Il Tirreno

Livorno

OGGI I FUNERALI

«Portate palloncinie vestiti colorati per l'addio a Enrico»

Lara Loreti
Enrico Raffaelli in una recente serata di festa a Certaldo
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Enrico Raffaelli in una recente serata di festa a Certaldo

Palloncini colorati per ricordare la giovialità di Enrico Raffaelli, oggi pomeriggio alle 16, al suo funerale nella chiesa nuova di san Luca a Stagno. «Mi rivolgo a tutti coloro che parteciperanno alla cerimonia: chi vuole e chi se la sente porti palloncini, fiori e vestiti colorati - chiede la moglie Antonella Micocci - Non vorrei vedere colori tetri: Enrico avrebbe voluto così

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LIVORNO. Palloncini colorati per ricordare la giovialità di Enrico Raffaelli, oggi pomeriggio alle 16, al suo funerale nella chiesa nuova di san Luca a Stagno. «Mi rivolgo a tutti coloro che parteciperanno alla cerimonia: chi vuole e chi se la sente porti palloncini, fiori e vestiti colorati - chiede la moglie Antonella Micocci - Non vorrei vedere colori tetri: Enrico avrebbe voluto così. Una era una persona solare, amava le tonalità accese, gli piaceva tutto ciò che era bello. Si accontentava di pochissimo, non chiedeva mai nulla».

Ieri c'è stata l'autopsia sul corpo della vittima. Stamani, dalle 8, al cimitero dei Lupi sarà allestita dal servizio funebre della Svs la camera ardente per un saluto al meccanico del Pontino. Poi alle 15.30, il corteo funebre muoverà dai Lupi verso Stagno, dove saranno celebrate le esequie.
Tutta la comunità piange Enrico Raffelli, travolto e ucciso martedì mattina da un pullman rubato nel deposito dell'Atl. Alla guida c'era Giampaolo Poletto, 38 anni, un paziente psichiatrico che ora è in carcere. Una storia assurda per cui Antonella non riesce a darsi pace, con tutti gli amici del marito, molto noto. Tra loro c'è Valerio, amico fraterno della vittima. Ieri ha affisso uno striscione:"Enrico sei nel mio cuore. Il tuo amico,'63 Vale".

«Enrico e Valerio erano amici per la pelle - racconta la vedova - Erano una cosa sola. Sono nati insieme e insieme ci siamo spostati, a distanza di una settimana, 22 anni fa. Già progettavamo di festeggiare il 25esimo anniversario di nozze, fra tre anni. Non ci posso pensare, questa tragedia ci sta uccidendo». Antonella e Enrico si amavano profondamente da 27 anni: si erano conosciuti e innamorati nel 1982, cinque anni dopo avevano deciso di sposarsi. E poi erano arrivati i figli, Jordan, 22, e Jennifer, 18. Una famiglia modello molto legata. «Non riesco più a girare per casa. Le stanze sono vuote, il letto è vuoto, tutta la mia vita non ha più senso - dice Antonella in lacrime - Per fortuna ho i ragazzi. E ci sono i miei fratelli e tanti amici». Alessandro, fratello di Antonella, corazzirere dei carabinieri ringrazia l'Arma, il generale Amato, il capitano Lecca e il maresciallo Solimano per l'appoggio e la vicinanza.
Lara Loreti

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di Redazione web