma qualche striscione sul caso escort di Berlusconi spunta lo stesso
Il presidente del Livorno, Aldo Spinelli, aveva chiesto ai suoi tifosi di lasciare la politica fuori dallo stadio. Appello accolto in parte nella partita contro il Milan. Dalla curva livornese sono stati scanditi slogan contro il premier Silvio Berlusconi ed esposto qualche striscione sul caso escort&co. Su uno di questi, la scritta: "Papi come te nessuno mai... e meno male". Nella curva Nord, dove trovano posto gli ultrà amaranto, sono stati esposti striscioni di solidarietà ai lavoratori in lotta in questo periodo di crisi per l'azienda di componentistica auto Delphi e la raffineria Eni. Su un grande lenzuolo bianco campeggia la scritta "Chiudete la Delphi, la raffineria. Chiudete anche il porto e si va tutti via". Un altro striscione recita: "Ora basta, rispetto per i lavoratori".
Da qualche parte sugli spalti rispuntano anche le celebri bandane che i tifosi amaranto avevano portato in massa allo stadio San Siro, nel 2004, scimmiottando il copricapo che il premier Berlusconi aveva sfoggiato durante l'estate per coprire i segni del trapianto di capelli.
Nella curva livornese prima dell'ingresso delle squadre in campo si è cantato anche "Bella ciao" e "Bandiera rossa". E all'ingresso delle squadre, è stato esposto un altro striscione con la scritta: "Papi ci stiamo inc..., solidarietà con i lavoratori in lotta".
Infine, circa un'ora prima dell'inizio del match, un gruppo di lavoratori in cassa integrazione della Delphi e del gruppo Giolfo e Calcagno, assieme agli operai dell'Eni, hanno fatto il giro del campo esponendo striscioni con i quali ricordavano la loro situazione di incertezza per il futuro.
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