Gioco
LA RAFFINERIA ALL’ASTA
Niente vendita-lampoL'Eni dovrà passare dal tavolo romano
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Le bandiere del sindacato fanno da sfondo al sit-inL'unica garanzia per assicurare un futuro alla raffineria è un serio programma di investimenti. Lo hanno ribadito, nella riunione avuta ieri pomeriggio con i manager dell'Eni, i rappresentanti dei sindacati di categoria territoriali e nazionali e della rsu aziendale
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LIVORNO. L'unica garanzia per assicurare un futuro alla raffineria è un serio programma di investimenti. Lo hanno ribadito, nella riunione avuta ieri pomeriggio con i manager dell'Eni, i rappresentanti dei sindacati di categoria territoriali e nazionali e della rsu aziendale. E garante di questo piano di investimenti, che poi sarebbe il compratore ad attuare, dovrebbero essere l'Eni e il governo. Lo strumento? Un accordo di programma tra le istituzioni locali, il gruppo petrolifero e il governo. Per questo motivo, forse già oggi partirà alla volta di Roma una lettera firmata dalla Provincia, dai Comuni di Livorno e di Collesalvetti e dalla Regione in cui si chiede la convocazione di un "tavolo": un luogo dove discutere delle prospettive dell'impianto e dove firmare l'accordo di programma.
Se intervenisse il governo, come ventilato anche dal ministro Matteoli, l'Eni non potrebbe sottrarsi all'accordo. E il fatto che perlomeno se ne discuta un primo effetto lo ha prodotto: la vendita della raffineria sarà meno rapida di quanto si potesse prevedere solo una settimana fa.
Alla raffineria di Stagno, ieri pomeriggio, è arrivato tutto lo stato maggiore di Eni Refinfing e Marketing. I manager del gruppo petrolifero hanno ribadito ai rappresentanti dei lavoratori perchè hanno scelto Klesch come interlocutore della trattativa. Klesch è - hanno detto - l'unico pretendente che ha risposto a tutte le condizioni poste dall'Eni per la vendita dell'impianto: non altrettanto, ad esempio, ha fatto Api. I manager Eni hanno rassicurato sulla natura "industriale" di Klesch e si sono impegnati a riferire regolarmente sugli sviluppi della trattativa. Un nuovo incontro è già convocato per il 22 settembre.
Spiegazioni che non hanno soddisfatto i sindacati. Che all'unisono hanno ribadito quale condizioni per accettare l'operazione la presentazione di un piano d'investimento, l'unica garanzia che possa dare a Stagno un futuro oltre il 2014. «Una condizione - ha ricordato la Rsu in serata - al momento neppure menzionata in tutti i tavoli istituiti».
Nei prossimi giorni i sindacati convocheranno un'assemblea con i lavoratori di Stagno, poi saranno decise le iniziative di lotta.
Se intervenisse il governo, come ventilato anche dal ministro Matteoli, l'Eni non potrebbe sottrarsi all'accordo. E il fatto che perlomeno se ne discuta un primo effetto lo ha prodotto: la vendita della raffineria sarà meno rapida di quanto si potesse prevedere solo una settimana fa.
Alla raffineria di Stagno, ieri pomeriggio, è arrivato tutto lo stato maggiore di Eni Refinfing e Marketing. I manager del gruppo petrolifero hanno ribadito ai rappresentanti dei lavoratori perchè hanno scelto Klesch come interlocutore della trattativa. Klesch è - hanno detto - l'unico pretendente che ha risposto a tutte le condizioni poste dall'Eni per la vendita dell'impianto: non altrettanto, ad esempio, ha fatto Api. I manager Eni hanno rassicurato sulla natura "industriale" di Klesch e si sono impegnati a riferire regolarmente sugli sviluppi della trattativa. Un nuovo incontro è già convocato per il 22 settembre.
Spiegazioni che non hanno soddisfatto i sindacati. Che all'unisono hanno ribadito quale condizioni per accettare l'operazione la presentazione di un piano d'investimento, l'unica garanzia che possa dare a Stagno un futuro oltre il 2014. «Una condizione - ha ricordato la Rsu in serata - al momento neppure menzionata in tutti i tavoli istituiti».
Nei prossimi giorni i sindacati convocheranno un'assemblea con i lavoratori di Stagno, poi saranno decise le iniziative di lotta.
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