Gioco
LIVORNO
L'odissea dei precari livornesi
Gianluca della Maggiore
◗
Le insegnanti riunite all’Ufficio scolastico provincialeHanno un diavolo per capello i precari della scuola livornese. Ieri mattina si sono presentati per la seconda volta in pochi giorni nell'aula magna dell'Ufficio scolastico provinciale di piazza Vigo
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Hanno un diavolo per capello i precari della scuola livornese. Ieri mattina si sono presentati per la seconda volta in pochi giorni nell'aula magna dell'Ufficio scolastico provinciale di piazza Vigo. Un centinaio circa, provenienti da tutta la provincia, alle prese con l'assegnazione-bis delle cattedre nella scuola primaria (per posto comune e per posto di lingua inglese).
Le nomine fatte mercoledì scorso sono state infatti annullate dal dirigente scolastico provinciale Elisa Nicosia Amato per una serie di errori degli uffici dell'Usp: il 26 agosto le assegnazioni erano state fatte mettendo in conto due cattedre che in realtà non erano disponibili. Un tassello che ha mandato a monte tutto il castello. E così ieri c'era tutto da rifare: precari riconvocati e di nuovo via alla lotteria delle scelte. Ma con due posti in meno.
Il problema è che c'era chi, con un contratto di supplenza già in tasca all'Elba, si era affrettato a prenotare l'albergo e a sconvolgere il piano famiglia. «Non è la prima volta che succede questo guazzabuglio - sbotta una maestra livornese - e c'è pure chi non è nemmeno stato raggiunto dalla notizia della seconda convocazione: si può perdere posti di lavoro così? E perché sono stati riconvocati anche coloro che avevano già rifiutato la supplenza mercoledì scorso?». Un clima surriscaldato anche dalle ultime novità delle Gelmini che ha aperto le graduatorie degli incarichi a tempo determinato ai prof precari di tutto lo Stivale.
Risultato? Un piccolo esercito di precari, provenienti soprattutto dal Sud (dove la scure del governo ha colpito più duro) pronti ad accettare quei posti scomodi (leggi Elba) rifiutati al primo round di assegnazioni dai "nostri" insegnanti. «Ho dovuto accettare una cattedra a Piombino - racconta una maestra-mamma con bimbo al seguito - altrimenti, dopo anni di precariato, sarei rimasta senza lavoro».
Nell'aula magna dell'Usp c'è tutta la geografia umana del precariato della scuola livornese: giovani mamme (e babbi) accanto a precarie storiche.
C'è la mammina livornese che, incurante del caos, allatta il suo bebé in mezzo alla folla delle altre maestre precarie. Poi la giovane coppia partita alle 7 da Castagneto Carducci, col bimbo di un mese ("la seconda odissea in pochi giorni col bimbo al seguito", dice la mamma mentre cambia il pannolino al figlio dentro la carrozzina: "ci giochiamo uno stipendio per tirare avanti. Che dobbiamo fare?").
Alla fine dopo una lunga mattinata di trattative il puzzle delle nomine si è ricomposto: ma qualcuno è rimasto a bocca asciutta. «In 200-300 - parola di Unicobas - quest'anno rischiano il posto». Per la scuola sarà di nuovo autunno bollente.
Le nomine fatte mercoledì scorso sono state infatti annullate dal dirigente scolastico provinciale Elisa Nicosia Amato per una serie di errori degli uffici dell'Usp: il 26 agosto le assegnazioni erano state fatte mettendo in conto due cattedre che in realtà non erano disponibili. Un tassello che ha mandato a monte tutto il castello. E così ieri c'era tutto da rifare: precari riconvocati e di nuovo via alla lotteria delle scelte. Ma con due posti in meno.
Il problema è che c'era chi, con un contratto di supplenza già in tasca all'Elba, si era affrettato a prenotare l'albergo e a sconvolgere il piano famiglia. «Non è la prima volta che succede questo guazzabuglio - sbotta una maestra livornese - e c'è pure chi non è nemmeno stato raggiunto dalla notizia della seconda convocazione: si può perdere posti di lavoro così? E perché sono stati riconvocati anche coloro che avevano già rifiutato la supplenza mercoledì scorso?». Un clima surriscaldato anche dalle ultime novità delle Gelmini che ha aperto le graduatorie degli incarichi a tempo determinato ai prof precari di tutto lo Stivale.
Risultato? Un piccolo esercito di precari, provenienti soprattutto dal Sud (dove la scure del governo ha colpito più duro) pronti ad accettare quei posti scomodi (leggi Elba) rifiutati al primo round di assegnazioni dai "nostri" insegnanti. «Ho dovuto accettare una cattedra a Piombino - racconta una maestra-mamma con bimbo al seguito - altrimenti, dopo anni di precariato, sarei rimasta senza lavoro».
Nell'aula magna dell'Usp c'è tutta la geografia umana del precariato della scuola livornese: giovani mamme (e babbi) accanto a precarie storiche.
C'è la mammina livornese che, incurante del caos, allatta il suo bebé in mezzo alla folla delle altre maestre precarie. Poi la giovane coppia partita alle 7 da Castagneto Carducci, col bimbo di un mese ("la seconda odissea in pochi giorni col bimbo al seguito", dice la mamma mentre cambia il pannolino al figlio dentro la carrozzina: "ci giochiamo uno stipendio per tirare avanti. Che dobbiamo fare?").
Alla fine dopo una lunga mattinata di trattative il puzzle delle nomine si è ricomposto: ma qualcuno è rimasto a bocca asciutta. «In 200-300 - parola di Unicobas - quest'anno rischiano il posto». Per la scuola sarà di nuovo autunno bollente.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
