Gioco
LIVORNO
Lavori fermi, la rabbia di piazza XX
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L’escavatore senza collaudo fermo sulle macerie di Piazza XXRabbia, amarezza, timore. In queste tre parole è condensato lo stato d'animo di chi abita e lavora in piazza XX Settembre dopo lo stop ai lavori decretato dall'Asl. Ieri mattina la piazza era semideserta, col vento che soffiava tra i rottami accatastati sollevando nuvole di polvere
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LIVORNO. Rabbia, amarezza, timore. In queste tre parole è condensato lo stato d'animo di chi abita e lavora in piazza XX Settembre dopo lo stop ai lavori decretato dall'Asl. Ieri mattina la piazza era semideserta, col vento che soffiava tra i rottami accatastati sollevando nuvole di polvere. Degli operai della ditta che ha subappaltato i lavori dalla Metalferro di Pistoia, nemmeno l'ombra. Tra i cumuli di lamiere solo la sagoma della vecchia scavatrice ferma su una piccola collinetta di rottami.
La Metalferro, spiegando che si è trattato solo di problemi burocratici, ha annunciato che lunedì il cantiere, che comunque non è stato sequestrato, ripartirà con i lavori: «Faremo arrivare una pressa e in una settimana la piazza sarà liberata».
Una notizia che ieri mattina era circolata anche in piazza XX, ma che è stata accolta con scetticismo. Atteggiamento inevitabile, visto che residenti e commercianti prima hanno dovuto attendere un mese per veder partire i lavori e ora si trovano a convivere con macerie e degrado.
«Questa è una presa di giro e basta», accusa Rossana Tosi dal negozio di gas e articoli per campeggio che gestisce col marito Alessandro Sammartino, che a sua volta sottolinea come sarebbe stato giusto controllare la ditta che eseguiva i lavori prima di affidarglieli. «Ora - conclude la signora Tosi - speriamo che una volta sgomberata la piazza il Comune non ci blocchi tutto nel periodo di Natale come fece con l'ex Peroni».
«Sono i soliti lavori all'italiana», commenta amareggiato dal banco del suo bar Domenico Ursano, che attende con ansia che la piazza ritorni ad un aspetto civile: «In questi giorni ho già perso il 40% degli incassi normali, e parliamo di incassi di tempi di crisi».
I problemi sono sottolineati anche da Barbara Lucchesi, nel suo negozio di abbigliamento "Underwood" e dal marito Roberto Luciani. La commerciante è preoccupata: «Se non tolgono tutto e inizia a piovere succede un guaio, con questo materiale che finirebbe nelle fogne che si intaserebbero allagando la piazza. E le lamiere accatastate sono pericolose: con un colpo di vento potrebbero finire addosso a qualcuno. Credo che questo stato di cose sia anche colpa del Comune, che si è disinteressato della piazza anche in questa fase».
Marco Cacciari abita in piazza XX e sottolinea che lo stop dei lavori è figlio del fatto «che si fanno fare i lavori in economia e ditte di fuori anziché livornesi», ma spera che effettivamente lunedì tutto possa ripartire per davvero.
«Tutto sbagliato, tutto da rifare»: in puro stile Bartali il commento di un altro residente, Rossano Baroncini, preoccupato. «Lunedì dovrebbero ripartire? - nota - Speriamo, ma ci credo poco».
Stefania Boldrini dal suo bar spiega che se i lavori non ripartono sono dolori: «Gli incassi sono crollati, a volte in un giorno solo 20 euro. La voglia di resistere c'è ma le scadenze ci incalzano. Se la piazza non viene sistemata alla svelta rischiamo di chiudere».
Infine l'edicola gestita da Felice Colaceno e dalla moglie Lida Rossi: «Il calo del lavoro c'è stato eccome - siega il giornalaio - e oltretutto durante la demolizione mi hanno anche danneggiato l'edicola: mi hanno portato via un pezzo di tetto, e ora chi lo risistema?»
La Metalferro, spiegando che si è trattato solo di problemi burocratici, ha annunciato che lunedì il cantiere, che comunque non è stato sequestrato, ripartirà con i lavori: «Faremo arrivare una pressa e in una settimana la piazza sarà liberata».
Una notizia che ieri mattina era circolata anche in piazza XX, ma che è stata accolta con scetticismo. Atteggiamento inevitabile, visto che residenti e commercianti prima hanno dovuto attendere un mese per veder partire i lavori e ora si trovano a convivere con macerie e degrado.
«Questa è una presa di giro e basta», accusa Rossana Tosi dal negozio di gas e articoli per campeggio che gestisce col marito Alessandro Sammartino, che a sua volta sottolinea come sarebbe stato giusto controllare la ditta che eseguiva i lavori prima di affidarglieli. «Ora - conclude la signora Tosi - speriamo che una volta sgomberata la piazza il Comune non ci blocchi tutto nel periodo di Natale come fece con l'ex Peroni».
«Sono i soliti lavori all'italiana», commenta amareggiato dal banco del suo bar Domenico Ursano, che attende con ansia che la piazza ritorni ad un aspetto civile: «In questi giorni ho già perso il 40% degli incassi normali, e parliamo di incassi di tempi di crisi».
I problemi sono sottolineati anche da Barbara Lucchesi, nel suo negozio di abbigliamento "Underwood" e dal marito Roberto Luciani. La commerciante è preoccupata: «Se non tolgono tutto e inizia a piovere succede un guaio, con questo materiale che finirebbe nelle fogne che si intaserebbero allagando la piazza. E le lamiere accatastate sono pericolose: con un colpo di vento potrebbero finire addosso a qualcuno. Credo che questo stato di cose sia anche colpa del Comune, che si è disinteressato della piazza anche in questa fase».
Marco Cacciari abita in piazza XX e sottolinea che lo stop dei lavori è figlio del fatto «che si fanno fare i lavori in economia e ditte di fuori anziché livornesi», ma spera che effettivamente lunedì tutto possa ripartire per davvero.
«Tutto sbagliato, tutto da rifare»: in puro stile Bartali il commento di un altro residente, Rossano Baroncini, preoccupato. «Lunedì dovrebbero ripartire? - nota - Speriamo, ma ci credo poco».
Stefania Boldrini dal suo bar spiega che se i lavori non ripartono sono dolori: «Gli incassi sono crollati, a volte in un giorno solo 20 euro. La voglia di resistere c'è ma le scadenze ci incalzano. Se la piazza non viene sistemata alla svelta rischiamo di chiudere».
Infine l'edicola gestita da Felice Colaceno e dalla moglie Lida Rossi: «Il calo del lavoro c'è stato eccome - siega il giornalaio - e oltretutto durante la demolizione mi hanno anche danneggiato l'edicola: mi hanno portato via un pezzo di tetto, e ora chi lo risistema?»
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