Gioco
LIBECCIATA
Drammatico salvataggio ai Fiume
Lara Loreti
Vento fortissimo, mare in burrasca. E bagnanti che rischiano di annegare. Ieri in acqua è stata una giornata terribile. Tre - complessivamente - i naufraghi che gli uomini della Capitaneria di porto e i soccorritori inviati dal 118 hanno salvato dalle onde
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LIVORNO. Vento fortissimo, mare in burrasca. E bagnanti che rischiano di annegare. Ieri in acqua è stata una giornata terribile. Tre - complessivamente - i naufraghi che gli uomini della Capitaneria di porto e i soccorritori inviati dal 118 hanno salvato dalle onde. Con quelle raffiche di libeccio, che hanno raggiunto il picco di 43 nodi (sull'anemometro dell'Avvisatore marittimo), per gli avventurieri delle onde era pressoché impossibile tornare a riva. Il rischio è stato davvero grande: i tre sono rimasti per diversi minuti in acqua, in balia delle onde, pregando di farcela. Solo il tempestivo intervento della Guardia costiera, oltre alla presenza delle boe di salvataggio, ha permesso ai tre bagnanti di salvarsi.
Il primo caso è successo verso le 11.20. Un ragazzino livornese di 17 anni, appassionato di surf, vista la giornata di vento e i cavalloni, non sa resistere. Si mette la tavola sotto il braccio e si lancia in acqua, di fronte ai bagni Fiume, sfidando le onde. Tutto va bene finché un flutto violentissimo lo travolge. «Sembrava di stare in California, le onde erano altissime, abbiamo avuto paura», dice un testimone.
Il giovane sparisce tra la schiuma. È il panico. Se ne accorge il bagnino dei Fiume, Giammarco Carlà. Il ragazzo non esita a tuffarsi. Nuota vigorosamente per raggiungere l'adolescente: l'impresa non è facile. Il mare è in tempesta e ci prova in tutti i modi a scoraggiare Giammarco, che però è un bagnino esperto e sa come muoversi. Con fatica, ma senza arrendersi, riesce a raggiunge il diciassettenne e a metterlo in salvo. Tuttavia, è realizzata solo la prima parte dell'impresa. Ora arriva la fase più dura: tornare a riva.
Il vento spira a 35 nodi e alza le onde, che impediscono ai due di avvicinarsi alla costa. Tutti i tentativi falliscono. Intanto da riva parte l'allarme al 118 e la Capitaneria. Quest'ultima invia immediatamente la motovedetta 867, coordinata dalla sala operativa e dal capo sezione operativa, Andrea Gori. L'arrivo del mezzo della Guardia costiera è provvidenziale. I due vengono caricati a bordo e portati a riva, nel porto Mediceo. I due giovani sono un po' scossi, ma salvi e in salute: li soccorre la Svs.
Salvataggio a Calafuria. Un'ora dopo, una fiorentina di 42 anni rischia di annegare a Punta Pacchiana, poco più a sud della Torre di Calafuria. La donna si trova sulla scogliera, si avvicina al mare, ma un'onda la travolge e lei non riesce più a raggiungere terra. Riesce però ad allontanarsi dal pericolo degli scogli. Intanto arriva la motovedetta della Capitaneria che la porta in salvo in porto.
Il primo caso è successo verso le 11.20. Un ragazzino livornese di 17 anni, appassionato di surf, vista la giornata di vento e i cavalloni, non sa resistere. Si mette la tavola sotto il braccio e si lancia in acqua, di fronte ai bagni Fiume, sfidando le onde. Tutto va bene finché un flutto violentissimo lo travolge. «Sembrava di stare in California, le onde erano altissime, abbiamo avuto paura», dice un testimone.
Il giovane sparisce tra la schiuma. È il panico. Se ne accorge il bagnino dei Fiume, Giammarco Carlà. Il ragazzo non esita a tuffarsi. Nuota vigorosamente per raggiungere l'adolescente: l'impresa non è facile. Il mare è in tempesta e ci prova in tutti i modi a scoraggiare Giammarco, che però è un bagnino esperto e sa come muoversi. Con fatica, ma senza arrendersi, riesce a raggiunge il diciassettenne e a metterlo in salvo. Tuttavia, è realizzata solo la prima parte dell'impresa. Ora arriva la fase più dura: tornare a riva.
Il vento spira a 35 nodi e alza le onde, che impediscono ai due di avvicinarsi alla costa. Tutti i tentativi falliscono. Intanto da riva parte l'allarme al 118 e la Capitaneria. Quest'ultima invia immediatamente la motovedetta 867, coordinata dalla sala operativa e dal capo sezione operativa, Andrea Gori. L'arrivo del mezzo della Guardia costiera è provvidenziale. I due vengono caricati a bordo e portati a riva, nel porto Mediceo. I due giovani sono un po' scossi, ma salvi e in salute: li soccorre la Svs.
Salvataggio a Calafuria. Un'ora dopo, una fiorentina di 42 anni rischia di annegare a Punta Pacchiana, poco più a sud della Torre di Calafuria. La donna si trova sulla scogliera, si avvicina al mare, ma un'onda la travolge e lei non riesce più a raggiungere terra. Riesce però ad allontanarsi dal pericolo degli scogli. Intanto arriva la motovedetta della Capitaneria che la porta in salvo in porto.
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