Il Tirreno

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LIVORNO

A Stagno c'è Gary Klesch

Valeria Cappelletti Elisa Sironi
I lavoratori protestano contro la vendita
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I lavoratori protestano contro la vendita

Clima caldissimo tra i lavoratori Il sindaco di Colle Bacci lancia l'idea di boicottare le pompe di benzina dell'Agip

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LIVORNO. Un presidio davanti alla raffineria per dire "no" alla delegazione del fondo d'investimento Klesch che questa mattina, guidata da Gary Klesch in persona, sarà in visita allo stabilimento. Lavoratori e sindacalisti, tutti pronti a protestare, a far sentire la loro voce con striscioni e bandiere a partire dalle 9.30.

Poi, a partire dalle 14, il presidio si sposterà all'interno dell'impianto per dare vita a un'assemblea che coinvolgerà tutto il personale diretto e dell ditte di appalto. Obbiettivo: discutere e decidere le iniziative di protesta. Una protesta che ha radici lontane e che deriva dalla decisione di Eni di vendere alla Klesch & Company, grande produttore di alluminio e rivenditore di prodotti petroliferi e gas, la raffineria di Stagno. Sette mesi dopo l'avvio della gara per vendere l'industria ecco dunque il compratore: Gary Klesch, finanziere americano che ha costituito il fondo d'investimento nel 1990.

Ad aver manifestato interesse per la raffineria era stata anche l'Api. Ieri mattina Enrico Risaliti, facente parte della cordata e responsabile delle politiche energetiche di Confcommercio, è stato ricevuto dal sindaco Alessandro Cosimi per parlare anche del caso Eni. «Sono preoccupato per gli 800 posti di lavoro - ha detto Risaliti - è doveroso da parte di tutte le forze, comprese le nostre, di studiare qualsiasi possibilità per evitare che i lavoratori restino disoccupati». Risaliti ha caldeggiato un intervento degli enti locali, «dai quali può emergere una proposta di esercitare una sorta di diritto di prelazione sull'insediamento Eni che potrebbe poi essere girato ad interlocutori imprenditoriali che corrispondano alle aspettative di mantenimento e sviluppo dell'attività».

Intanto il sindaco di Collesalvetti Bacci annuncia che "se sarà necessario boicotteremo l'Eni" lanciando l'idea di disertare le pompe del gruppo petrolifero (Agip). «L'Eni, in quanto a responsabilità sociale, dovrebbe dare l'esempio e non abbandonare a se stesso un territorio dopo decenni di sfruttamento». Nell'immediato un consiglio comunale aperto è stato convocato per il 15 e 16 settembre, proprio al centro civico Stagno, dirimpetto alla raffineria. L'invito è indirizzato a tutti i soggetti coinvolti, lavoratori, sindacati, istituzioni. Anche l'Eni. «Se vogliono venire - tuona Bacci riferendosi alla dirigenza aziendale - sappiano che noi li attendiamo."

Il neo sindaco di Collesalvetti insiste nel rimarcare che non saranno fatti sconti e non verranno accettate proposte che non siano garantite da un piano di investimenti in grado di assicurare alla raffineria prospettive di lungo periodo. E per quanto riguarda la bonifica del terreno, avverte, "deve essere portata avanti da soggetti credibili. Altri non vediamo all'infuori dell'Eni."

Per Emiliano Baggiani del Pdl di Colle «Klesh non è necessariamente il male assoluto, certamente sarebbe peggio la trasformazione in un deposito che alcuni sindacati - assurdamente - auspicano: bisogna invece andare ad un tavolo con questi personaggi intavolando una trattativa sull'occupazione perché questo è questo che è in ballo Ricorso ai prepensionamenti? Staremo a vedere».

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