Gioco
LA LETTERA
Vado a 50 all'ora e ne sono fiera
Agnese Gaglio
Caro Tirreno, sono una studentessa ventenne e sono perfettamente d'accordo con Andrea De Adamich sullo scandalo dei motorini truccati. Sono felice che finalmente qualcuno abbia avuto il coraggio di denunciarlo
2 MINUTI DI LETTURA
Caro Tirreno,
sono una studentessa ventenne e sono perfettamente d'accordo con Andrea De Adamich sullo scandalo dei motorini truccati. Sono felice che finalmente qualcuno abbia avuto il coraggio di denunciarlo. I giornali sono pieni di fatti che hanno per protagonisti giovani che diventano vittime di loro stessi, guidando mezzi (verosimilmente) modificati per raggiungere velocità non adeguate a ciclomotori che non dovrebbero superare i 50 km/h.
Questi motorini vengono messi in mano a ragazzi poco più che quattordicenni che non conoscono le insidie della strada, giovani freschi di patentino che non hanno ancora acquisito esperienza.
Vorrei sapere dove stanno in tutto questo coloro che si prestano a tale gioco, che acconsentono alle richieste dei ragazzi. Non posso credere che la coscienza di certe persone sia sopraffatta dal guadagno che ne ricavano, e non posso credere che la maggior parte dei genitori non si renda conto del rischio in cui incorrono i loro figli.
Non credo di essere la persona giusta per indicare ai genitori quello che devono fare con i propri ragazzi, ma io da figlia ho imparato che educare significa anche dire di no, significa insegnare che c’è un tempo per tutto e che è da stupidi rischiare la vita per sentirsi accettati dal gruppo solo in base alle capacità raggiunte dal proprio mezzo.
Sono tanti i fattori che determinano le stragi - alcol, droga, strade inguardabili, incoscienza di certi automobilisti - ma se possiamo fare anche solo una piccola cosa per cominciare a cambiare le cose allora diamoci da fare, se siamo studi di leggere ogni giorno di un nuovo incidente cominciamo a usare la testa.
Io ho vent’anni, sono una normalissima ragazza che ancora fa uso del suo semplice ciclomotore con i fermi e sono fiera di essere la scema del villaggio, fiera di essere una di quelle poche persone che viaggiano a 50km/h.
sono una studentessa ventenne e sono perfettamente d'accordo con Andrea De Adamich sullo scandalo dei motorini truccati. Sono felice che finalmente qualcuno abbia avuto il coraggio di denunciarlo. I giornali sono pieni di fatti che hanno per protagonisti giovani che diventano vittime di loro stessi, guidando mezzi (verosimilmente) modificati per raggiungere velocità non adeguate a ciclomotori che non dovrebbero superare i 50 km/h.
Questi motorini vengono messi in mano a ragazzi poco più che quattordicenni che non conoscono le insidie della strada, giovani freschi di patentino che non hanno ancora acquisito esperienza.
Vorrei sapere dove stanno in tutto questo coloro che si prestano a tale gioco, che acconsentono alle richieste dei ragazzi. Non posso credere che la coscienza di certe persone sia sopraffatta dal guadagno che ne ricavano, e non posso credere che la maggior parte dei genitori non si renda conto del rischio in cui incorrono i loro figli.
Non credo di essere la persona giusta per indicare ai genitori quello che devono fare con i propri ragazzi, ma io da figlia ho imparato che educare significa anche dire di no, significa insegnare che c’è un tempo per tutto e che è da stupidi rischiare la vita per sentirsi accettati dal gruppo solo in base alle capacità raggiunte dal proprio mezzo.
Sono tanti i fattori che determinano le stragi - alcol, droga, strade inguardabili, incoscienza di certi automobilisti - ma se possiamo fare anche solo una piccola cosa per cominciare a cambiare le cose allora diamoci da fare, se siamo studi di leggere ogni giorno di un nuovo incidente cominciamo a usare la testa.
Io ho vent’anni, sono una normalissima ragazza che ancora fa uso del suo semplice ciclomotore con i fermi e sono fiera di essere la scema del villaggio, fiera di essere una di quelle poche persone che viaggiano a 50km/h.
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