Gioco
Livorno
Squalo pescato al largo della Meloria
Una volta issato sulla barca, il pesce ha cercato di mordere gli uomini che si sono dovuti rifugiare in cabina
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LIVORNO. Uno squalo di più di due metri e di quaranta chili pescato tra la Meloria e la Gorgona. La cattura del grande predatore, un grosso esemplare di squalo smeriglio, una specie particolarmente aggressiva e potenzialmente pericolosa anche per l'uomo, è stata messa a segno da due noti pescatori livornesi, Vincenzo Giudice e Graziano Ghionzoli, che erano a bordo della barca di Giudice, il motoscafo "Raid".
Giudice, bancario di 45 anni, che si definisce «malato di pesca», protagonista di molte gare e azzurro della nazionale di pesca, ha raccontato le fasi della movimentata cattura.
«Erano le 17 di venerdì e stavamo pescando a circa 70 metri di profondità, tra la Gorgona e la Meloria, un po' più di 10 miglia al traverso delle secche, sperando di incontrare, come successo altre volte, un bel tonno, poi - prosegue - abbiamo sentito un gran strattone e la canna si è piegata completamente. Abbiamo capito che aveva abboccato qualcosa di grosso e ci siamo preparati: io al timone e ai motori, per evitare che la lenza si impigliasse, e Giovanni legato alla sedia da combattimento». (quella dalla quale il pescatore manovra la canna per far stancare il pesce prima di farlo salire in superficie ndr).
Così, ecco la sorpresa, a galla è arrivato lo squalo, grosso e decisamente inferocito. «Aveva la pelle così dura che non siamo riusciti nemmeno ad agganciarlo con il raffio (l'uncino ndr) - ha proseguito Giudice - e alla fine sono riuscito ad agguantarlo per la coda e a tirarlo sulla barca». Ma la faccenda era ancora ben lungi dall'essere conclusa, come ricorda ancora il pescatore livornese: «Lo squalo non si è dato per vinto e ha inziato a scodare nel pozzetto della barca, cercando continuamente di morderci con i suoi denti affilatissimi».
Una cosa che ha costretto Giudice e Ghionzoli a battere in ritirata dentro la cabina chiudendo bene la porta mentre fuori lo squalo continuava a dibattersi. I due hanno dovuto aspettare a lungo nella cabina sempre più calda, ma dopo una quarantina di minuti lo squalo ha smesso di muoversi ed è morto.
Dopo essersi prudente mente accertati che effettivamente il grosso pesce fosse effettimente inoffensivo, i due pescatori sono ritornati a terra, dove hanno fotografato la loro cattura inviando le immagini sul loro blog Taganiepitunchi.blogspot.com, dove lo smeriglio è andato a far compagnia ad altri grossi pesci catturati da Giudice, Ghionzoli e dai loro amici pescatori.
Ora lo squalo è stato fatto a tranci e sarà cucinato. Lo smeriglio infatti è un pesce dalle carni pregiate, tanto che spesso è spacciato per pescespada, ed è ottimo sia alla griglia che in forno alla siciliana, con pomodorini, cipolle, olive e acciughe salate.
Giudice, bancario di 45 anni, che si definisce «malato di pesca», protagonista di molte gare e azzurro della nazionale di pesca, ha raccontato le fasi della movimentata cattura.
«Erano le 17 di venerdì e stavamo pescando a circa 70 metri di profondità, tra la Gorgona e la Meloria, un po' più di 10 miglia al traverso delle secche, sperando di incontrare, come successo altre volte, un bel tonno, poi - prosegue - abbiamo sentito un gran strattone e la canna si è piegata completamente. Abbiamo capito che aveva abboccato qualcosa di grosso e ci siamo preparati: io al timone e ai motori, per evitare che la lenza si impigliasse, e Giovanni legato alla sedia da combattimento». (quella dalla quale il pescatore manovra la canna per far stancare il pesce prima di farlo salire in superficie ndr).
Così, ecco la sorpresa, a galla è arrivato lo squalo, grosso e decisamente inferocito. «Aveva la pelle così dura che non siamo riusciti nemmeno ad agganciarlo con il raffio (l'uncino ndr) - ha proseguito Giudice - e alla fine sono riuscito ad agguantarlo per la coda e a tirarlo sulla barca». Ma la faccenda era ancora ben lungi dall'essere conclusa, come ricorda ancora il pescatore livornese: «Lo squalo non si è dato per vinto e ha inziato a scodare nel pozzetto della barca, cercando continuamente di morderci con i suoi denti affilatissimi».
Una cosa che ha costretto Giudice e Ghionzoli a battere in ritirata dentro la cabina chiudendo bene la porta mentre fuori lo squalo continuava a dibattersi. I due hanno dovuto aspettare a lungo nella cabina sempre più calda, ma dopo una quarantina di minuti lo squalo ha smesso di muoversi ed è morto.
Dopo essersi prudente mente accertati che effettivamente il grosso pesce fosse effettimente inoffensivo, i due pescatori sono ritornati a terra, dove hanno fotografato la loro cattura inviando le immagini sul loro blog Taganiepitunchi.blogspot.com, dove lo smeriglio è andato a far compagnia ad altri grossi pesci catturati da Giudice, Ghionzoli e dai loro amici pescatori.
Ora lo squalo è stato fatto a tranci e sarà cucinato. Lo smeriglio infatti è un pesce dalle carni pregiate, tanto che spesso è spacciato per pescespada, ed è ottimo sia alla griglia che in forno alla siciliana, con pomodorini, cipolle, olive e acciughe salate.
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