Gioco
SOS ENI
La raffineria ferma gli impianti
Juna Goti
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Le “barricate” per bloccare l’ingresso della raffineria Eni a StagnoLa raffineria del "cane a sei zampe" si fermerà domenica all'alba: probabilmente alle sei del mattino arriverà a compimento la procedura di stop agli impianti che è già stata avviata. Lo stop alla raffineria era nell'aria fin da quando i lavoratori in lotta - tanto interni quanto esterni che da tre giorni protestano ininterrottamente davanti ai cancelli dell'impianto - hanno deciso di confermare il no all'ingresso dei camion nello stabilimento
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LIVORNO. La raffineria del "cane a sei zampe" si fermerà domenica all'alba: probabilmente alle sei del mattino arriverà a compimento la procedura di stop agli impianti che è già stata avviata (Dea, Hd2, Vacuum). Non c'è nulla di ufficiale ancora, non è stato diramato nessun annuncio formale ma, per quanto in attesa di riscontro definitivo, la notizia del progressivo alt agli impianti arriva da fonti solitamente degne di fede.
Sempre domenica, ma poche ore più tardi, attorno alle 12,30 il braccio di ferro sulle sorti della raffineria conoscerà un altro atto: stavolta però nel segno della solidarietà da parte della città nei confronti dei lavoratori in lotta. La Coop Otto Marzo porterà al presidio operaio cento primi piatti: diventerà l'occasione per coinvolgere anche le famiglie dei lavoratori.
Lo stop alla raffineria era nell'aria fin da quando i lavoratori in lotta - tanto interni quanto esterni che da tre giorni protestano ininterrottamente davanti ai cancelli dell'impianto - hanno deciso di confermare il no all'ingresso dei camion nello stabilimento.
Ieri mattina i dirigenti della raffineria Eni hanno chiesto ai delegati delle Rsu di lasciare entrare nel sito quattro camion che avrebbero dovuto caricare lo zolfo dalle cisterne e consegnare alcune sostanze fondamentali per il funzionamento degli impianti: si tratta soprattutto dell'acido solforico e del cloruro ferrico che vengono normalmente usati per il raffreddamento e la produzione di energia termoelettrica.
L'azienda, nel bel mezzo dell'incontro, fa leva sull'emergenza sicurezza, ma gli operai, dopo aver consultato tecnici di propria fiducia, ritengono che non vi siano rischi e decidono per la linea dura: «I camion da qui non passano, ci sdraieremo davanti ai cancelli». La tensione sale intorno alle 10, quando tra i lavoratori si sparge la voce che i camion carichi di tali sostanze sono partiti (scortati) da Calenzano, in direzione Stagno: dalle 10 alle 12 il presidio viene velocemente rinforzato e gruppi di operai tengono d'occhio le diverse entrate del sito per evitare "sorprese". All'ingresso del deposito di Gpl (qualche centinaio di metri più avanti) vengono sistemati anche cassonetti dell'immondizia e pancali di legno, mentre il sindaco di Collesalvetti, Lorenzo Bacci, si prepara a unirsi "ufficialmente" al muro indossando la fascia tricolore.
Ma intorno a mezzogiorno l'allarme rientra: i vertici incontrano di nuovo le Rsu e assicurano ai lavoratori che nessun camion "caldo" raggiungerà lo stabilimento in giornata. Per motivi di sicurezza i manifestanti vengono inoltre invitati - richiesta accolta poco dopo - a rimuovere le barricate in legno.
Nel frattempo a Calenzano si riuniscono i 29 dipendenti del deposito Eni che, esprimendo la loro solidarietà ai colleghi di Stagno, proclamano lo stato di agitazione e bloccano da subito gli straordinari: l'obiettivo dei sindacati è arrivare allo stop del settore spedizioni martedì e mercoledì, in contemporanea con lo sciopero livornese.
Sempre domenica, ma poche ore più tardi, attorno alle 12,30 il braccio di ferro sulle sorti della raffineria conoscerà un altro atto: stavolta però nel segno della solidarietà da parte della città nei confronti dei lavoratori in lotta. La Coop Otto Marzo porterà al presidio operaio cento primi piatti: diventerà l'occasione per coinvolgere anche le famiglie dei lavoratori.
Lo stop alla raffineria era nell'aria fin da quando i lavoratori in lotta - tanto interni quanto esterni che da tre giorni protestano ininterrottamente davanti ai cancelli dell'impianto - hanno deciso di confermare il no all'ingresso dei camion nello stabilimento.
Ieri mattina i dirigenti della raffineria Eni hanno chiesto ai delegati delle Rsu di lasciare entrare nel sito quattro camion che avrebbero dovuto caricare lo zolfo dalle cisterne e consegnare alcune sostanze fondamentali per il funzionamento degli impianti: si tratta soprattutto dell'acido solforico e del cloruro ferrico che vengono normalmente usati per il raffreddamento e la produzione di energia termoelettrica.
L'azienda, nel bel mezzo dell'incontro, fa leva sull'emergenza sicurezza, ma gli operai, dopo aver consultato tecnici di propria fiducia, ritengono che non vi siano rischi e decidono per la linea dura: «I camion da qui non passano, ci sdraieremo davanti ai cancelli». La tensione sale intorno alle 10, quando tra i lavoratori si sparge la voce che i camion carichi di tali sostanze sono partiti (scortati) da Calenzano, in direzione Stagno: dalle 10 alle 12 il presidio viene velocemente rinforzato e gruppi di operai tengono d'occhio le diverse entrate del sito per evitare "sorprese". All'ingresso del deposito di Gpl (qualche centinaio di metri più avanti) vengono sistemati anche cassonetti dell'immondizia e pancali di legno, mentre il sindaco di Collesalvetti, Lorenzo Bacci, si prepara a unirsi "ufficialmente" al muro indossando la fascia tricolore.
Ma intorno a mezzogiorno l'allarme rientra: i vertici incontrano di nuovo le Rsu e assicurano ai lavoratori che nessun camion "caldo" raggiungerà lo stabilimento in giornata. Per motivi di sicurezza i manifestanti vengono inoltre invitati - richiesta accolta poco dopo - a rimuovere le barricate in legno.
Nel frattempo a Calenzano si riuniscono i 29 dipendenti del deposito Eni che, esprimendo la loro solidarietà ai colleghi di Stagno, proclamano lo stato di agitazione e bloccano da subito gli straordinari: l'obiettivo dei sindacati è arrivare allo stop del settore spedizioni martedì e mercoledì, in contemporanea con lo sciopero livornese.
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