Il Tirreno

Livorno

LE STORIE

«Questa non è vita: ci si sente soli e inutili»

lu.dem.
Sopra, Nicola Polizzi; a destra, alcune precarie che discutono
◗
Sopra, Nicola Polizzi; a destra, alcune precarie che discutono

«Ce ne sono tanti che sono in situazioni peggiori della mia. Però una cosa la sento sulla mia pelle: ogni anno, quando viene il 30 giugno, c'è da ricominciare da capo, c'è da battersi per riconquistare un incarico. Alla fine ti senti inutile, nonostante il lavoro che hai fatto per tutto l'anno»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Ce ne sono tanti che sono in situazioni peggiori della mia. Però una cosa la sento sulla mia pelle: ogni anno, quando viene il 30 giugno, c'è da ricominciare da capo, c'è da battersi per riconquistare un incarico. Alla fine ti senti inutile, nonostante il lavoro che hai fatto per tutto l'anno». Nicola Polizzi, 34 anni, ha abbandonato, almeno per il momento, l'insegnamento specifico delle sue materie - fisica e matematica - e ha preso, anche quest'anno, un incarico a tempo pieno come insegnante di sostegno al "Niccolini Palli". Precario, come precari sono tutti quelli che insieme a lui hanno pacificamente invaso l'Ufficio scolastico provinciale, Polizzi è ormai al quarto anno di insegnamento. Ha deciso di andare anche lui alla manifestazione di protesta, nonostante non sia fra quelli che rischiano di rimanere fuori: dall'inizio di settembre è formalmente sotto contratto. «Che c'entra, sarei venuto anche se fossi stato di ruolo - dice - e in effetti, se c'è qualcosa che proprio non mi torna è la scarsa solidarietà che mi sembra di vedere, nel mondo della scuola. Mi sarebbe piaciuto se i colleghi di ruolo fossero stati qui, a testimoniare la loro vicinanza. Invece alla fine dei giochi il precario è solo. E questo è un altro elemento di amarezza».

Fuori dall'edificio di piazza Vigo, terminata la manifestazione e l'incontro con la dirigente, alcune giovani precarie discutono della loro situazione. E il punto, da loro sollevato, riguarda il fenomeno delle cosiddette "code", ovvero la possibilità per i precari di indicare ben quattro province oltre alla propria, come possibili destinazioni. Ne consegue che molti insegnanti provenienti da altre regioni, soprattutto quelle meridionali, con punteggi assai elevati, hanno ottime probabilità di ottenere posti anche da noi. «Più che probabilità, questo è già avvenuto con l'assegnazione degli incarichi - dice Lucia Paradiso, 33 anni - nella nostra provincia. E sia chiaro che non ne faccio un problema di nascita: sono di origine salernitana e non ho niente contro il sud. Ma consentire una gamma di scelta così ampia, ben quattro province, significa mettere a rischio la tenuta della nostra scuola». Lei, Lucia, non è sposata, non ha figli. Non ha ancora, insomma, una famiglia tutta sua. «E difficilmente l'avrò - è il suo sfogo - visto che ancora a 33 anni sono a cercare un incarico di lavoro annuale. Se c'è qualcosa che non mi va giù, è vedere vanificati tutti i sacrifici che ho fatto. Due lauree e ancora nessuna prospettiva concreta di stabilità».

Ha insegnato per quattro anni alle elementari. Italiano, inglese, matematica: quello che c'era da fare, come si fa coi bambini dai 6 ai 10 anni. «E adesso sono senza incarico: mi auguro di ottenerne uno con la distribuzione dei residui - dice - e come minimo dovrò andare all'isola d'Elba, a Portoferraio. Altri sacrifici, ma è sempre meglio che non lavorare». Nel mirino di Lucia Paradiso non ci sono solo le "code". La critica più forte che rivolge è alla gestione del sistema scolastico. «Questo governo le cose le ha peggiorate - spiega - soprattutto alle elementari, dove senza le ore di compresenza la situazione è più intricata che mai. Prima, in mezzo a tante difficoltà, onestamente si intravedeva un tentativo di gestione differente. Adesso davvero la nostra scuola è in condizioni di gravi difficoltà. E non solo per i guai che colpiscono noi precari».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore